Giovedì 17 Aprile 2014 , Ore 22:24
 
 

I nuovi servizi sanitari resi in farmacia senza Iva

Le prestazioni rese da infermieri e fisioterapisti all’interno di farmacie non sono soggette all’Iva

Importante risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la n. 128, pubblicata lo scorso 20 dicembre, in cui l’Amministrazione specifica come le nuove prestazioni rese dalle farmacie, che consistono nella messa a disposizione di operatori socio-sanitari, come infermieri e fisioterapisti per lo svolgimento di specifiche prestazioni professionali, rientrano nell’ambito applicativo dell’esenzione dall’Iva, ai sensi dell’articolo 10, n. 18), del Dpr 633/1972.

 

Il quesito posto all’Agenzia delle entrate

La risoluzione in oggetto origina da un’istanza di interpello presentata da una società che chiede all’Agenzia stessa, di sapere se le prestazioni rese dalle farmacie, consistenti nella messa a disposizione di operatori socio-sanitari, infermieri e fisioterapisti per lo svolgimento di specifiche prestazioni professionali, siano riconducibili o meno nell’ambito applicativo dell’esenzione dall’Iva. Esenzione Iva indicata all’art. 10, n. 18), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

 

I nuovi servizi erogabili dalle farmacie

Prima di fornire il suo parere in merito, l’Agenzia, nella risoluzione in esame, evidenzia come il decreto legislativo n. 153/09 ha definito i nuovi servizi erogabili dalle farmacie nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Tra questi nuovi servizi sono annoverati:

  • la partecipazione all’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

  • la presa in carico di particolari pazienti cronici,

  • la realizzazione di iniziative per il corretto uso del farmaco,

  • la partecipazione a programmi di educazione sanitaria e prevenzione,

  • l’effettuazione di autoanalisi di prima istanza,

  • le prenotazioni di visite ed esami (CUP).

Successivamente, il Ministero della salute ha stabilito che per le autoanalisi di prima istanza, occorre la presenza in farmacia di altri operatori sanitari e la prenotazione per via telematica di prestazioni ambulatoriali. Il cittadino paziente può così rivolgersi alla farmacia per ottenere la prestazione dei servizi sanitari e la farmacia svolge direttamente il servizio, avvalendosi di strutture societarie che effettuano l’attività richiesta per il tramite di propri professionisti sanitari.

 

Il parere dell’Agenzia

Se per la società istante, il rapporto tra la farmacia e la struttura cui fanno capo i professionisti sanitari, si qualifica come un rapporto tecnico strumentale, all’interno di un’unica prestazione principale rivolta al cittadino-utente, che gode del regime di esenzione dall’Iva, ai sensi dell’art. 10, n. 18), del D.P.R. n. 633/1972, articolato è il parere in merito che fornisce l’Agenzia delle Entrate.

L’esenzione Iva

L’Agenzia in primo luogo evidenzia come l’art. 10, n. 18), del D.P.R. n. 633/1972, comporta l’esenzione dall’Iva per “le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministero della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze”.

Risultano esenti dall’imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’art. 1 del decreto interministeriale del 17 maggio 2002, anche le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona, oltre che dagli esercenti una professione sanitaria o un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie indicate all’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, dagli operatori abilitati all’esercizio delle professioni elencate nel decreto ministeriale 29 marzo 2001. Ricorda l’Agenzia che la fattispecie delle “professioni sanitarie riabilitative”, comprende la figura del “fisioterapista”, mentre in quella delle “professioni tecniche della prevenzione”, è inclusa la figura dell’ “assistente sanitario”.

 

La Corte di Giustizia UE

Sul tema dell’esenzione Iva delle prestazioni sanitarie, si è soffermato un importante organo a livello comunitario, le cui considerazioni sono rievocate dall’Amministrazione finanziaria nel documento di prassi in oggetto. La giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità europea infatti ha stabilito che l’esenzione Iva per le prestazioni sanitarie deve essere valutata in riferimento alla natura delle prestazioni fornite, riconducibili nell’ambito della diagnosi, cura e riabilitazione, e ai soggetti prestatori, i quali devono essere abilitati all’esercizio della professione, indipendentemente dalla forma giuridica che riveste il soggetto che le rende. In particolare, la Corte di Giustizia ha precisato come il principio di neutralità fiscale impedisce agli operatori economici che effettuano le stesse operazioni, di subire un trattamento differenziato in materia di riscossione dell’Iva. “Ne deriva che tale principio sarebbe infranto ove la possibilità di invocare l’esenzione prevista per le prestazioni mediche effettuate nell’esercizio delle professioni mediche e paramediche dipendesse dalla forma giuridica mediante la quale il soggetto passivo svolge la propria attività”.

 

Dl 153/09: infermieri e fisioterapisti nelle farmacie

Guardando al nostro ordinamento interno, il decreto legislativo del 3 ottobre 2009, n. 153, ha disposto, in merito ai servizi sanitari erogabili dalle farmacie nell’ambito del servizio sanitario nazionale, all’art. 1, comma 2, lettera a), punto 4), che tra i nuovi compiti delle farmacie, vi è ricompresa “la messa a disposizione di operatori socio-sanitari, di infermieri e di fisioterapisti, per la effettuazione di specifiche prestazioni professionali richieste dal medico di famiglia o dal pediatra di libera scelta”. Le prestazioni sanitarie rese da questi, purché oggettivamente riconducibili alla diagnosi, alla cura e riabilitazione della persona e in quanto materialmente rese da soggetti come infermieri, fisioterapisti, e operatori socio-sanitari, sottoposti a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie ovvero individuati dal decreto interministeriale del 17 maggio 2002, presentano i requisiti per ricadere nell’ambito di applicazione dell’art. 10, n. 18), del D.P.R. n. 633/1972, ossia nell’esenzione Iva.

 

La risoluzione n. 128 dell’Agenzia delle entrate

Le conclusioni a cui giunge l’Agenzia delle entrate nella risoluzione n. 128 del 20 dicembre scorso, derivano, come visto sopra, da un’analisi oggettiva delle norme inerenti l’esenzione Iva e l’erogazione di prestazioni sanitarie, così come sono state analizzate sia dalla giurisprudenza comunitaria che dalle norme interne, che portano così a predisporre l’esenzione dall’Iva per tutti quei nuovi servizi sanitari erogabili dalle farmacie. Quindi in sostanza, l’Agenzia nella risoluzione del 20 dicembre 2011, specifica come sia le prestazioni effettuate dai professionisti sanitari operanti nella farmacia, sia le prestazioni effettuate dalla farmacia nei confronti del cliente/paziente, sono esenti dall’applicazione dell’Iva. Stesse considerazioni valgono nell’ipotesi della farmacia, che si avvale per le prestazioni dei servizi sanitari rese nei confronti dei propri clienti pazienti, di una struttura societaria, anche organizzata in forma di società cooperativa.

 

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