Martedì 21 Ottobre 2014 , Ore 18:18
 
 

Riforma Pensioni, anzianità e contributivo: cosa cambia

Tra le novità introdotte dalla Riforma Monti e Fornero anche il divieto di pagamenti in contanti per pensioni superiori ai 1000 euro

Con l’entrata in vigore della legge n. 214 del 2011 per i pensionati (Csd Riforma delle Pensioni) ed i lavoratori vi saranno diversi cambiamenti da tenere a mente in modo tale da evitare spiacevoli equivoci.

 

PAGAMENTO PENSIONI INPS

I pensionati hanno visto recapitarsi una lettera dall’Inps che ricorda ad oltre 450 mila contribuenti che dal 7 marzo non sarà più possibile, per i percettori di un assegno oltre i mille euro, il ritiro della pensione direttamene in contanti. Pertanto gli interessati dovranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 una modalità alternativa di ritiro dell’assegno pensionistico. Infatti come stabilito dalla legge viene disposto che “le pubbliche amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del ministero dell’economia e delle finanze)”. Le modalità alternative di riscossione della pensione, nel caso si ricada nella fattispecie in oggetto, sono l’accredito su conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile e per effettuar la comunicazione occorrerà inviare una richiesta tramite il sito, direttamente in una sede inps o presso istituti bancari o postali.

(Pensioni, niente contanti per pagamenti sopra mille euro)

 

RIFORMA DELLE PENSIONI: SISTEMA CONTRIBUTIVO PER TUTTI E ABOLIZIONE PENSIONI DI ANZIANITA’

Più corpose le modifiche per i lavoratori vista la modifica della previdenza che ha introdotto il nuovo disposto legislativo. In sostanza vengono incrementati i requisiti per poter accedere alla pensioni di vecchiaia, introdotto per tutti il sistema contributivo, eliminate le pensioni di anzianità ed uniformata l’età anagrafica per tutti i lavoratori che a regime ( cioè nel 2022)  raggiungerà i 67 anni per tutti. Gli unici lavoratori a poter beneficare della pensione prima dei 67 anni saranno coloro che hanno alle spalle 41 o 42 anni di contributi versati ( fruendo dell’istituto della pensione anticipata) o coloro che hanno svolto lavori usuranti ( i quali potranno usare le vecchie “quote” di anzianità). (Riforma pensioni: sistema contributivo e età pensionamento)

 

LA PENSIONE ANTICIPATA PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO

Prima della legge n. 214 del 2011 era possibile accedere alla pensione di anzianità, se la somma degli anni di contributi versati e quella dell’età anagrafica era pari o superiore ad una determinata cifra ( chiamata quota). La riforma introdotta dal ministro Elsa Fornero ha invece cancellato tale tipo di possibilità introducendo la pensione anticipata, che consente di andare in pensione prima dei 66 anni ( o 67 anni dal 2022)  a patto che si abbiano 41 anni ed un mese di anzianità contributiva se donna e 42 anni ed un mese di anzianità contributiva se uomo e se si ha un’età anagrafica superiore almeno di 62 anni. Dal 2013 tali requisiti saranno rivisti ed inoltre è stato disposto che chi sceglie di andare in pensione prima dei 62 anni subirà delle penalizzazioni in termini di assegno pensionistico ( riduzione di 1 % per ogni anno di anticipo o del 2 % se si va in pensione prima dei 60 anni).

 

PENSIONE DI VECCHIAIA: IL REBUS SULL’INNALZAMENTO ETA’ PENSIONABILE

Prima della riforma previdenziale l’età dei 65 anni era stata individuata come l’età di fuoriuscita dal mondo del lavoro per tutti i lavoratori. Dal 1° gennaio 2012 invece l’età di pensionamento è fissata a 66 anni sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi ( dal 2022 è stato disposto che l’età di fuoriuscita venga fissata a 67 anni). Unica eccezione, destinata ad essere eliminata con il passare del tempo, è quella delle donne del settore privato, sia lavoratrici autonome che lavoratrici dipendenti, visto che nel 2012 è previsto che possono accedere al trattamento pensionistico già a 62 anni ( 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome). Tuttavia con incrementi graduali si giungerà nel 2012 a prevedere che l’età per poter accedere alla pensione sarà di 66 anni per tutte le lavoratrici eliminando di fatto ogni dislivello.

Inoltre tali livelli non saranno fissi ma destinati ad essere modificati in virtù del fatto che l’età di pensionamento sarà agganciata alla speranza di vita. (Pensioni -l’economia dal mondo intero dipende dalle nostre)

 

SISTEMA PREVIDENZIALE CONTRIBUTIVO: E ADESSO?

Inoltre dal nuovo anno altra importante novità introdotta è quella relativa all’introduzione del contributivo per tutti. Tuttavia i lavoratori che sono più vicini alla pensione non saranno eccessivamente penalizzati visto che il sistema contribuivo ( che in sostanza equipara la pensione erogata ai contributi versati) sarà applicato solo dal 1° gennaio e quindi non sull’intero arco della vita lavorativa ( contributivo pro rata).

La legge 122 del 2010 ha introdotto l’obbligo per tutti i tipi di pensione di adeguare automaticamente i requisiti anagrafici alle speranze di vita dei cittadini, in modo tale da permettere ai sistemi previdenziali di non essere eccessivamente esposti. Tale aggancio automatico avrebbe dovuto avere inizio dal 2015, ma le manovre estive hanno anticipato la data di applicazione del meccanismo a partire dal 1° gennaio 2013. La riforma Fornero ha previsto che a partire dal 2012 gli adeguamenti abbiano cadenza biennale e non triennale come inizialmente previsto nei decreti. (Riforma pensioni: ecco il sistema contributivo allo studio)

 

PENSIONE LAVORI USURANTI

Diverse sono state le modifiche in tale ambito, ma in generale per i cittadini che svolgono tali tipo di lavori vengono previsti requisiti meno restrittivi per poter accedere alle prestazioni pensionistiche. I lavoratori per rientrare nel beneficio devono aver svolto per almeno sette degli ultimi 10 anni e, a partire dal 2018, per almeno metà della vita lavorativa) alcune specifiche attività lavorative: lavori in galleria, lavori nelle cave, ad alte temperature, lavorazione del vetro, addetti alla catena di montaggio, conducenti di autobus e pullman turistici. Anche i lavoratori notturni, se svolgono almeno 64 notti l’anno, rientrano all’interno di tale categoria.

A partire dal 2012 tali lavoratori potranno utilizzare, per i trattamenti pensionistici, dell’abrogata legge 244 del 2007 per le pensioni di anzianità ( per loro si potrà utilizzare quindi anche il sistema delle quote ed i lavoratori usufruiranno del beneficio se raggiungeranno quota 96, e dal 2013 quota 97).

 

AUMENTO ALIQUOTE CONTRIBUTIVE LAVORATORI AUTONOMI

Il decreto Monti predispone inoltre un aumento graduale delle aliquote contributive per i lavoratori autonomi. Il meccanismo graduale si fermerà nel 2018, quando le aliquote avranno raggiunto il livello del 24 per cento. Inoltre giro di vite anche per le casse autonome ( come ad esempio la cassa dei giornalisti) che dovranno predisporre degli interventi in modo tale da bilanciare le entrate con le uscite per un arco temporale di almeno 50 anni. Se entro il 30 giugno non verranno apportate le modifiche richieste tutte le casse passeranno in automatico al sistema contributivo pro rata. (Aliquote contributi lavoratori autonomi e innalzamento età pensionabile: le nuove regole)

 

ALCUNE ECCEZIONI

Il decreto prevede anche un regime transitorio per alcune categorie di lavoratori. Ad esempio saranno tutelate le lavoratrici dipendenti che hanno optato per il contributivo che hanno almeno 35 anni di contributi versati oltre che i lavoratori dipendenti che sono nati nel 1952 ed hanno già maturato i requisiti previsti per accedere ai trattamenti pensionistici. Agevolazioni, ma sino ad un plafond determinato, per i lavoratori che sono stati collocati in mobilità a seguito di licenziamento collettivo.

 

PER AVERE UNA DESCRIZIONE ESAUSTIVA DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI LEGGI ANCHE

Pensioni – Nuova riforma, cambiamenti in vigore dal 1° Gen 2012

 

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