Riforma pensioni: reversibilità e età pensionabile cambiano

Alessandra M., redazione Investireoggi.it
Aggiornato il 28 Novembre 2011, ore 12:09
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LA NOTIZIA

L'obiettivo del governo è l'introduzione del sistema contributivo per tutti e l'eliminazione delle pensioni di anzianità

RIFORMA DELLE PENSIONI E DELLE DETRAZIONE FAMILIARI SEMPRE AL CENTRO DEL DIBATTITO - Temi centrali, secondo il ministro del welfare Fornero, continuano ad essere la riforma delle pensioni e il tema delle detrazioni familiari in modo da aiutare e sostenere chi ha più difficoltà. Fornero ha anche dichiarato che la riforma pensionistica è stata in larga parte fatta ma occorrono tempi più rapidi per l’attuazione.  Occorre sicuramente risolvere i problemi strutturali di lungo periodo e pertanto il tema delle riforme diventa uno dei nodi più urgenti da risolvere.

 

SUL TAVOLO DEL GOVERNO IL SISTEMA CONTRIBUTIVO

 

Per quanto riguarda le pensioni gli interventi non riguarderanno solo l’introduzione del contributivo per tutti  e il superamento delle pensioni di anzianità. Le modifiche investiranno diversi campi, in particolare verranno introdotti criteri maggiormente selettivi per quanto riguarda il rilascio delle pensioni di anzianità, oltre ad un possibile riduzione dell’assegno per chi ha già altre entrate derivanti da altri trattamenti contributivi. In tema di reversibilità già da gennaio di inizio anno vi saranno delle modifiche visto che  scatta la stretta per i casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto con soggetti di età superiori a 70 anni e la differenza dei coniugi sia superiore a venti anni.

 

Innalzamento età pensionabile: introduzione del criterio della vita media della popolazione - Le altre modifiche sul tavolo del ministro riguardano un’ anticipo al 2012 del meccanismo che aggancia l’età pensionabile alla vita media della popolazione, innalzamento sin da subito dell’età per accedere alle prestazioni pensionistiche da parte delle lavoratrici private ed infine blocco di un anno  della finestra in uscita dei pensionamenti. Oltre all’introduzione di un meccanismo di incentivi e disincentivi per quanto riguarda i lavoratori che decidono di andare in pensione nella fascia di età compresa tra i 62 ed i 69 anni, appare interessante la possibile introduzione di un contributo di solidarietà per i pensionati che godono di trattamenti privilegiati o che sono andati in pensione maturando meno dei 40 anni di contributi previsti.

 

PENSIONI REVERSIBILITA': COSA CAMBIA

Per quanto riguarda la pensione di reversibilità. L’importo da erogare verrà aggiornato tenuto conto sia dell’andamento del pil, anche delle aspettative di vita degli aventi diritto, della differenza di età tra i coniugi all’atto del decesso e sulla base di sopravvivenza per singola età ( per tali fattori occorrerà attendere il termine dell’istruttoria fatta da Istat – lavoro).

Sicuramente l’obiettivo è di definire l’approvazione della riforma entro fine anno attraverso un intervento di modifica del sistema in grado di garantirà maggiore equità dal punto di vista attuariale. Alcuni interventi potrebbero essere addirittura introdotti anche prima della seduta del consiglio europeo che si terrà il prossimo 9 dicembre ( tre i papabili interventi che potrebbero essere introdotti sin da subito vi sono l’anticipo al 2012 del collegamento tra età pensionabile ed aspettativa di vita e l’allungamento dell’età pensionabile per quanto riguarda le lavoratrici del settore privato. Inoltre occorre anche definire il calendario di applicazione dell’anticipo dal 2013 al 2012 di quota 97 per quanto riguarda le pensioni di anzianità ( 97 è la soglia minima data dalla somma di età anagrafica e contributi versati).

 

EFFETTI DELL'ANTICIPO DEGLI INTERVENTI IN AGENDA

Da valutare le varie opzioni in tema di anticipo degli interventi. Infatti anticipare di un anno ( dal 2013 al 2012) l’agganciamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita obbligherebbe anche i tecnici a stabilire in fretta e furia quali siano i coefficienti al riguardo. Anche l’introduzione del sistema contributivo per tutti introdurrebbe invece un incentivo naturale al posticipo per i pensionandi di anzianità, oltre al dover stabilire con celerità quali siano gli incentivi ed i disincentivi da applicare per chi anticipa o posticipa la pensione.

 

SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI LEGGI ANCHE:

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ARGOMENTI:  Innalzamento età pensionabile,   Pensioni e Contributi,  pensioni reversibilità, sistema contributivo,
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  1. gazza0 28 novembre 2011

    Bene,riproviamoci, va bene la riforma delle pensioni ma fatela con la testa:
    chi è ancora al lavoro può,brontolando, sopportare un paio d’anni di lavoro in più.
    Ma i lavoratori in mobilità che fine faranno con l’abolizione delle pensioni di anzianità?
    Hanno già pagato una volta la crisi con la perdita del lavoro: tutti dai
    sindacati al governo pensano che tanto vale toglierli anche la possibilità di una pensione.
    Che sono dimenticati da tutti si era già visto con le finestre mobili…..
    ditemi voi un sessantenne dove ritrova lavoro per campare un anno e mezzo lui e la sua famiglia (monoreddito)?
    Ma perchè a pagare devono sempre essere i più deboli?

  2. italo 28 novembre 2011

    buonasera,ma si rendono conto di quello che stanno facendo i sig.professori del governo , rimpiango berlusconi .penso che TUTTI i lavoratori con 40 anni di contributi debbano avere diritto sacrosanto di andare in pensione . sopratutto quelli in stato di MOBILITA .al limite venga reintrodotta la quota 100 .da notare che in germania vanno in pensione a 58 anni . ma in italia purtroppo i politici e i professori pensano a dare la pensione a cicciolina . mi scuso per lo sfogo amaro , ma come me la pensano milioni di italiani..

  3. filippo 28 novembre 2011

    Questi politici ci hanno fatto andare prima in mobilità ( legge 223/1991 ex art.4 e 24 ) per favorire le imprese ed ora ci vogliono togliere anche la quota 100, penalizzandoci 2 volte. La prima perchè dobbiamo aspettare di compiere 63 anni (per me 2 anni in più senza pensione). La seconda togliedoci due o tre punti percentuali di pensione , perchè siamo troppo giovani. Noi però a 18-20 anni stavamo già lavorando e pagando i contributi , loro figli di papà studiavano ………come fregarci oggi.

  4. giovanni muciaccia 28 novembre 2011

    la riforma delle pensioni,andava fatta si ma con un certo ragionamento. In primo luogo i 40 anni non andavano toccati. In secondo luogo, devono essere riviste
    tutte quelle mega-pensioni. Solo a questo punto si poteva parlare di riforma.
    Intanto sentiamo dire che i vitalizi ai signori ” politici ” non possono essere
    toccati. Scusate stà scritto da qualche parte. Pure la riforma delle pensioni è stata fatta, eppure mettono mani. Non vi volevano i professori, a fare queste scelte
    le potevano fare chiunque. I signori della sinistra, avevano paura di perdere voti.
    Per questo hanno chiamato i tecnici.

  5. Mario 28 novembre 2011

    Io ho iniziato a lavorare a 13 anni.Con le normative attuali la mia situazione è la seguente:nel mese di ottobre 2013 compirò 54 anni,il primo novembre sempre 2013,sarei in pensione con 41 anni e un mese di contributi.Ora,quanti anni vogliono che io lavori???
    Se devo arrivare a 63 anni vuol dire che devo arrivare a 50 anni e oltre di contributi!!!
    Dimenticavo,sono un metalmeccanico(non un impiegato)e,causa incidente stradale,sono un parziale invalido civile.

  6. Patty 28 novembre 2011

    Andate a vedere su internet cliccate pensioni agli immigrati Forlì Today Bartolini e leggete molto attentamente tutto quanto. Perche’ non ci hanno mai detto questo i nostri politici di sinistra che hanno concesso tutto questo a chi non ha mai versato un euro di contributi?

  7. gamba 29 novembre 2011

    io devo fare ancora 1 anno di cassa integrazione e tre di mobilita per poi andare in pensione con 40 anni di lavoro e 57 di eta, adesso come faccio che nessuna azienda piu mi assume! come faccio a vivere se gia adesso con i soldi della cassa integrazione faccio fatica ad arrivare a fine mese, forse dopo mi mantiene la Fornero o i sindacti che mi anno proposto di accettare la cassa e la mobilita per farnmi uscire dall azienda in cui lavoravo per problemi di esubero di personale per accompagnarmi in pensione

  8. franco 29 novembre 2011

    per esperienza lavorativa, mi sono trovato a sottoscrivere decine di accordi, su richiesta delle aziende di messa in mobilità ai fini del raggingimento della finestra utile alla pensione per lavoratrici e lavoratori ultra cinquantenni, ritenuti dalle stese aziende associate a confindustra non più ricollocabili nel ciclo produttivo aziendale. Per inciso l’ultimo accordo che ho sottoscritto risale a Dicembre 2010 e riguardava 45 lavoratori e lavoratrici della Barilla di Novara. Tante aziende di ogni ordine e grandezza hanno ricorso a procedure di mobilità come forma subdola di prepensionamento. Le loro associazioni in esplicita contraddizione, chidono a gran voce l’innalzamento dell’età pensionabile!! non è così anche l’ultimo accordo di Termini Imerese? che ipocresia hanno le varie Marcegalia e tutti coloro che seguono a ruota!Infine, con le voci che si susseguono di una ulteriore botta sull’età pensionabile che fine faranno coloro che hanno maturato i 40 anni di contributi nel 2011 e sono in finestra per 12 mesi in attesa dell’assegno nel 2012 e hanno deciso di lasciare il lavoro? o quelli che maturano questo diritto nei prossimi anni? chi parla a sproposito di queste persone dimentica o fa finta di dimenticare che sono le stesse che si sono beccate mediamente 5 anni in più di lavoro dalla riforma Dini del 1995. Certo sono persone, come il sottoscritto che hanno cominciato a lavorare in giovane età come nel caso mio perchè la mia famiglia essendo povera non era in grado di mantenermi negli studi per questo non mi sento affatto un privilegiato se dopo 40 anni di contributi mi sono meritato la pensione!! Inoltre sempre per chi con molta superficialità parla di pensioni di anzianità, nella sopra citata riforma Dini, chi come me è nel sistema di calcolo cosidetto retributivo è semplicemente perchè non aveva a disposizione il tempo per costruirsi il cosidetto 2° pilastro con la pensione integrativa!ma quali privilegi!! A tutti sveglia e indiniamoci!! Franco

  9. Bruno 29 novembre 2011

    Se solo fossi più giovane me ne andrei a vivere in un’ altra nazione, non starei un minuto di più in questo (amatissimo) paese, non ho altre parole per esprimere la mia amarezza e rabbia.

  10. Gabriele 29 novembre 2011

    Come tanti di voi,sono in mobilità con accompagnamento alla pensione,accordo siglato con azienda ,sindacati e unione industriali.Questi accordi devono essere rispettatialtrimenti,ritengo ci siano tutti i presupposti di truffa.Quindi se i patti non saranno rispettati,dobbiamo trovare un modo di denuciare per truffa le aziende ,i sindacati e l’unione industriale,se ci coalizziamo possiamo farcelache dite?
    Gabriele

  11. alessandro 29 novembre 2011

    Le persone penalizzate sono sempre le solite;i lavoratori che erano vicini alla pensione e ancora una volta se la vedono sfuggire.Io spero che i sindacati si facciano sentire e non calino le braghe come sempre!

  12. piero 29 novembre 2011

    Sempre la solita musica e il solito vezzo: quello di cambiare le regole del gioco quando la partita è cominciata. Credo di poter affermare che gli Italiani saranno ridotti, per la maggior parte, sulla soglia del pauperismo grazie alle ricette dei professori bocconiani mentre i soliti furbi potranno continuare a viaggiare in top class e frequentare i ristoranti tipo Savini o Vissani a spese della collettività. Poi da qualcuno di questi commensali ti senti dire che l’epoca del posto fisso è finita e si tratta di una grande conquista sociale…………. :mrgreen:

  13. Mariangela 30 novembre 2011

    Ok bene tutto per salvare l’Italia, però un attimo di attenzione alle persone in mobilità.
    Siamo in tanti ad essere in mobilità forzata per colpa delle Aziende che chiudono.
    Come possiamo vivere senza stipendio sino ad arrivare a quota 100.
    Chi ha 55 anni come me e 38 anni di versamenti con tre anni di mobilità?
    Non c’è lavoro per i giovani pertanto chi vuole una di 55 anni di età?

  14. italo 30 novembre 2011

    buonasera,volevo scrivere che sono d’accordo con tutti quelli che stanno scrivendo la loro amarezza sulle pensioni.tutti i lavoratori messi in mobilità collegati alla pensione devono veder salvaguardati i loro diritti acquisiti, viceversa si tratterebbe di un reato. questi sig.PROFESSORI stanno rovinando migliaia di FAMIGLIE ITALIANE, non solo sotto l’aspetto economico ma anche sotto l’aspetto morale di unione famigliare.

  15. francesco 1 dicembre 2011

    HO 64 anni,sono pensionato con 40 anni di contributi, ho due figli laureati costretti ad andare al nord per lavorare perche’ ormai il sud come sempre, esiste solo geocraficamente.Ai “signori politici” di destra e di sinistra dico VERGOGNATEVI.Primo perche’avete impoverito la nazione ( principalmente il sud ) facendo arrichire sempre di piu’ chi gia’ era ricco ,secondo perche’ non avete sentito l’obbligo morale d’innanzi a tanta poverta’ di ridurvi lo stipendio e magari fare a meno di tanti privilegi di casta.Attenzione le caste sono in tutti i settori(banche,giornalismo sanita’ecc.)Non mi dilungo perche’ ci sarebbe da scrivere per ore,dico soltanto che la povera gente deve assumere un ruolo di protagonismo manifestando sempre e dovunque il loro disagio sociale contro questi regimi politici che hanno rovinato la nostra bella italia.

  16. italo 2 dicembre 2011

    salve, ma certo , e tutto chiaro , chiarissimo e semplicissimo, ma per chi ? per i sig.professori e sempre tutto chiaro , e si vede da come muove le manine quando parla delle misure da adottare, ma certo , e semplicissimo . professori e studenti-cittadini , che bello ci stanno insegnando a vivere e sopratutto a PAGARE . quando ci inviteranno a votare avremmo imparato la lezione .

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