Sabato 29 Novembre 2014 , Ore 2:13
 
 

Pensioni, cosa cambia nella rivalutazione dal 2014

Dal 2014 il tetto di adeguamento all'inflazione per le pensioni salirà a 3.000 euro rispetto agli attuali 1500, secondo quanto affermato dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini. Ecco i motivi

Cosa cambia per la rivalutazione delle pensioni dal 2014? Per le pensioni il tetto di adeguamento all’inflazione dal 2014 salirà a 3.000 euro, dagli attuali 1.500. Ad affermarlo il ministro del welfare, Enrico Giovannini nel corso di un incontro tenuto dalla Fiom Cgil a Roma.

 Pensioni perequazione nel 2014

 Più che un garanzia è una proposta quella del ministro per cui dal gennaio prossimo, il blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori a tre volte il minimo  non sarà prorogato. 

Perequazione pensioni: di cosa si tratta

 Indicizzazione o perequazione, che dir si voglia, è la rivalutazione automatica dei trattamenti  pensionistici, è un aumento applicato annualmente dall’Inps a tutti i trattamenti previdenziali, sia private che del settore pubblico, per adeguarne l’importo agli aumenti del costo della vita. Il valore assunto come riferimento è l’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Il meccanismo è simile a quello della “scala mobile”, il quale veniva adottato, fino al 1992, per aggiornamento automatico della retribuzione da lavoro dipendente, rispetto all’aumento del costo della vita.

Le parole del ministro Giovannini

  “Nel momento in cui in Francia si pongono il problema di utilizzare la mancata indicizzazione per le fasce più alte per un’operazione di redistribuzione, e la Corte costituzionale ci dice che non possiamo bloccare l’indicizzazione per sempre, il mio impegno” – ha detto il ministro- “è di non andar sotto quello che è già programmato e non userò tale meccanismo (la perequazione pensioni) per fare cassa come in passato”.

 Pensioni bloccate dalla perequazione: ecco perchè

 Insomma non ci sarà il blocco della perequazione per i  trattamenti previdenziali superiori a tre volte il minimo, dal prossimo anno, annuncia Giovannini e il motivo potrebbe essere la “scoperta” di risorse in più dagli esodati. Ci spieghiamo meglio: l’Inps avrebbe ricevuto troppe poche domande di accesso alla salvaguardia rispetto a quelle stimate per le platee di esodati tutelate con 3, ora divenuti, 4 distinti interventi ad hoc. E ciò significa risorse accumulate che l’Inps trova nelle sue casse che spingerebbero a no attuare la rivalutazione automatica delle pensioni.

 

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