Lunedì 1 Settembre 2014 , Ore 13:34
 
 

Regime minimi 2012: cosa è cambiato con la manovra finanziaria

Il nuovo regime dei minimi prevede dal 2012 una tassazione del 5% ma solo in presenza di particolari requisiti. Come si calcola il reddito del contribuente soggetto ai minimi

Regime dei minimi prima della finanziaria 2011

Regime dei minimi agevolazioni fiscali – Il regime dei minimi (detto anche forfettone Iva), entrato in vigore con la finanziaria del 2008 (legge 24 dicembre 2007 n. 244, all’art. 1, commi da 96 a 117), prevedeva per i professionisti che aderivano le seguenti agevolazioni:

  • niente IVA,
  • niente libri contabili,
  • niente Irap e studi di settore,
  • imposta sostitutiva del 20% sul reddito,
  • conservazione dei documenti di acquisto e delle fatture emesse, senza tenuta contabilità;
  • fatturazione senza più l’addebito dell’IVA (al pari dei medici);
  • impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti;
  • perdita degli oneri deducibili (spese sanitarie, interessi passivi su mutui prima casa, assicurazioni ecc.) e detrazioni di imposta per familiari a carico;
  • esonero da quasi tutti gli adempimenti contabili, ma non quello della dichiarazione dei redditi.

Regime dei minimi manovra 2011

Ma adesso le cose cambiano, almeno in parte, infatti con la manovra correttiva approvata nel mese di luglio 2011 (decreto legge n.98 del 6 luglio 2011, articolo 27, convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011) sono state disposte importanti modifiche al regime dei contribuenti minimi con decorrenza dal periodo d’imposta 2012.

Il regime agevolato dei Minimi Contribuenti, a partire dal 1° gennaio 2012, si applicherà, per il periodo d’imposta d’inizio attività e per i successivi 4 anni, esclusivamente alle persone fisiche, che:

  1. costituiranno, dal 1° gennaio, un’attività d’impresa, arte o professione
  2. che l’hanno costituita dopo il 31 dicembre 2007

Regime dei minimi al 5

Tali attività, beneficeranno per il periodo di 5 anni, di un’imposta sostitutiva sui redditi, addizionali regionali e comunali: ridotta al 5%. Il beneficio, del Regime dei Minimi Contribuenti, verrà riconosciuto a condizione che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei 3 anni precedenti all’inizio dell’attività d’impresa, attività artistica, professionale anche in forma associata o familiare;
  • che l’attività che si intende costituire non sia, in nessun modo, la prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione del caso in cui l’attività precedentemente svolta, sia sotto forma di praticantato obbligatorio allo svolgimento dell’esercizio di arti o professioni
  • qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

Potranno avvalersi del regime agevolato le Imprese individuali e professionisti singoli soltanto se nell’ anno precedente:

  • hanno conseguito ricavi o compensi non superiori ai 30.000 euro;
  • non hanno effettuato cessioni all’esportazione, servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali;
  • non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto);

Ed inoltre non hanno effettuato acquisti nel triennio solare precedente di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.

Chi intraprende attività che rispecchiano i requisiti per accedere al regime dei minimi deve comunicare la circostanza nella dichiarazione di inizio attività, barrando l’apposito riquadro.
I contribuenti già in attività che, pur essendo nelle condizioni per essere considerati contribuenti minimi, decidono di optare per il regime ordinario, devono esprimere la scelta nella prima dichiarazione annuale da presentare e la scelta sarà vincolante per i tre anni successivi.
Chi, contestualmente all’attività professionale svolta singolarmente, partecipa ad associazioni professionali o a società a responsabilità limitata o a società di persone, non può essere considerato contribuente minimo e pertanto non potrà aderire al regime agevolato.

Calcolo reddito minimi

Il calcolo del reddito di un contribuente “minimo” si determina applicando il “principio di cassa” e questo costituisce un’importante novità per i redditi d’impresa (per i professionisti invece tale principio è già in vigore da anni) in quanto comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali. I contributi previdenziali si possono dedurre per intero dal reddito ed è ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti.

Le attività d’impresa che, per effetto delle disposizioni del Decreto Legge 98/2011, pur avendo alcune caratteristiche, non possono beneficiare del regime semplificato per i Contribuenti Minimi e ne fuoriescono dovranno comunque osservare l’obbligo di conservare, i documenti ricevuti ed emessi e, se prescritti, gli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi, sono invece esonerati:

  • dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’imposta sul valore aggiunto
  • dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’IVA
  • per il periodo precedente, dall’imposta regionale sulle attività produttive

 

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