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04 luglio 2012, ore 09:34  |   Pensioni e Contributi

Esodati: arriva la tutela per altri 55mila?

Nella bozza del testo sulla spending review si profila la tutela per altri 55mila esodati, dopo il balletto di cifre tra Ministero e Inps, ma alcuni soggetti resterebbero comunque esclusi come i lavoratori a carico dei fondi di solidarietà e i genitori in congedo per assitere i figli disabili

La spending review potrebbe ampliare la platea dei soggetti esodati da tutelare, passando dai 65mila del precedente decreto ai 55mila attuali, ma ancora una volta potrebbero profilarsi problemi di numeri.

 

 

Esodati: tra decreto ad hoc e spending review

Nella bozza della spending review  sembrerebbero trovarsi soluzioni per gli esodati esclusi dalla riforma Fornero. Se il decreto esodati  ne ha tutelato circa 65mila, sono stati lasciati fuori un numero impreciso. Impreciso perché tra le cifre fornite dall’Inps e quelle fornite dal Ministero, qualcosa non è tornata. Così nella bozza del provvedimento sui tagli alla spesa pubblica, messo  a punto dal Governo Monti, sembrerebbe estesa la tutela ad altri 55mila esodati, raggiungendo così con quei 65mila tutelati con il decreto ministeriale ad hoc, quota 120mila,.

 

Spending review  esodati: soggetti compresi

Ad essere interessati dalla nuova salvaguardia sembrerebbero essere i lavoratori posti in mobilità senza CIGS, quelli in CIGS che possono passare alla mobilità ordinaria, i lavoratori già in mobilità, quelli del settore finanziario aventi diritto ad accedere a fondi di solidarietà, i lavoratori cessati lo scorso anno, in ragione di accordi individuali e collettivi, con pensionamento entro il 2014 e infine chi è soggetto alla prosecuzione volontaria, con trattamento pensionistico decorrente nel 2014.

 

Spending review  esodati: soggetti esclusi

Sembrano mancare però nella platea dei soggetti salvaguardati, prima dal decreto ministeriale e ora con tutta probabilità dal testo sulla spending review, due precise categorie di lavoratori: non ci sono infatti i circa 1600 lavoratori del settore bancario soprattutto, a carico del fondo di solidarietà che hanno stipulato accordi per accedere ai fondi nel periodo compreso tra il 4 e il 31 dicembre 2011. Accanto ai lavoratori a carico dei fondi di solidarietà, sembrano esclusi anche i genitori in congedo per assistere figli disabili. Su circa 2.700 persone, ne vengono salvaguardate solo 150. Per risolvere dei problemi, ecco che se ne creano altri e ancora una volta sembra che questi numeri non tornino.

 

Esodati: i numeri

Il Governo sembra mettere le mani avanti quando prevede che se la stima numerica complessiva alla base del provvedimento dovesse risultare in difetto alla prova dei fatti, spetta all’Inps effettuare in monitoraggio delle domande di accesso alla salvaguardia sulla base della data do cessazione del rapporto di lavoro . Questo monitoraggio non distingue tra regole di salvaguardia a cui appartiene il lavoratore, visto che nel testo si parla esclusivamente di 55mila unità non facendo espliciti riferimenti all’una o all’altra categoria di lavoratori interessati. Una volta che verrà raggiunta la quota 55mila, altre domande non saranno proprio prese in considerazione.

 

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5 Commenti

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  • # 1
    Di questo articolo si parla in : Esodati: il provvedimento sugli altri 55mila “salvati”
  • # 2
    Per fare chiarezza riporto la mia situazione. Sono stata "esodata" con accordi collettivi dell'Unicredit in data 1/1/2010 ed entrata nel Fondo di solidarietà delle banche, dato in gestione all'Inps, con trattamento (assegno di solidarietà e contribuzioni) previsto fino a tutto Giugno 2012, mese in cui ho raggiunto contribuzioni per 40 anni + 3 mesi, requisiti previsti alla data degli accordi( la mia età è 58 anni, donna, ex lavoratrice precoce). Ho fatto domanda di pensione per tale data (Luglio 2012) all'Inps, senza ottenere risposta. Da Luglio 2012 non percepisco più né assegno, né pensione Inps, né pensione del Fondo Integrativo Unicredit (che viene erogata solo a titolari di pensione Inps), inoltre da Aprile 2012 ,data di raggiungimento dei vecchi requisiti pensionabili (40 anni) sono state sospese le contribuzioni sia all'Inps, che al predetto fondo integrativo. Gli accordi stipulati da OO.SS. e Azienda prevedevano che in casi di "slittamento" dei requisiti pensionabili, tramite accordi, sarei rimasta nel Fondo di solidarietà, come fatto per i 3 masi della nuova finestra, ma non applicato per i 12 mesi della riforma Tremonti, che ha salvaguardato solo i 10.000 del 2011. Per tutto ciò, per quanto riesco a capire, secondo la nuova legge pensionistica, non raggiungerei mai i nuovi requisiti richiesti (41 anni e 1 mese nel 2012 e nel 2013 ......), salvo forse con una contribuzione volontaria per i periodi mancanti (danno aggiunto al danno!). Se rientrassi invece nelle salvaguardie dei decreti Fornero (65 +55.000) solo con il ripristino delle vecchie regole al 2011, otterrei la pensione ad Aprile 2013 (con 40 anni +12 mesi di finestra Tremonti), restando comunque per 10 mesi senza assegno di Solidarietà o pensione, ecc. e perdendo comunque anche 10 mesi di Fondo integrativo e di contribuzioni.Inoltre non è chiaro anche che tipo di conteggi saranno usati per la pensione. Sono in questa seconda situazione? quali azioni si possono intraprendere contro queste discriminazioni? Cordiali saluti
  • # 3
    Marinella che azioni vuoi intraprendere??Tanto finchè esce il decreto scoprono che ce ne sono altri 800mila!!!
  • # 4
    Il Decreto Fornero firmato lo scorso 1° Giugno salvaguarda un numero pari a 17.710 lavoratori nei fondi esuberi. In questa cifra sono ricompresi indistintamente sia coloro che avevano la titolarità della prestazione straordinaria alla data del 4 Dicembre 2011 (che restano soggetti alle normali regole di permanenza nel fondo) sia coloro che, pur avendo conseguito sulla base di accordi intercorsi in data antecedente al 4 Dicembre 2011 il diritto all'accesso ai fondi, avrebbero percepito la prestazione dal 1° Gennaio 2012. I lavoratori in questa categoria resteranno nel fondo sino all'età di 62 anni. L'articolo 22 del decreto legge numero 95 del 6 Luglio 2012 (spending review) ha esteso poi il beneficio ad ulteriori 1600 lavoratori questi sì ricompresi nel solo "secondo tipo" (cioè non titolari della prestazione al 4 Dicembre 2011).
  • # 5
    Cara Marinella, ma lo sai che io sono esattamente nella tua situazione?? stessi numeri, stesse date, stessa età anagrafica. Soprattutto stessa banca (io sono ex Credito Italiano), e vorrei dire anche che il silenzio della nostra banca è veramente vergognoso. Qualcuno si è fatto vivo con te? Ti hanno offerto per caso di ritornare al lavoro? In questoi momento di crisi tutti dovremmo essere chiamati a "salvare l'Italia". Anche le banche devono fare la loro parte... Comunque io spero ancora che se rientriamo nei 65000 ci daranno anche gli arretrati... sono illusa? Le ultime notizie che mi hanno dato al sindacato sono le seguenti: 1- aspettare la lettera dell'inps dove mi dicono che sono salvaguardata. 2- se non dovesse arrivare questa lettera ho due possibilità: o pagarmi i contributi per il periodo mancante (30% dell'ultima retribuzione lorda oppure aspettare l'età pensionabile che per noi del 1954 è 57 anni e 7 mesi. Marinella, preghiamo perchè arrivi la lettera!!!

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