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18 dicembre 2011, ore 17:53  |  Manovre Fiscali e Finanziarie Pensioni e Contributi

Riforma pensioni: sistema contributivo e età pensionamento

Le norme definitive sulla riforma delle pensioni: introdotto contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro

LA RIFORMA DELLE PENSIONI E IL SISTEMA CONTRIBUTIVO DOPO L’APPROVAZIONE DEGLI EMENDAMENTI

Il  decreto 201 del 2011 segna quindi una svolta epocale in tema di previdenza visto che a partire dal 1° gennaio 2012 introduce il sistema contributivo per tutti i lavoratori. (Riforma pensioni: ecco il sistema contributivo allo studio)

Tale tipo si sistema è stato introdotto nel 1995 con la legge Dini che ha previsto quindi una differenziazione dal regime sino ad allora vigente: il sistema retributivo. Con il metodo retributivo la pensione viene determinata  in base alla retribuzione che viene percepita negli ultimi anni prima del pensionamento. Il metodo contributivo invece permette di  ottenere una pensione proporzionale ai contributi versati  durante l’intera vita lavorativa.

 

SISTEMA CONTRIBUTIVO PENSIONI A CONFRONTO CON IL SISTEMA RETRIBUTIVO

Entrando nel dettaglio i pensionati che usufruiscono del sistema retributivo hanno una pensione mediamente di importo superiore. Il periodo a cui fare riferimento per la determinazione dell’importo da percepire riguarda in genere gli ultimi 10 anni di vita lavorativa ( anche se in alcuni casi viene considerato un periodo inferiore). La media delle retribuzioni finali viene moltiplicata per un rendimento annuo che varia dal 2 per cento allo 0,9 per cento in base alla retribuzione media calcolata, tale valore viene poi moltiplicato per l’anzianità contributiva ( con un valore massimo di 40 anni). Alla fine il l’importo della pensione potrebbe essere di un livello pari all’80 per cento di quanto  percepito nell’ultimo periodo.

Il metodo contributivo invece permette ai lavoratori di usufruire di tutti i contributi versati durante l’attività lavorativa ( sia di quelli versati dal lavoratore che quelli versati dalla società). Tutti i contributi vengono poi successivamente rivalutati annualmente e poi moltiplicati per un montante contributivo, che tiene conto della possibilità di sopravvivenza in base all’età di pensionamento dell’individuo. Inoltre con il metodo contributivo vengono anche prevede degli incentivi e dei disincentivi in base all’età effettiva di pensionamento. E’ proprio il comma 16 dell’art. 24 a stabilire quali siano i coefficienti di conversione previsti per applicare il metodo contributivo per i soggetti oltre i 65 anni di età ( sino ad un massimo di 70 anni). Quindi, come detto, la pensione sarà calcolata convertendo il montante corrispondente ai contributi versati e rivalutati, sulla base di coefficienti dipendenti dall’età di pensionamento del lavoratore. I coefficienti sono determinati per legge ed hanno lo scopo, attraverso i dati sulle aspettative di vita, di equilibrare il rapporto tra importo dei contributi versati ed importo della pensione ricevuta . In base al decreto sino al 2018 si avrà la rivalutazione triennale dei coefficienti tenendo conto delle aspettative di vita. A partire da tale data la rivalutazione sarà fatta invece ogni due anni per uniformare le varie disposizioni ora vigenti.

 

ASSEGNI PENSIONISTICI: ELIMINATE LE FINESTRE MOBILI

Altra novità del decreto riguarda i tempi di attesa per percepire gli assegni  pensionistici, visto che vengono eliminate le finestre mobili ( e cioè l’attesa di un anno o un anno e mezzo  dalla fine dell’attività lavorativa prima di ricevere il primo assegno dell’ente di previdenza). Dal primo gennaio 2012 invece si aumenterà l’età pensionabile per le donne nel settore privato, dipendenti ed autonome. Si parte dai 62 anni del 2012 per giungere ai 66 anni nel 2018 (  tali valore terranno conto anche delle aspettative di vita).  In ogni caso a partire dal 2012 , l’età di pensionamento sia per i lavoratori del settore privato che per quello pubblico l’età di pensionamento non potrà essere inferiore ai 67 anni. In ogni caso la pensione di vecchiaia potrà essere erogata con almeno 20 anni di anzianità contributiva e se dai calcoli l’importo dell’assegno è pari ad almeno 1,5 volte l’assegno minimo. La pensione anticipata consente di andare in pensione  prima ma occorre avere  42 anni ed un mese di anzianità contributiva per gli uomini e 41 anni ed un mese di anzianità contributiva se donna. Se si va in pensione a 60 anni il taglio dell’assegno sarà di circa del 2 per cento, mentre a 61 anni si subirà una decurtazione di circa un punto percentuale.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ PENSIONI –  la manovra introduce un’ulteriore prelievo del 15 per cento per le pensioni che superano i 200 mila euro annui ( da aggiungere già ai prelievi  fissati al 5 ed al 10 per cento).

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27 Commenti

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  • # 11
    CIAO A TUTTI. OGNI STATO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA!! Ricordiamocene TUTTI !! alle prossime elezioni. E' da lì che si può cominciare a fare qualcosa. Lasciamo a casa tutti i politici noti e proviamo a dare un pò di fiducia ai giovani.
  • # 12
    Le parole che tu hai detto non sono altro che pura verità , mi auguro chi le deve realmente leggere le prenda in considerazione , ma sono certo che non lo farà , penserà senz ' altro al suo sporco interesse come hanno fatto fino ad ora . Sono orgoglioso di essere Taliano (bella roba).
  • # 13
    RIFORMA PENSIONI VOMITEVOLE E CLASSE 1952 STUPRATA IL P.D.COMPLICE DEL CAIMANO
  • # 14
    Chi ha proposto e chi ha approvato questa riforma sono DELINQUENTI.Il modo con qui trattano con disuguaglianza le diverse classi lo trovo addirittura RAZZISTA.Faccio un esempio, perchè un lavoratore nato nel 1956 e maturati 40 anni di lavoro nel dicembre del 2011 puo andare in pensione a 41 anni percependo una pensione pari all 80% invece quelli nati nel 1957 e maturati 39 anni per percepire la pensione pari all 80% devono lavorare 47 anni. Se questa non è discriminazione.Mi auguro che i partiti che hanno approvato questo schifo di riforma quando si presenteranno alle prossime elezioni siano BOCCIATI
  • # 15
    Ci vogliamo incazzare tutti insieme ancora un pò? Dati mandati in onda oggi a Telecamere su rai3 su alcuni pensionati d'oro: Mauro Santinelli pensionato settore telefonia: pensione da 90.246,55 € al mese. Mauro Gambaro pensionato del settore finanza: 51.160,28 € al mese. Alberto De Petris ancora settore telefonia: 50.274,20 € al mese. Germano Fanelli pensionato settore elettronica: 46.211,36 € al mese. Vito Gamberale sempre settore telefonia: 44.161,71 € al mese. Si va da 3.258,90 € a 1.594,72 € .... AL GIORNO !!!!!!!! A noi poveracci ci mandano in pensione un attimo prima di morire, a quelli che già prendono la pensione bloccano l'adeguamento all'inflazione e queste sanguisughe continuano a dare pensioni del genere???? Meditate gente, meditate... E se volete incazzarvi ancora di più e partecipare alla discussione andate a vedere i commenti di poveracci come noi su questa pagina: http://www.investireoggi.it/news/riforma-pensioni-la-manovra-finanziaria-monti-e-ormai-legge/#comment-13791
  • # 16
    grande luciano....perchè nessuno, neanche questi cazzi di giornalisti ha il coraggio di dire quello che dice luciano...LA VERITA?
  • # 17
    La Fornero ha fatto una riforma iniqua e penosa e con visibili sperequazioni. Pochi giorni di differenza tra un lavoratore e l'altro consentono di andare o meno in pensione. Ha omesso di osservare l'art. 3 della Costituzione riguardante l'uguaglianza dei cittadini,creando grosse disuguaglianze allontanando la pensione di molti lavoratori di ben oltre 6 anni.Risultato di una tanto declamata equità del professor Monti! Per evitare un così grossolano errore avrebbe dovuto applicare un criterio logico di gradualità,esacerbando gli animi con malumori, disagi e tensioni tra lavoratori e compremettendo gli impegni assunti in vista della pensione.Certo per qualche giorno in più o meno di lavoro non c'è ne equità ne uguaglianza.
  • # 18
    :roll: Non è equo: alcuni nati nel 51 possono andare in pensioni,altri pure nati nel 51 non possono andare perchè hanno qualche giorno di lavoro in meno. Per loro la pensione è stata allontanata di ben oltre 6 anni.La Fornero non conosce il significato della parola equità. Ma anche il professor Monti che ha tanto declamato l'equità ne sia consapevole.
  • # 19
    Questi professori conoscono ed applicano teorie vecchie che non risolvono i nostri problemi come dichiarato da altri economisti. Lo spread non ha avuto alcuna inversione di tendenza,la borsa crolla. I problemi sono lontani dalla soluzione. Questi professori hanno fatto cassa con la riforma delle pensioni,senza rivolgere alcun pensiero all'evasione che ammonta a ben 130 miliardi. Così facendo il governo grida evviva gli evasori!Non parliamo dei caccia per un valore di 16miliardi e dei grossi patrimoni che non sono stati intaccati. Chi paga la manovra sono i poveracci che rappresentano la maggioranza rispetto ai pochi ricchi che detengono la metà della ricchezza nazionale.Questa non è democrazia è regime dei ricchi.
  • # 20
    cari colleghi sfortunati quà bisogna mollare ciance chiacchere ecct ecct è dimostrare almeno con legittimi fatti .pross elezioni chè il popolo lavoratore è stanco di pagare x colpe ke nn à ..........fare come ci à insegnato il s monti basta voti a ki nn ci difende nn si vota stop
  • # 21
    Hai ragione LUCIANO io sono nelle tue stesse condizioni. Il mio lavoro era autista pat c. Pensa i sindacati hanno fatto passare x lavoro usurante autisti di autobus(nulla a vedere contro questa categoria) ma gli autisti di autocarri e autoarticolati cosa sono (TURISTI in vacanza)
  • # 22
    sono nato in agosto del 1954 ho cominciato a lavorare il 1 dicembre 1969 faccio 40 anni di contributi a febbraio 2012 sarei dovuto andare in pensione a settembre 2013 (sono stato un ex lavoratore autonomo)ora non so più quando ci andrò se per favore qualcuno mi può dare notizie certe ne sare ifelice di sapere di che morte devo morire grazie di cuore.

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