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13 giugno 2012, ore 11:23  |  Aziende e Società

Decreto sviluppo 2012: possibile sospensione Sistri

Oltre al credito di imposta per la ricerca, nel decreto Sviluppo del Governo Monti si parla anche di Sistri e della sua sospensione

Il decreto sviluppo 2012  prevede la sospensione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti e del versamento dei contributi delle aziende, in attesa di verificare la possibile e reale operatività del sistema.

 

Ancora decreto sviluppo, ancora modifiche e ancora incertezza sulla sua adozione. Mentre sono in corso nuove riunioni tecniche per sciogliere le riserve sulla copertura finanziaria del decreto che secondo le intenzioni del Governo tecnico, dovrebbe portare alla crescita del nostro paese dopo la fase di austerity, nuvole si profilano all’orizzonte per il Sistri.

 

Sospensione del Sistri

Se abbiamo già parlato del credito di imposta per la ricerca, ( si veda articolo Decreto Sviluppo 2012: cambia il credito d’imposta per la ricerca),  tra le altre misure al vaglio dell’Esecutivo tecnico nel pacchetto Sviluppo si parla del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, che, proprio alla vigilia della sua partenza ufficiale, il prossimo 1° luglio, verrebbe sospeso dal Governo per verifiche definitive.

 

Sistri: i benefici per Stato e imprese

Si ricorda che il Sistri nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel più ampio quadro di innovazione e modernizzazione della Pubblica amministrazione, per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. I vantaggi per lo Stato, derivanti dall’applicazione del Sistri, dovevano essere molteplici in termini di legalità, prevenzione, trasparenza, efficienza, semplificazione normativa, modernizzazione. Ma benefici dovevano esserci anche sul sistema delle imprese. Una più corretta gestione dei rifiuti portava, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole. Il Sistri quindi avrebbe il merito di semplificare le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese e gestendo in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell’illegalità.

 

Il Sistri nel decreto sviluppo di Monti

Ora nel decreto sviluppo al varo del Governo Monti si prevede la sospensione degli effetti del contratto stipulato tra il Ministro dell’Ambiente e la Selex-Se, la società che ha fornito il sistema e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni. Dovrà essere un decreto del Ministero dell’Ambiente a fissare un nuovo termine per stabilire l’entrata in operatività del Sistri e nello stesso tempo è sospeso anche per le imprese l’obbligo di versamento dei contributi Sistri 2012. Il motivo addotto dal Governo per questa sospensione del Sistri è che serve una verifica sulla reale capacità che ha il sistema di tracciare i rifiuti. Già poco tempo fa lo stesso Ministero dell’Ambiente aveva dichiarato di aver iniziato una revisione del sistema Sistri, in modo da semplificare e rendere più efficienti le procedure d era stato così stabilito un differimento al 30 novembre 2012 del termine per il pagamento dei contributi per l’anno in corso, che scadeva il 30 aprile prossimo. Ora, e per l’ennesima volta,  la situazione si capovolge e la storia del Sistri sembra giungere al suo epilogo, anche se in realtà non sembra mai  partita in via ufficiale.

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6 Commenti

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  • # 1
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  • # 2
    Di questo articolo si parla in : Decreto sviluppo 2012: possibile sospensione Sistri – Investire Oggi | Adempimenti Fiscali
  • # 3
    non si capisce come mai in Italia tutto (dalla sicurezza all'ecologia) debba passare attraverso montagne di carte, registri e comunicazioni. Con gli ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Prendete il banale caso dei toner per le stampanti. Praticamente in tutta Europa quando compri un nuovo toner ti trovi dentro all'imballaggio una busta preaffrancata per rispedire quello vecchio al produttore, che lo riciclerà. Ovvio che se uno ha un minimo di coscienza civica lo fa, il costo è zero. In Italia? In Italia no! Devi tenere il registro dei toner, che in teoria conferirai a un altro che ti rilascia delle carte, che a sua volta li conferirà a un altro con un altro giro di carte e così via...peraltro senza distinguere i diversi modelli e produttori e quindi con scarse probabilità di un effettivo riciclaggio. Poi una carta tira l'altra e chissà come mai ogni due per tre si trova qualche nuova discarica abusiva di rifiuti tossici gestita dalla malavita, che su tutta questa filiera ha lucrato alla grande. Siamo in Africa, non in Europa.
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