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20 settembre 2012, ore 10:27  |  Aziende e Società Tasse e Tributi

Patto di famiglia: trasferimento d’azienda ai discendenti esente da imposte

Il patto di famiglia è il contratto con cui avviene il trasferimento d’azienda ai discendenti che gode di un regime fiscale agevolato

Patto di famiglia. Quale tassazione si applica? Vi è un regime agevolato?

Innanzitutto pare opportuno ricordare che è stato l’articolo 768-bis del codice civile a stabilire cosa sia il patto di famiglia. Per esso deve intendersi il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti. Patto di famiglia deriva allora da un trasferimento d’azienda.

Patto di famiglia tassazione

 Dal punto di vista fiscale, il patto in oggetto è soggetto ad una speciale tassazione. E’ la legge n. 296 del 2006 che, all’articolo 1, comma 78 ha previsto un regime fiscale agevolato per il trasferimento d’azienda familiare, effettuato anche tramite il patto di famiglia a favore dei discendenti, che si impegnino a continuare l’attività nei successivi cinque anni.

 Patto di famiglia: esenzione imposte

Ai fini fiscali, dunque,  i trasferimenti effettuati tramite questo patto sono esenti dall’imposta di trascrizione e dall’imposta catastale per le volture relative, nonchè dall’imposta di successione e donazione. Infatti, come dispone sempre l’articolo 3, comma 4-ter del Dlgs 346/1990 (e successive modificazioni), i trasferimenti, effettuati anche tramite patti di famiglia di cui agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile a favore dei discendenti, di aziende o rami di aziende , di quote sociali e di azioni non sono soggette ad imposta. Si sottolinea però che per mantenere l’agevolazione riguardante l’esenzione per il patto di famiglia, è necessario  che i beneficiari proseguano l’esercizio dell’attività d’impresa ovvero detengano il controllo per un periodo non inferiore a cinque anni dal trasferimento d’azienda e che rendano, contestualmente alla stipula del contratto con il quale è disposto il patto di famiglia, una dichiarazione con la quale si impegnino ad osservare le medesime condizioni.

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2 Commenti

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  • # 1
    Piccola polemica: questa pratica di lasciare il comando di un'azienda ai propri figli si è rivelata quasi sempre un disastro, figli decisamente inadeguati a portare avanti un'azienda.. Vuoi per mancanza di istruzione specifica (molti figli mancano proprio di pratica avendo solo qualche nozione scolastica), propensione a tali lavori,.. Son passati secoli di utilizzo di questa pratica, e sempre ci son stati problemi.
  • # 2
    E' un classico trasferire l'azienda agli eredi...peccato che chi si rivela del tutto incapace mette sul lastrico famiglie di lavoratori.

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