Martedì 18 Giugno 2013 , Ore 22:45
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Riforma fiscale: catasto, aliquote Irpef e Ires cambiano

Tante le novità nella bozza di delega per la riforma fiscale, che sarà il principale strumento per ridurre la pressione tributaria, che dovrà rendere il nostro sistema più equo

In arrivo il disegno di legge delega sulle disposizioni per la riforma del sistema fiscale, che ha come scopo quello di creare  sistema equo e giusto. (almeno secondo intenzioni e propaganda).  Dopo la loro trasformazione in legge, le previsione contenute nella bozza dovranno essere convertite entro 9 mesi con precisi decreti legislativi. Vediamo nel dettaglio alcune delle misure ideate dal governo Monti.   

 

 

Irpef: addio alle tre aliquote

Se il precedente governo Berlusconi aveva fissato tre aliquote Irpef, al 20,30 e 40%, che in verità non sono mai divenute operative, ora il governo tecnico decide di abbandonare definitivamente queste tre aliquote.

 

Riforma del catasto

La sperequazione è il motivo principale della mancata revisione del catasto. Ora si pensa ad una riforma radicale, da completarsi nel giro di qualche anno però, ove l’ unità di misura passerà dal numero dei vani ai metri quadri. Il precedente sistema poteva provocare infatti delle ingiustizie e cioè «l’attribuzione di rendite diverse ad immobili uguali ma diversamente strutturati al loro interno». Nella revisione delle rendite si dovrà tener conto anche di criteri meno immediati, come la zona in cui si trova il fabbricato e la qualità generale dell’edificio. In ogni caso la riforma del catasto «non dovrà comportare aumenti del prelievo» perché le «maggiori rendite saranno compensate da riduzioni di aliquote». I criteri più aggiornati che dovranno essere utilizzati sono l’equità, la perequazione, la trasparenza e la qualità delle informazioni reddituali e patrimoniale nel settore immobiliare.

 

 

Lotta all’evasione fiscale

Al fine di ridurre la pressione fiscale, i proventi derivanti dalla lotta al sommerso, saranno utilizzati ma dal 2014, secondo quel Fondo pensato dal precedente governo. Stiamo parlando del fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale, alimentato dai risultati raggiunti con la lotta all’evasione fiscale.

 

Il taglio alle agevolazioni fiscali

Si legge nella relazione illustrativa alla bozza di delega fiscale come «avendo opportunamente deciso di rinunciare ai tagli lineari, bisogna individuare in modo selettivo le misure passibili di intervento». Tuttavia non vengono toccati quei bonus fiscali «intangibili» che garantiscono il «rispetto di principi costituzionali» o la «compatibilità con l’ordinamento comunitario».

 

Riforma del catasto

La sperequazione è il motivo principale della mancata revisione del catasto. Ora si pensa ad una riforma radicale, da completarsi nel giro di qualche anno però, ove l’ unità di misura passerà dal numero dei vani ai metri quadri. Il precedente sistema poteva provocare infatti delle ingiustizie e cioè «l’attribuzione di rendite diverse ad immobili uguali ma diversamente strutturati al loro interno». Nella revisione delle rendite si dovrà tener conto anche di criteri meno immediati, come la zona in cui si trova il fabbricato e la qualità generale dell’edificio. In ogni caso la riforma del catasto «non dovrà comportare aumenti del prelievo» perché le «maggiori rendite saranno compensate da riduzioni di aliquote». I criteri più aggiornati che dovranno essere utilizzati sono l’equità, la perequazione, la trasparenza e la qualità delle informazioni reddituali e patrimoniale nel settore immobiliare.

 

Dall’Ires all’Iri

Si passerà dall’imposta sul reddito delle società alla cosiddetta Iri, Imposta sul reddito imprenditoriale. Sostanzialmente il reddito che il piccolo imprenditore o il professionista percepisce dall’azienda o dallo studio professionale, come compenso per la sua attività lavorativa, finisce nel raggio di applicazione dell’Irpef, l’imposta sulle persone fisiche e non avrà più una misura fissa al 27,5%, come l’Ires, ma aumenterà in maniera progressiva, a seconda del livello del reddito.

Si avrà così una separazione della tassazione dell’impresa, soggetta a Ires, come nel caso delle società di capitali, dalla tassazione dell’imprenditore, allo scopo di favorire la capitalizzazione dell’impresa con la conseguenza che il reddito che l’imprenditore e il professionista percepiscono dalla loro attività d’impresa o di studio professionale, viene tassata in Irpef come reddito ordinario.

Evidenziare il contributo lavorativo dell’imprenditore, tassare allo stesso modo tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica (individuo, società di persone, società di capitali)” sono gli obiettivi dichiarati che si leggono nella relazione illustrativa alla bozza di delega fiscale. Inoltre “gli utili non distribuiti sono tassati sempre all’aliquota dell’imposta societaria, generalmente inferiore all’aliquota marginale massima dell’imposta personale, favorendo così la patrimonializzazione delle piccole imprese, mentre resta penalizzata la distribuzione di compensi all’imprenditore e ai soci”.

 

Tassazione ambientale

Anche la tutela dell’ambiente prende piede nel disegno di legge fiscale, con l’introduzione della carbon tax (Carbon tax per finanziare i sussidi alle energie rinnovabili).  Mentre a livello comunitario infatti, proprio in seno al Consiglio europeo, si sta discutendo su una proposta di direttiva che mira a rivedere le accise sui prodotti energetici, commisurando le aliquote al contenuto di carbonio, il nostro legislatore pensa bene di introdurre la carbon tax nel nostro ordinamento. Si precisa inoltre che il gettito di questa carbon tax potrebbe essere utilizzato prioritariamente per rivedere il sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili.

 

TUTTA LA VERITA’ SULLA RIFORMA FISCALE DI MONTI

Riforma Fiscale: per Monti significa più tasse

 

 

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