Regime dei minimi

Regime dei minimi requisiti 2012: novità contribuenti minimi

Alessandra M., redazione Investireoggi.it
Aggiornato il 18 Luglio 2012, ore 16:52
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LA NOTIZIA

Tra ritenuta d’acconto e problema del vincolo della non prosecuzione dell’attività per ricadere nel regime. Cosa è il regime dei superminimi.

Contribuenti minimi cosa cambia nel 2012 - Sono in molti i contribuenti che aderendo ai contribuenti minimi vorrebbero continuare ad usufruire del regime forfettario anche dopo gennaio 2012. Tuttavia le varie manovre estive hanno posto il possesso di vari requisiti. Inoltre le persone fisiche svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo che rientrano nei requisiti previsti dal regime dei minimi godono di un’aliquota particolarmente agevolata, pari al 5 per cento in luogo del vecchio 20 per cento.

Regime dei minimi novità: ecco come cambiano i requisiti

 

Regime dei minimi 2008 - Il precedentemente regime dei minimi aveva dei requisiti ben precisi indicati nella legge finanziaria del 2008. Tale disposizione legislativa disponeva che i contribuenti che potevano rientrare in tale regime dovevano avere i seguenti requisiti:

Nell’anno precedente:

a)     hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30mila euro

b)     non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)

c)      non hanno effettuato cessioni all’esportazione

d)     non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro

e)     nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15mila euro (per quelli utilizzati soltanto in parte nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo si considera un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi)

f)      iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30mila euro di ricavi o compensi deve essere rapportato all’anno (ad esempio, per una nuova attività che inizia il 1° settembre 2010 il limite è di 10mila euro, ossia i 4/12 di 30mila).

 

Vantaggi regime agevolato prima della riforma del 2011 - Chi ricadeva in tale categoria aveva diversi benefici. Innanzitutto in luogo di Ires, Iva, Irap ed addizionali è possibile versare un’imposta sostitutiva del 20 % calcolato sulla differenza tra ricavi e costi, comprese minusvalenze e plusvalenze dei periodi di imposta. Inoltre agevolazioni anche per le scritture contabili e diversi adempimenti da effettuare, visto che chi ricade nel regime dei minimi è totalmente esonerato dagli adempimenti ai fini iva. In sostanza, ai fini delle scritture contabili restano obbligatori solo i seguenti adempimenti:

a)      la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali

b)      la certificazione dei corrispettivi

c)       la conservazione dei documenti emessi e ricevuti

d)      l’integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge.

 

Regime agevolato contribuenti minimi: cosa è cambiato

Regime superminimi requisiti - Tuttavia il decreto legge 6 luglio 2011 introduce anche un particolare regime super agevolato, con imposta sostitutiva del 5 per cento, rivolto a particolari soggetti svantaggiati. In particolare il nuovo regime si rivolge ai contribuenti che intraprendono una nuova attività d’impresa, arte o professione o che l’’hanno intrapresa dopo il 31 dicembre 2007. In questo modo dovrebbe favorirsi la nuova occupazione derivante per la maggior parte dai lavoratori in mobilità ed i giovani che vogliano aprire una nuova attività d’impresa. In ogni caso in base all’art. 27 del d.l. 6 luglio 2011 il beneficio della tassazione forfettaria al 5 per cento è riconosciuto a patto che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attivita' di cui al comma 1, attivita' artistica, professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l'attivita' da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita' precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attivita' precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga proseguita un' attivita' d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

 

Prosecuzione di attività precedentemente svolta - Con l’introduzione delle nuove disposizioni è quindi obbligatorio che il contribuente , al fine di poter usufruire del regime agevolato forfettario, verifichi che l’attività non sia una mera prosecuzione di altra attività iniziata precedentemente sotto forma di lavoro autonomo o dipendente. Tale condizione, come ampiamente spiegato dalle recenti circolari ha una funzione anti elusiva per evitare che alcuni contribuenti al solo fine di fruire del regime agevolato possano solo modificare la propria ragione sociale continuando di fatto a svolgere sempre la stessa attività. E’ chiaro che ogni caso dovrà essere valutato singolarmente, e ove si rintraccia un’ intenzione elusiva dovrà essere negata la possibilità di applicare tale tipo di regime.

Alcuni casi tipici sono stati direttamente regolati, e pertanto è stata consentita l’applicazione del regime ai tirocinanti di studi legali o commerciali che intraprendano una propria nuova attività ( tipico il caso del praticante avvocato che decide di aprire una nuoca partita iva svolgendo la libera professione).

 

Contribuenti minimi ritenuta d'acconto - Per quanto riguarda la ritenuta d’acconto in presenza di svolgimento di attività di lavoro autonomo,  le recenti circolari hanno disposto che la ritenuta d’acconto deve essere applicata anche si ricade nella fattispecie dei contribuenti minimi, ma deve essere esclusa nel caso in cui si rientri nel regime delle nuove iniziative agevolate. Pertanto se si ricade nel nuovo regime, che prevede una tassazione ad aliquota agevolata del 5 per cento, si creeranno situazioni di creditori cronici, anche perché i crediti maturati difficilmente saranno compensati con qualche altra imposta o contributo ( infatti i contributi previdenziali alle casse dei professionisti, in genere non vanno versati con modello F24.)

 

 

Sulle novità recentemente introdotte a proposito del regime dei minimi si veda anche:

Regime dei minimi 2012: i chiarimenti di Telefisco online

Regime minimi 2012: cosa è cambiato con la manovra finanziaria

24 COMMENTI
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  1. BestDesigner! 10 novembre 2011

    Secondo me Tremonti ha fatto bene ad affinare l’idea di Schioppa e BErsani, perchè questo è il solito paese dei furbi: il regime dei minimi è stato fattto per i giovani che iniziano e non sono mai stati imprenditori ne soci – così lo hanno capito tutti.

    saluti

  2. alex 10 novembre 2011

    ma è solo per i giovani? se si ha più di 40 anni e si vuole aprire un’attività per la prima volta, si può rientrare nel regime dei minimi?

    1. Danilo L., redazione Investireoggi.it 19 novembre 2011

      Salve Alex,
      Come detto anche dall’agenzia delle entrate se si hanno i requisiti e più di 35 anni di età è possibile usufruire del regime per un quinquennio massimo.

  3. Carmine 24 novembre 2011

    Ma se pago il 20% di ritenuta, ma si paga solo il 5% di tasse, il restante 15 a mio favore dive finisce? Io devo pagare il 27,72% di gestione separata INPS, posso pagarla in parte con il 15% che ho a credito?

    1. Danilo L., redazione Investireoggi.it 16 dicembre 2011

      Salve Carmine,
      Al riguardo si attendono maggiori dettagli da parte dell’amministrazione finanziaria.

  4. Gabriella 29 novembre 2011

    Salve, interesserebbe al mio ragazzo, ma lui il prossimo anno (2012) compie 35 anni. Mi manderebbe il link della circolare/nota dell’Agenzia in merito alla questione dell’età? Non capisco se il limite esclude i trentacinquenni oppure no. Grazie.

    1. Danilo L., redazione Investireoggi.it 16 dicembre 2011

      Salve Gabriella,
      http://www.agenziaentrate.gov.it Home – Cosa devi fare – Richiedere – Regimi speciali – contribuenti minimi

  5. Biagio 19 dicembre 2011

    Salve, mia moglie ha avviato una nuova attività (libero professionista-ingegnere) nel 2009 secondo la legge 388/2000 (regime agevolato nuove attività). Allo scadere di questa agevolazione, vorrebbe passare sui “minimi” (ha un volume di affari inferiore a 30000).
    Con le nuove modifiche può farlo?
    Grazie

    1. Danilo L., redazione Investireoggi.it 8 gennaio 2012

      Salve Biagio,

      Il provvedimento 185820 del 22 dicembre dice esplicitamente che i soggetti che hanno intrapreso un’attività di impresa, di arte , professione dopo il 31 dicembre 2007 che hanno optato per il regime ordinario o per il regime agevolato previsto per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo di cui all’articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono scegliere di rientrare nel nuovo regime agevolato di vantaggio per il periodo residuo sino alla fine del quinquennio o non oltre il periodo di compimento del 35° anno di età.
      Pertanto è possibile fruire del regime fermo restano il possesso dei requisiti previsti.

  6. fabio 29 dicembre 2011

    Io sono stato dipendente di uno studio di geometri per 4 anni e da 2 anni ho aperto la mia partita iva, mi sono iscritto all’albo e ho il mio studio, ma continuo a collaborare in maggior parte (circa un 70%) con lo studio dove ero dipandente. Il commercialista dice che è una prosecuzione dell’attività, ma io mi sono iscritto ad un albo e ho il mio lavoro per quale motivo dovrei uscire dai minimi?
    Spero sappiate darmi dei chiarimenti.
    Grazie
    Fabio

  7. Mauro 30 dicembre 2011

    Le solite stronzate di chi fa le leggi senza avere il problema di arrivare a fine mese.. 5% per i giovani ok.. però non trovo giusto penalizzare chi comunque ha un reddito basso, soprattutto reintroducendo l’obbligo degli studi di settore, che sono la norma più vessatoria che sia mai esistita.

  8. Luca 6 gennaio 2012

    Salve,
    io sto entrando a far parte come socio di una srl, con alcune quote.
    Per ora non ho intenzione di lavorarci all interno. Vorrei iniziare a lavorare per la società a settembre 2012, emmettendo fatture ogni mese ed aprendo una mia piccola società personale.
    Posso usufruire del nuovo regime dei minimi anche se possiedo quote societarie ?
    Grazie

  9. carmela 7 gennaio 2012

    Salve,
    sono una libero professionista con attività marginale che è in uscita obbligata dal vecchio regime dei minimi, vorrei sapere se il nuovo regime fiscale che andrò ad adottare, cioè quello ordinario semplificato, mi darà diritto a mantenere delle semplificazioni amministrative e quali saranno; vi saranno conseguenze fiscali sotto il profilo delle imposte sul reddito e dell’Iva; nel caso rispondesse al vero il ritorno agli studi di settore, mi consigliate di comunicare preventivamente alla agenzia delle entrate la mia attività marginale?
    grazie
    :mrgreen:

  10. Fabrizio 11 gennaio 2012

    Salve,

    Ho aperto la P.iva come rappresentante/ag. di commercio da Gennaio 2011 e sono al di sotto dei 30mila euro come reddito annuale. Ho 30 anni ed il mio precedente contratto lavorativo era di Operatore di Vendita a Tempo Indeterminato e vi ho lavorato per 3 anni.
    Sapreste dirmi se rientro ancora nel regime dei minimi per il 2012??
    Grazie anticipatamente.

    1. Alessandra M., redazione Investireoggi.it 2 febbraio 2012

      Gentile Fabrizio,

      Come detto sopra per quanto riguarda il requisito del non svolgere la mera prosecuzione di attività per rientrare nei contribuenti minimi, l’art. 27 come citato, ha esplicitamente escluso dal novero i soggetti che svolgono attività di pratica obbligatoria ai fini dell’abilitazione dell’esercizio delle professioni ( a parte soggetti in mobilità o che hanno perso il lavoro).Per quanto riguarda gli altri casi per cui sussiste il dubbio occorre valutare caso per caso e rifarsi ai requisiti enunciati dall’art. 13 della legge 388 del 2000 ( regime delle nuove attività produttive).
      In ogni caso occorre escludere finalità elusive inerenti l’operazione

  11. Maria Cardona 12 gennaio 2012

    Salve, lavoro come ripetitore (assistenza a domicilio e a scuola per bambini con deficit) per la Provincia. Fino al primo semestre 2008 il contratto era di co.co.co; nel secondo semestre 2008 la Provincia ci comunica che non può più gestirci con tale contratto e che, se vogliamo continuare a lavorare, dobbiamo aprire la partita iva, che io apro a settembre 2008 in regime dei contribuneti minimi. Di fatto l’attività è sempre la stessa.
    Ora leggo che una delle condizioni per usufruire dei minimi nel 2012 è che “l’attività non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”; devo quindi dedurre che non posso più beneficiare del regime dei minimi?
    Grazie.

    1. Alessandra M., redazione Investireoggi.it 2 febbraio 2012

      Salve Maria,
      Purtroppo, se non si rientra nei casi esenti, non è possibile fruire del regime agevoalto.

  12. salve secondo voi avendo aperto p.i. nel 2007 ma emesso una sola fattura come praticante avvocato posso adesso rientrare lo stesso nel nuovo regime?? nel 2008 sono poi diventata avvocato. 23 gennaio 2012

    salve secondo voi avendo aperto p.i. nel 2007 ma emesso una sola fattura come praticante avvocato posso adesso rientrare lo stesso nel nuovo regime (ex art. 28 lg. 111/2011)?? nel 2008 sono poi diventata avvocato ed ho proseguito l’attività sempre nel regime dei minimi.

  13. Federico 2 febbraio 2012

    Salve,
    al momento non sono occupato ma vorrei iniziare l’attività di procacciatore d’affari per un’agenzia di rappresentanza, sono anche però socio accomandante al 5% di una S.A.S. per un centro estetico dove non svolgo alcuna mansione se non quella di aver versato il capitale iniziale nella forma del 5%.
    Detto ciò ho i requisiti per aderire al regime dei minimi 2012?
    Grazie.

    1. Alessandra M., redazione Investireoggi.it 27 febbraio 2012

      Salve Federico,
      Credo di no visto che l’accesso al regime dei minimi e’ riconosciuto a condizione che:
      a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’
      artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;

  14. Michele1981 19 febbraio 2012

    Salve,
    nel Marzo 2010 ho apetro P.Iva come intermediario assicurativo, ho poi cambiato lavoro e l’ho chiusa nel Novembre dello stesso anno. Aderivo al regime del 10%. Adesso mi trovo a doverla riaprire ma come procacciatore d’affari, nulla a che fare con l’ambito assicurativo/finanziario. Posso aderire al nuovo regime del 5% o dovrò aderire al regime ordinario?
    Grazie

  15. andrea 9 aprile 2012

    Mio padre ha un’attività artigianale, raggiunto limite d’età vuole chiudere, io e mio fratello vorremmo proseguire questa attivita possiamo farlo in reggime di dei minimi?
    grazie

  16. andrea 9 aprile 2012

    a causa di limiti d’età mio padre a fine anno vuole chiudera la sua attività ( artigiano impresa individuale), io posso proseguire l’attività in reggimi dei minimi?
    Grazie

  17. Nico 11 giugno 2012

    Sono stato per tre anni socio di solo capitale e non di lavoro a fine 2012 vorrei aprirmi una mis partita IVA per intraprendere una nuova attività E possibile rientrare nel nuovo regime dei minimi ? Tenuto conto che ho piu di 35 anni di eta Grazie per la cortese risposta

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