Giovedì 31 Luglio 2014 , Ore 11:26
 
 

Finte Onlus: porte aperte ai controlli della Guardia di Finanza

Ma le Onlus vere perdono l’appoggio dell’Agenzia per il Terzo settore

Nel decreto legge varato dal governo venerdì scorso è previsto un punto importante relativo all’evasione fiscale, o più propriamente all’elusione dei tributi. In particolare anche le Onlus, ovvero le associazioni no profit che per il loro carattere non lucrativo godono di agevolazioni fiscali, potranno essere sottoposte a blitz della Guardia di Finanza nei locali dove si svolgono le attività commerciali o di servizio. L’inasprimento dei controlli si è reso necessario dopo il dilagare di casi di finte Onlus emersi in tutto il territorio nazionale. Non si tratta peraltro solo di truffa ai danni dello Stato: spesso queste organizzazioni raccolgono fondi per progetti fittizi ingannando cittadini convinti di fare beneficienza. Questa previsione segue in ordine temprale la realizzazione del modello Eas, una sorta di archivio contenente le scritture contabili, gli statuti e tutte le altre informazioni utili per fornire una panoramica completa dell’operato di queste organizzazioni. Nel 2011 i controlli si sono focalizzati soprattutto sulle Onlus iscritte ai registri regionali o provinciali, alle cooperative e agli agriturismi. Nell’’anno in corso anche le associazioni di volontariato dovranno aprire le porte ai controlli di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. E se finora i controlli si sono basati soprattutto sullo studio degli statuti e di altri documenti, dal 2012 partiranno blitz sul luogo. Insomma quello che è successo a Cortina accadrà anche nei circoli culturali e ricreativi e simili.

Ma c’è anche il risvolto della medaglia che invece riguarda le Onlus, quelle vere. E’ stata infatti confermata, nonostante le polemiche che ne avevano accompagnato la notizia, la chiusura dell’Agenzia per il Terzo settore. Le sue funzioni saranno assorbite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ma molte organizzazioni no profit sono preoccupate di essere lasciate sole private dell’azione di monitoraggio che l’Agenzia svolgeva.

E’ evidente l’esigenza di unificare il Terzo settore che al momento, nonostante l’importanza che riveste per il Paese, è sottoposto ad una regolamentazione frammentaria e lacunosa.

 

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