Sabato 25 Ottobre 2014 , Ore 2:43
 
 

Società agricole: torna il reddito d’impresa con la legge di stabilità 2013

Società agricole senza più possibilità di scelta del regime di tassazione fondiaria dal 1 gennaio 2013. Dura la critica di Confagricoltura

Società agricole perdono la possibilità di optare alla tassazione fondiaria

Società agricole sotto la scure del fisco. In particolare la legge di stabilità 2013 ha previsto che  dal periodo d’imposta 2013, le società agricole commerciali e quelle costituite nella veste giuridica di società cooperative, perdono la tassazione fondiaria, tornando così al reddito di impresa.

Società agricole e tassazione fondiaria

La norma su cui interviene la legge di stabilità 2013 è il comma 1093 dell’articolo 1 della  Legge Finanziaria del 2007 secondo cui  le società agricole, intese come società di persone, a responsabilità limitata e le società cooperative (restano fuori le società per azioni), con qualifica di società agricola, potevano optare per la tassazione basata sui redditi fondiari, di cui all’articolo 32 del Tuir. Scopo della facoltà concessa alle società agricole era quella di sviluppare la forma societaria nel settore agricolo, incoraggiandolo,  con la possibilità di tassare i propri redditi, in luogo della determinazione del reddito d’impresa, su base fondiaria. Sempre che le società agricole in tal senso esercitino le attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse.

Legge di stabilità 2013 cancella l’agevolazione

La legge di stabilità 2013 cancella di fatto il regime opzionale previsto per le società agricole dal prossimo 1° gennaio 2013. A far fede da questa data, le società in questione rientreranno tra i soggetti che determinano il proprio reddito ai sensi degli articoli 55 e seguenti del Tuir, ossia come reddito d’impresa e non più come reddito fondiario.

Dura la presa di posizione di Confagricoltura contro una misura decisa dal Governo Monti  che penalizza il settore agricolo, già piegato dalla crisi. “Il Governo condanna il settore agricolo al nanismo” – spiega il presidente di Confagricoltura Guidi, che continua la sua aspra criticando “ abbiamo sempre ritenuto importante che ci fosse questa opzione per non legare la tassazione alla forma di organizzazione giuridica dell’attività economica. La penalizzazione delle società non fa bene alla crescita del settore e rende più difficili moderne forme di aggregazione, in cui il capitale ha un ruolo rilevante, attraverso le quali si potrebbe superare gli attuali ritardi strutturali della nostra agricoltura. E’ una disposizione assolutamente in controtendenza”.

Conclude il numero uno di Confagricoltura: “Per l’agricoltura ancora una volta solo tasse, ma quando le misure per lo sviluppo?”. La stessa cosa che si chiede per i cittadini.

 

 

1 Commento
 

1 Commento

  • # 1
    Di questo articolo si parla in : in arrivo batosta per impianti agricoli???