Giovedì 2 Ottobre 2014 , Ore 0:15
 
 

Spesometro 2013, ecco cosa comunicare all’Anagrafe tributaria

A fornire istruzioni dettagliate l'Agenzia delle entrate con il provvedimento direttoriale del 5 agosto che proroga anche la scadenza dello spesometro, la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva per il 2013

Spesometro 2013, la comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini Iva, da attuare entro il prossimo novembre e a regime dal 2014 entro il 10 aprile ( si veda il nostro articolo  Spesometro, rinvio al 12 novembre 2013). Ma cosa va comunicato per l’esattezza?

Spesometro: di cosa si tratta

Si precisa in primo luogo che l’articolo 21 del decreto-legge n. 78 del 2010 ha introdotto l’obbligo per i soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di comunicare telematicamente all’Anagrafe tributaria le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, per le quali, nel corso del periodo d’imposta, i corrispettivi dovuti dal cessionario o committente, o al cedente o prestatore, secondo le condizioni contrattuali, avessero superato la soglia di tremila euro, al netto dell’imposta per le operazioni per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura, ovvero di tremilaseicento euro, comprensiva dell’imposta sul valore aggiunto, per le operazioni per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

Spesometro: il provvedimento direttoriale del 5 agosto 2013

L’Agenzia delle entrate con un provvedimento direttoriale datato 5 agosto scorso ha indicato gli elementi oggetto della comunicazione. In particolare si prevede che oggetto della comunicazione in relazione alle operazioni a fini Iva sono i corrispettivi relativi alle:

a) cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura;

b) cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro tremilaseicento al lordo dell’imposta sul valore aggiunto;

c) operazioni in contanti legate al turismo, effettuate dai soggetti di cui agli articoli 22 e 74-ter del D.P.R. n. 633 del 1972 nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato, di importo pari o superiore a mille euro.

Spesometro: l’oggetto della comunicazione all’Anagrafe tributaria

Le Entrate, nel documento di prassi di agosto, precisano anche che l’emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina, comunque, l’obbligo di comunicazione dell’operazione rilevante ai fini Iva. Inoltre si prevede che, con riguardo alle operazioni relative agli anni 2012 e 2013, è consentita la comunicazione delle operazioni attive per le quali viene emessa fattura di importo unitario pari o superiore a 3.600 euro, al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.

Operazioni a  fini Iva con fattura: cosa comunicare

In caso di cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura, nello spesometro vanno indicati:

a) anno di riferimento;

b) la partita IVA o, in mancanza, il codice fiscale del cedente o prestatore e del cessionario o committente;

c) per ciascuna fattura attiva, la data del documento, il corrispettivo al netto dell’IVA e l’imposta o la specificazione che trattasi di operazioni non imponibili o esenti, nonché, per i soggetti obbligati alla registrazione delle fatture emesse, la data di registrazione;

d) per ciascuna fattura passiva, la data di registrazione, il corrispettivo al netto dell’IVA e l’imposta o la specificazione che trattasi di operazioni non imponibili o esenti e la data del documento;

e) per gli operatori che si avvalgono della semplificazione delle scritture contabili di cui all’articolo 6, commi 1 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, i seguenti dati relativi al documento riepilogativo: numero del documento, ammontare complessivo imponibile delle operazioni, ammontare complessivo dell’imposta;

f) per ciascuna controparte e per ciascuna operazione, l’importo della nota di variazione e dell’eventuale imposta afferente.

Operazioni ai fini Iva senza fattura e operazioni legate al turismo

Per quanto riguarda invece sia le cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste  l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro 3.600 e per le operazioni in contanti legate al turismo, effettuate nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato, di importo pari o superiore a mille euro, oggetto della comunicazione sono:

a) anno di riferimento;

b) codice fiscale del cessionario o committente;

c) per i soggetti non residenti nel territorio dello Stato, privi di codice fiscale, i dati di cui all’articolo 4, primo comma, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605;

d) i corrispettivi comprensivi dell’imposta sul valore aggiunto.

Operazioni rilevanti ai fini Iva documentati da fattura

Per ciò che riguarda le operazioni rilevanti ai fini Iva documentate da fattura, gli elementi informativi  relativi alle operazioni attive e passive da comunicare in forma aggregata sono, per ciascuna controparte, distintamente per le operazioni attive e per le operazioni passive:

- la partita IVA o, in mancanza, il codice fiscale;

- il numero delle operazioni aggregate;

- l’importo totale delle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti;

- l’importo totale delle operazioni fuori campo IVA;

- l’importo totale delle operazioni con IVA non esposta in fattura;

- l’importo totale delle note di variazione;

- l’imposta totale sulle operazioni imponibili;

- l’imposta totale relativa alle note di variazione.

 

 

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