Giovedì 23 Ottobre 2014 , Ore 7:55
 
 

Nuovo Isee 2014, ecco come cambia il valore della casa

Come cambia il valore della casa nel nuovo Isee 2014, l'Indicatore della situazione economica equivalente, necessario per chiedere prestazioni assistenziali

 Cosa cambia per la casa nella riforma dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, il riccometro 2014 dopo il decreto varato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana.

Nuovo Isee 2014: il riccometro

Il nuovo Isee 2014, il cosiddetto riccometro varato dal Governo Letta dopo una riforma prevista nel decreto salva Italia dell’ex governo tecnico guidato da Monti,  rappresenta un pas­so fondamentale per migliorare l’equità sociale, in special modo in una fase così difficile per le famiglie italiane, duramente colpite dalla crisi economica. Il nuovo Isee 2014 sarà più equo garantendo così l’accesso a tariffe agevolate alle prestazioni sociali a chi ne ha maggiormente bisogno, garantendo così la lotta contro gli abusi, come quelli recentemente segnalati dalla Guardia di Finanza, che hanno comportato una indebita fruizione di prestazioni e agevolazioni da parte di alcuni cittadini a scapito di altri maggiormente bisognosi, nonché la penalizzazione dei cittadini più onesti.

Nuovo calcolo Isee 2014: il valore della casa

Una delle novità più rilevanti ai fini del nuovo Isee 2014 riguarda la casa e in particolare la maggiore considerazione del patrimonio richiesta dalla legge, raggiunta conside­rando il valore degli immobili rivalutato ai fini IMU (invece che ICI), riducendo la franchigia sulla componente mobiliare (che viene però articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare) e considerando il patrimonio all’estero.  Con riferimento agli immobili, nel nuovo Isee 2014, si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere, mentre per tenere conto dei costi dell’abitare viene riservato un trattamento particolare alla prima casa.

Il valore IMU è calcolato al netto del mutuo e di una fran­chigia di 52.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. Il valore residuo dell’abitazione, così calcolato, viene abbattuto a due terzi.

 

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