La spending review è legge. Tutte le principali novità
Spending review approvata in via definitiva con 371 voti a favore. Attesa per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale![]() Approvata la spending review. 371 voti favorevoli, contro 86 contrari e 22 astenuti. Via libera alla conversione definitiva del decreto sulla spending review, il decreto legge sui tagli alla spesa pubblica. Vediamo le principali novità introdotte. Spending review: le principali novitàInnanzitutto il fine della spending review è quello di scongiurare, l‘aumento Iva al 23%. Il sottosegretario Gianfranco Polillo parla di obiettivo raggiunto, ma tanti tagli e sacrifici sono richiesti a tutti i settori pubblici. Tasse universitarie aumentano per tuttiConfermato l’aumento fino anche al 100 per cento delle tasse universitarie per tutti gli studenti, a seconda delle fasce di reddito familiare di appartenenze. ( Si veda nostro articolo Tasse universitarie: aumenti per tutti)sempre nel settore universitario si menziona il taglio previsto alla ricerca per 30 milioni di euro, il blocco delle indennità per quei docenti universitari rientrati da altro incarico e gli insegnanti di scuole primarie e secondarie che, prossimi alla pensione, potranno andare in quiescenza con le vecchie regole, se in esubero. Dipendenti statali: mobilità obbligatoriaConfermata anche la stretta sul pubblico impiego, ossia l’introduzione della mobilità obbligatoria per i lavoratori nel pubblico impiego. I punti principali riguardano la riduzione dello stipendio, con l’80% della busta paga base senza straordinari e indennità, fino ad arrivare, dopo 2 anni, anche al licenziamento, sempre che, a differenza del lavoro privato, il dipendente pubblico avrà trovato un altro impiego. Si veda nostro articolo Dipendenti pubblici: la spending review minaccia il posto fisso). Abolizione provinceSi conferma anche l’abolizione delle province, o meglio di 64 province, con il loro accorpamento con amministrazioni contigue, con 350mila abitanti o 2500 chilometri quadrati di estensione territoriale. Aumento Irpef per le regioni in deficit sanitarioPiemonte, Lazio, Abbruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Regioni in deficit sanitario che potranno colmare questo vuoto, anticipando al prossimo gennaio l’aumento di 0,6 punti percentuali Irpef. Si veda nostro articolo Irpef 2012: aumenta l’addizionale regionale per Calabria, Campania e Molise). Le altre misure: dagli esodati ai posti letto ridottiTra le altre conferme vi è anche la riduzione di un solo punto percentuale dell’aggio di riscossione di Equitalia dal prossimo anno ( si veda nostro articolo Aggio Equitalia ridotto di un punto solo: la beffa della spending review), nonché la riduzione dei posti letto in particolare da subito di 4mila posti, per arrivare, nel 2014, a 18mila letti in meno, la nuova geografia giudiziaria che porta all’accorpamento 37 Tribunali e 38 Procure, con la scomparsa di tutte le 220 sedi distaccate e di ben 674 uffici dei giudici di pace, nonché la salvaguardia di altri 55mila esodati.
8 agosto 2012, ore 13:24
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