Imu per coniugi separati: separazioni fittizie per pagare meno tasse

Alessandra De Angelis
Aggiornato il 29 Giugno 2012, ore 14:36
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La nuova tassa sulla casa porterà ad un aumento delle separazioni?

La legge impone per i coniugi il diritto di coabitazione. Esistono però delle eccezioni previste dalla normativa in materia: oltre al caso di separazione di diritto o divorzio, i coniugi possono avere residenze diverse per motivi contingenti che li costringono a vivere in due luoghi distinti. Si parla a tal proposito di separazione di fatto: una delle cause esimienti è il lavoro.

Per legge quindi non è del tutto esclusa la possibilità di due coniugi che sono proprietari di due immobili distinti, nei quali hanno anche la residenza. Questo comporta le agevolazioni per la prima casa: l’esenzione dell’Ici fino ad ora e il pagamento dell’IMU agevolata non appena entrerà in vigore (31 marzo 2012). Sul punto in realtà la Corte di Cassazione si è espressa in modo diverso: l’esenzione spetta solo per l’immobile che viene considerato nucleo familiare principale. In caso di figli esso coincide con l’abitazione dove questi risiedono, altrimenti si procede per presunzioni o si affida la scelta alle parti interessate.

Questa è la situazione di diritto ma di fatto i Comuni hanno spesso interpretato in maniera più elastica il dettame normativo conferendo l’esenzione ad entrambi gli immobili. La recente sentenza della Cassazione, complici anche le ristrettezze economiche che impongono un risanamento delle casse comunali, ha segnato una svolta interpretativa.

Due coniugi, non separati legalmente, possono avere un solo immobile adibito a prima casa, anche se per ragioni di lavoro o altro hanno residenze separate. Il chiarimento ha valenza retroattiva: gli Uffici dei Tributi del Comune possono richiedere gli arretrati non versati negli ultimi cinque anni.

La situazione si complica se, come spesso accade, i due immobili siano accatastati in comuni diversi (il che è del resto intuitivamente più logico nel caso di trasferimenti di lavoro): è chiaro infatti che ognuno dei comuni coinvolti farà valere le proprie ragioni per ottenere il gettito fiscale.

Per contrastare il fenomeno delle separazioni fittizie, create ad hoc per eludere gli obblighi fiscali, sono stati avviati accertamenti volti a quantificare caso per caso le proprietà tassabili e le rispettive quote.  

19 COMMENTI
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  1. EUGE 12 gennaio 2012

    perchè non postate gli estremi o il link relativo a qualche sentenza della Cassazione ??

    Poi non mi sembra esatto che la legge imponga l’obbligo di coabitazione fra coniugi.
    A riguardo ricordo un articolo del Codice Civile:

    “””Art. 144 Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia

    I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.

    A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.”””

    … quel <> non significa che la residenza debba essere UNICA e UGUALE per entrambi i coniugi … SPECIE SE QUESTI NON HANNO PROLE o SE I FIGLI SONO GIA’ AUTONOMI

  2. EUGE 12 gennaio 2012

    entro stava scritto “”fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi””

    le esigenze di entrambi possono benissimo essere di vivere uno in Europa e uno in Australia

    lo stato non può, non vuole e non deve metterci il naso

    siamo diventati per caso uno stato schiavista ??

  3. ide 13 gennaio 2012

    Avevo un piccolo alloggio, una moglie dei figli, poi si sa succede che ci si separa. Correva l’anno 2004.

    Il giudice in presidenziale ha sentito le parti per circa 10 minuti a testa poi ha deciso che il bene dei figli era quello di essere affidati alla madre a cui assegnava la casa coniugale.

    Il Ministero delle Finanze, con le circolari 28.05.98 n.136/E, 27.05.99, n.120/E e 7.06.00 n.118/E indicava il coniuge assegnatario, in quanto titolare di un diritto assimilato ad un diritto reale sull’immobile, soggetto passivo dell’I.C.I.

    Anche le istruzioni alla dichiarazione dei redditi e le Guide fiscali per le famiglie pubblicate dall’Agenzia delle entrate avevano sempre avvalorato l’interpretazione del Ministero delle finanze.

    Io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2005

    La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 18476 del 19/9/2005 decise che il coniuge assegnatario della casa coniugale non può ritenersi soggetto passivo dell’ici per la parte dell’immobile non di sua proprietà, in quanto il suo diritto non è un diritto reale di abitazione (come ad esempio nel caso di decesso del coniuge), bensì un diritto personale di credito, ossia di un semplice diritto di godimento dell’immobile per effetto della sentenza giudiziale.

    Io pagavo l’ICI come seconda casa. Correva l’anno 2006

    Nel 2006 veniva approvata la legge sull’affido condiviso, il giudice cancello la dicitura “affidati in maniera esclusiva alla madre” e scrisse “affidati in maniera condivisa ad entrambi i genitori”, null’altro cambiava.

    Io pagavo l’avvocato. Correva l’anno 2007

    Per ovviare a tale anomalia, La Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (GU n. 300 del 28 dicembre 2007) andava a inserire il comma 3-bis all’art. 6 del D. Lgs. n. 504 del 1992 stabilendo che: “Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata dal comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale”.

    Nel contempo il governo tolse l’ICI sulla prima casa.

    Io non sapevo se pagare l’ICI in quanto per restare vicino ai miei figli avevo acquisito nello stesso comune un altro immobile accedendo ad un mutuo bancario. Non mi sembrava giusto che lo stato penalizzasse, assoggettandolo a ICI, il genitore che decideva di rimanere accanto ai propri figli; del resto il diritto dei figli ad avere due genitori che si occupino di lui, è diritto riconosciuto inalienabile sia dallo stato italiano sia dalle convenzioni internazionali sul diritto dei fanciulli.

    Per fortuna il mio comune aveva assimilato a casa principale la casa in cui abitavano i parenti di primo grado e grazie a ciò io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2008

    Il paese era in crisi il Presidente del Consiglio fu costretto a lasciare il suo incarico e fu nominato un governo tecnico, il nuovo Governo decise di sostituire l’ICI con l’IMU l’Imposta Municipale Unica introdotta a opera del Governo Berlusconi IV col decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 , anticipandola di due anni anche in questa legge si prevedeva che l’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’ articolo 6, comma 3-bis (coniuge separato non assegnatario della casa coniugale non proprietario di altro immobile nello stesso comune); ma non veniva più data la possibilità ai comuni di ovviare alle distrazioni legislative mediante assimilazione ad abitazione principale le unità immobiliari date in uso ai parenti.

    Si penalizzava nuovamente il genitore che decideva di stare vicino ai figli. Correva il giorno 6 dicembre 2011.

    Per portare più equità alla norma varata il governo decise d’introdurre un’ulteriore detrazione, 50 euro per ogni figlio a carico a condizione che sia convivente.

    La casa era assegnata a mia moglie e i figli abitavano con lei, io dovevo pagare l’IMU come seconda casa e non potevo usufruire di nessuna detrazione. Correrà l’anno 2012.

  4. ide 13 gennaio 2012

    Corte di Cassazione sentn.14389 del 15/6/10

  5. GIGI 16 gennaio 2012

    La sentenza della Corte di Cassazione n. 12269 del 19/05/2010 mi sembra sostenere l’opposto: “il contemporaneo utilizzo di più di un’unità catastale come “abitazione principale”, anche se di proprietà non di un solo coniuge ma di ciascuno dei due in regime di separazione dei beni, non costituisce ostacolo all’applicazione, per tutte, dell’aliquota agevolata prevista per l’abitazione principale (divenuta esenzione totale con l’art. 1 del D.L. 27/05/2008 n. 93 a
    decorrere dal 2008), sempre che il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono, assumendo rilievo a tal fine non il numero delle unità catastali, ma l’effettiva utilizzazione ad abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato”.

  6. EUGE 18 gennaio 2012

    @ GIGI

    la “tua” sentenza di Cassazione si riferiva all’ICI

    ora con l’IMU siamo tutti sistemati … per la gloria della Patria e il godimento di quella metà del Popolo sovrano (pubblica amministrazione e politici di tutti i livelli e parenti e affini di tutti i gradi) che campa alle spalle dell’altra metà

  7. PATTY 22 gennaio 2012

    Visto che le leggi sono perlopiù “a interpretazione”, la sottoscritta, unica proprietaria di un immobile in cui abita da più di vent’anni, non ha potuto evitare il pagamento dell’Ici (a meno di un ricorso in Commissione Tributaria forte della Sentenza di Cassazione 12269 del 19 maggio 2010), come seconda casa, in quanto il marito, col quale è in separazione di beni, ha acquistato nel 2008 un appartamento contiguo come prima casa e vi ha trasferito la residenza. Al di là del fatto che, ovviamente, i due immobili sono da considerarsi entrambi abitazione principale di tutta la famiglia (siamo in 4 e lo spazio era divenuto insufficiente) e che per mio marito è comunque l’unica proprietà, è quantomeno singolare che l’Ufficio Tributi giustifichi la richiesta di pagamento con l’affermazione che i coniugi debbano obbligatoriamente avere residenza nello stesso immobile ed è altrettanto strano che sia io a dover pagare e non, al limite, mio marito che è uscito dal nucleo familiare. A dicembre 2011, dopo aver pagato gli arretrati Ici di tre anni, ci concedono (bontà loro) l’esenzione dell’Ici 2011 se mio marito dichiarerà di dare in uso gratuito ai figli il suo appartamento. Solo in questo caso, avrà l’agevolazione di prima casa (quindi, NON se ci abita LUI, ma SE lo dà ai figli Sì…come contorta, a volte, è la mente umana). Così facciamo ed ora, a distanza di un mese esatto, il governo Monti vara una legge per cui gli immobili dati in uso gratuito ai familiari non godranno più di alcuna agevolazione e quindi saranno equiparati alle seconde case in tutto e per tutto. Qualcuno adesso mi sa dire se, tornando a rioccupare il SUO appartamento, mio marito potrà considerarla prima casa o, al contrario, non trovandoci nella condizioni di essere nello stesso nucleo familiare, pagheremo ora l’Imu su entrambi gli immobili come seconda casa? Ringrazio di cuore chi vorrà aiutarmi in questo districato dilemma. Aggiungo che mio marito sta pagando un mutuo ventennale e che usufruisce delle detrazioni per gli interessi passivi come prima casa, cosa questa in contrasto col fatto che invece per l’Imu sarebbe considerata seconda.

  8. giuseppe 3 febbraio 2012

    Questo non mi sembrerebbe un problema in quanto si applicherebbe “per analogia” anche all’IMU.

  9. pietro 2 aprile 2012

    Buon giorno io sono un padre divorziato con affidamento congiunto con residenza diversa dalla mia ex moglie abbiamo due figli volevo sapere se posso accedere pure io allo sconto come prima casa di 50 o 25 euro per ogni figlio. In caso contrario sapere il perchè non posso visto che il mantenimento lo passo i figli vivono anche qui senza residenza.

  10. Alessandra DA Redazione InvestireOggi 2 aprile 2012

    Ciao Pietro, al momento la detrazione per i figli di divorizati dovrebbe spettare per intero solo a chi dei due convive con i figli. Sono ancora attese però indicazioni ufficiali sul punto.

  11. Daniy 6 aprile 2012

    Non è stabilito da nessuno quanto debba essere grande la prima casa, per cui ritengo che in mancanza di misure massime io possa decidere di utilizzare due unità immobiliari per i soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Purtroppo temo che in periodo di rastrellamento fondi lo stato non si prenderà la briga di chiarire e così facendo farà pagare l’ici retroattiva ad una famiglia regolare che ha bisogno di spazio. In questa situazione sono avvantaggiati i separati… “bella attenzione all’unità della famiglia”…….
    Sarebbe sufficiente che si svolgessero delle indagini (vigili urbani o funzionari pubblici) per la verifica dello stato di fatto, ma anche questo è troppo lavoro per le istituzioni.

  12. anna 7 aprile 2012

    Sposti da tanti anni , io con una piccola casa di proprietà, lui in affitto, non siamo mai vissuti insieme per mancanza di spazio,mantenendo residenza e domicilio separati.(siamo anche in regime di separazione dei beni)
    Finalmente ha potuto acquistare un appartamento nello stesso comune,sufficiente per entrambi, ma dopo alcuni mesi ho cominciato a soffrire di mal di testa ,pressione ecc.. poiché l’abitazione è fuori norma per il rumore stradale e ferroviario,
    supera i 70dB, e il comune sta’ mettendo barriere ovunque ma qui non si sa quando. Devo proprio pagare come seconda casa una delle due? visto che l’ultima è fuorilegge e per me invivibile.
    Grazie per una risposta

  13. Alessandra DA Redazione InvestireOggi 12 aprile 2012

    Gentile signora Anna proprio in queste ore si sta discutendo della presunta incostituzionalità della richiesta di Imu per le case inagibili e credo anche il suo caso possa rientrare in questa fattispecie.

  14. Mario 30 aprile 2012

    Salve, illustro brevemente la mia situazione. Sono separato consensualmente dal dicembre 2011, abbiamo in comune una casa in vendita che era abitata dalla mia ex fino a gennaio 2012, che poi ha deciso di andare in una abitazione più piccola di suo padre, mantenendo la residenza nella casa in vendita. Io ho residenza in casa di mio padre e abito in un piccolo appartamento in affitto. Come ci dobbiamo comportare per pagare questa stronzata di IMU? ……scusate il termine……..
    N.B.I contratti delle utenze sono annullati da Marzo 2012.

  15. anna 7 maggio 2012

    I miei genitori, invece, sono proprietari di 3 immobili che sono stati acquistati prima del ’75, quando non c’era la legge sulla comunione dei beni tra i coniugi, quindi mio padre risulta proprietario al 100% dell’abitazione principale (dove risiede anche mia madre, un altro immobile è al 50%, e il 3° risulta essere al 100% di mia madre.
    Mi sorge un dubbio, nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti, l’impiegato del CAF nel quadro B ha diviso comunque tutti gli immobili al 50% tra mia madre e mio padre, sostenendo che sono cmq coniugi e quindi cmq in “comunione dei beni” e che in caso di controllo è dimostrabile che l’intera imposta è stata versata. E’ proprio così, o si rischia di dover pagare con le sanzioni il 50% mancante a chi ne aveva l’intero possesso?
    Stessa cosa per la vecchia ICI, tutto al 50%.
    Come sarebbe meglio comportarsi quest’anno per gli immobili nel 730 e per l’IMU? C’è qls di scritto da cui si evince che se è stata versata l’intera imposta dai due coniugi, indipendentemente dalla quaota di possesso sia per l’ICI che per l’IRPEF non ci sono problemi?
    GRAZIE

  16. Fabrizio 14 maggio 2012

    E veniamo al mio di quesito….:-)
    Con mia moglie al 25% (50 % totale) possediamo la meta’ di una bifamiliare ,l’altra meta’ e’ proprieta’ per il restante 50% di mio nipote.
    La proprieta’ e’ ancora indivisa,abbiamo la suddivisione catastale in due unita’ abitative,2 numeri civici diversi,e abitiamo ormai da anni separati:
    L’ICI ci viene conteggiata ad entrambi con una suddivisione cervellotica che fa’ scattare a tutti e due una quota di immobile come seconda abitazione.
    E’ regolare questo?
    grazie.

  17. Loredana 16 maggio 2012

    Coniugi separati,alloggio assegnato alla ex moglie dove vive con i figli. Tale alloggio e’di proprieta’ del suocero che diede al figlio ( ex marito) in comodato d’uso gratuito come casa coniugale. Chi paga ??????
    Grazie mille :(

  18. lucio 25 maggio 2012

    IMU ed interpretazioni della Cassazione: altro che politiche di sostegno alle famiglie !!!
    Tutto sembra suggerire: FESSO chi crea una nuova famiglia.

  19. claudio 8 giugno 2012

    ciao ,questa imu da pagare mi mette un giramento di p…. casa assegnata alla ex moglie in comunione dei beni io residenza a casa della mammma devo pagare l’imu come seconda casa allo 076 il figlio e’ maggiorenne e vive con me. e se i comune aumentano aliquota. E’tutto da rifare basta prendere soldi sempre dai soliti pensionati lavoratori dipendenti

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