Giovedì 24 Luglio 2014 , Ore 4:26
 
 

Lettera di intento: cambia la procedura per la comunicazione

Il Decreto Legge 16 2012 ha cambiato la scadenza temporale dell’adempimento che interessa il fornitore all'atto della ricezione della lettera di intento

I contribuenti in possesso dei requisiti per essere considerati “esportatori abituali” possono richiedere ai loro fornitori di emettere fattura senza addebito dell’Iva attraverso l’emissione e l’invio della “lettera d’intento”. In tal modo l’esportatore abituale può acquistare beni o di servizi senza l’applicazione dell’imposta, ma entro il limite del plafond di operazioni (all’export ed intracee) realizzate l’anno precedente.

Il Decreto Legge 16 2012 ha modificato la scadenza temporale dell’adempimento che interessa il fornitore quando riceve la lettera di intento. In altre parole:

• fino allo scorso 1° marzo 2012, i fornitori degli esportatori abituali dovevano inviare la comunicazione dei dati relativi alle lettere di intento ricevute in ciascun mese, entro il giorno 16 del mese successivo al ricevimento, indipendentemente sia dalla periodicità della liquidazione Iva, sia dall’avvenuta effettuazione di operazioni fatturate senza applicazione dell’Iva, ossia non imponibili ai sensi dell’art. 8, co. 1, lett. c) del DPR n. 633/72;

• dal 2 marzo 2012 l’invio telematico dei dati relativi alle lettere di intento ricevute può essere effettuato entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica Iva nella quale confluiscono le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta.

 

Da ora in poi si possono avere le seguenti situazioni:

1. qualora il fornitore con periodicità Iva mensile, effettui vendite di beni o di servizi senza IVA nello stesso mese in cui ha ricevuto la lettera d’intento, dovrà procedere all’invio telematico della comunicazione entro il giorno 16 del mese successivo al ricevimento della dichiarazione d’intento;

2. qualora il fornitore con periodicità Iva trimestrale, effettui vendite di beni o di servizi senza IVA nello stesso mese in cui ha ricevuto la lettera d’intento, dovrà procedere all’invio telematico della comunicazione entro il giorno 16 del secondo mese successivo a quello di chiusura del trimestre in cui sono state effettuate le operazioni;

3. invece, nel caso in cui il fornitore riceva la lettera di intento, ma le prime operazioni senza IVA siano effettuate in un mese o trimestre diverso da quello di ricevimento delle relative lettere d’intento, il nuovo termine per la comunicazione telematica diventa:

 il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, nel caso di liquidazione mensile,

 ovvero il giorno 16 del secondo mese successivo a quello del trimestre in cui sono state effettuate le operazioni, nel caso di liquidazione trimestrale.

Dall’interpretazione della norma, parrebbe comunque possibile continuare ad effettuare gli invii telematici entro il giorno 16 del mese successivo a quello di ricevimento della lettera di intento.

 

Sanzioni previste

E’ bene evidenziare che la sanzione inerente l’omessa comunicazione in esame in assenza di operazioni effettuate, (da 258 a 2.065 euro), non potrà essere più applicata, in quanto il solo ricevimento della lettera d’intento, senza che siano state effettuate operazioni non imponibili da IVA, non comporta più l’obbligo di invio telematico all’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, qualora l’esportatore abituale, pur non avendo i requisiti previsti per poter acquistare beni e servizi senza applicazione dell’imposta, effettui ugualmente le predette operazioni non imponibili, scatta la responsabilità in solido del fornitore per il mancato pagamento dell’Iva da parte dell’esportatore. Di seguito, si riporta uno schema che riepiloga le sanzioni applicabili al fornitore nei casi di omesso o irregolare invio della comunicazione dati:

Con effettuazione di forniture “regolari” Sanzione dal 100% al 200% dell’Iva non applicata
Con effettuazione di forniture “irregolari” Sanzione dal 100% al 200% dell’Iva non applicata + responsabilità solidale per il mancato versamento dell’Iva da parte dell’esportatore abituale

Nel caso in cui la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, il cedente/prestatore può accedere all’istituto del ravvedimento operoso, inviando per la prima volta la comunicazione, se omessa, o inviandola corretta, se errata, e versando la sanzione pari ad un ottavo del minimo entro il termine di un anno dalla omissione o dall’errore.

 

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