Martedì 23 Settembre 2014 , Ore 2:18
 
 

Regime dei minimi requisiti 2012: novità contribuenti minimi

Tra ritenuta d’acconto e problema del vincolo della non prosecuzione dell’attività per ricadere nel regime. Cosa è il regime dei superminimi.

Contribuenti minimi cosa cambia nel 2012 – Sono in molti i contribuenti che aderendo ai contribuenti minimi vorrebbero continuare ad usufruire del regime forfettario anche dopo gennaio 2012. Tuttavia le varie manovre estive hanno posto il possesso di vari requisiti. Inoltre le persone fisiche svolgono attività di impresa o di lavoro autonomo che rientrano nei requisiti previsti dal regime dei minimi godono di un’aliquota particolarmente agevolata, pari al 5 per cento in luogo del vecchio 20 per cento.

Regime dei minimi novità: ecco come cambiano i requisiti

 

Regime dei minimi 2008 – Il precedentemente regime dei minimi aveva dei requisiti ben precisi indicati nella legge finanziaria del 2008. Tale disposizione legislativa disponeva che i contribuenti che potevano rientrare in tale regime dovevano avere i seguenti requisiti:

Nell’anno precedente:

a)      hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30mila euro

b)      non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)

c)       non hanno effettuato cessioni all’esportazione

d)      non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro

e)      nel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15mila euro (per quelli utilizzati soltanto in parte nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo si considera un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi)

f)       iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30mila euro di ricavi o compensi deve essere rapportato all’anno (ad esempio, per una nuova attività che inizia il 1° settembre 2010 il limite è di 10mila euro, ossia i 4/12 di 30mila).

 

Vantaggi regime agevolato prima della riforma del 2011 – Chi ricadeva in tale categoria aveva diversi benefici. Innanzitutto in luogo di Ires, Iva, Irap ed addizionali è possibile versare un’imposta sostitutiva del 20 % calcolato sulla differenza tra ricavi e costi, comprese minusvalenze e plusvalenze dei periodi di imposta. Inoltre agevolazioni anche per le scritture contabili e diversi adempimenti da effettuare, visto che chi ricade nel regime dei minimi è totalmente esonerato dagli adempimenti ai fini iva. In sostanza, ai fini delle scritture contabili restano obbligatori solo i seguenti adempimenti:

a)       la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali

b)       la certificazione dei corrispettivi

c)        la conservazione dei documenti emessi e ricevuti

d)       l’integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge.

 

Regime agevolato contribuenti minimi: cosa è cambiato

Regime superminimi requisiti – Tuttavia il decreto legge 6 luglio 2011 introduce anche un particolare regime super agevolato, con imposta sostitutiva del 5 per cento, rivolto a particolari soggetti svantaggiati. In particolare il nuovo regime si rivolge ai contribuenti che intraprendono una nuova attività d’impresa, arte o professione o che l’’hanno intrapresa dopo il 31 dicembre 2007. In questo modo dovrebbe favorirsi la nuova occupazione derivante per la maggior parte dai lavoratori in mobilità ed i giovani che vogliano aprire una nuova attività d’impresa. In ogni caso in base all’art. 27 del d.l. 6 luglio 2011 il beneficio della tassazione forfettaria al 5 per cento è riconosciuto a patto che:

a) il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attivita’ di cui al comma 1, attivita’ artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;

b) l’attivita’ da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attivita’ precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;

c) qualora venga proseguita un’ attivita’ d’impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a 30.000 euro.

 

Prosecuzione di attività precedentemente svolta – Con l’introduzione delle nuove disposizioni è quindi obbligatorio che il contribuente , al fine di poter usufruire del regime agevolato forfettario, verifichi che l’attività non sia una mera prosecuzione di altra attività iniziata precedentemente sotto forma di lavoro autonomo o dipendente. Tale condizione, come ampiamente spiegato dalle recenti circolari ha una funzione anti elusiva per evitare che alcuni contribuenti al solo fine di fruire del regime agevolato possano solo modificare la propria ragione sociale continuando di fatto a svolgere sempre la stessa attività. E’ chiaro che ogni caso dovrà essere valutato singolarmente, e ove si rintraccia un’ intenzione elusiva dovrà essere negata la possibilità di applicare tale tipo di regime.

Alcuni casi tipici sono stati direttamente regolati, e pertanto è stata consentita l’applicazione del regime ai tirocinanti di studi legali o commerciali che intraprendano una propria nuova attività ( tipico il caso del praticante avvocato che decide di aprire una nuoca partita iva svolgendo la libera professione).

 

Contribuenti minimi ritenuta d’acconto - Per quanto riguarda la ritenuta d’acconto in presenza di svolgimento di attività di lavoro autonomo,  le recenti circolari hanno disposto che la ritenuta d’acconto deve essere applicata anche si ricade nella fattispecie dei contribuenti minimi, ma deve essere esclusa nel caso in cui si rientri nel regime delle nuove iniziative agevolate. Pertanto se si ricade nel nuovo regime, che prevede una tassazione ad aliquota agevolata del 5 per cento, si creeranno situazioni di creditori cronici, anche perché i crediti maturati difficilmente saranno compensati con qualche altra imposta o contributo ( infatti i contributi previdenziali alle casse dei professionisti, in genere non vanno versati con modello F24.)

 

 

Sulle novità recentemente introdotte a proposito del regime dei minimi si veda anche:

Regime dei minimi 2012: i chiarimenti di Telefisco online

Regime minimi 2012: cosa è cambiato con la manovra finanziaria

 

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