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06 giugno 2012, ore 18:15  |  Lavoro e Contratti Pensioni e Contributi

Decreto esodati: 120 giorni per la salvezza

Attesa per la pubblicazione in Gazzetta del decreto sugli esodati che avranno 120 giorni di tempo per richiedere l'accesso alla pensione con i vecchi requisiti

La riforma delle pensioni del Ministro Fornero ha tolto il sonno a tanti,tra cui gli esodati che attendono la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale che dovrebbe salvaguardare 65mila lavoratori interessati, dettando precise regole per l’accesso alla pensione secondo i requisiti precedenti.

 

Decreto esodati in Gazzetta Ufficiale

Le regole per 65mila esodati stanno per trovare una definizione precisa con l’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale messo a punto dal Ministro Fornero e dal viceministro all’economia Grilli. Occhio alla pubblicazione in Gazzetta, visto che dalla data di pubblicazione scatterrano i giorni per poter presentare la domanda di accesso al trattamento pensionistico in base ai vecchi requisiti. Ma andiamo per ordine. Sul capitolo esodati si è detto tanto, e tra polemiche e malumori vari, il decreto che dovrebbe fissare le regole è stato emanato. Nel testo che circola, all’articolo 4 si parla espressamente delle regole da seguire per precise categorie di lavoratori come: genitori in congedo per assistere figli disabili, lavoratori esonerati e gli esodati. Si intendono per esodati, i lavoratori che hanno risolto il loro rapporto di lavoro entro il 31 dicembre dello scorso anno, sottoscrivendo accordi individuali o collettivi.

 

Richiesta pensione degli esodati

Perchè è importante tener d’occhio la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale? Perchè dalla data di pubblicazione, i soggetti che rientrano nelle categorie di cui sopra, avranno a disposizione 120 giorni di tempo per presentare la domanda di accesso alla pensione con i requisiti precedenti e non con quelli previsti dalla recente riforma Fornero. La domanda in tal caso va presentata alla direzione territoriale del lavoro competente in base alla residenza del richiedente, tranne per i soggetti che hanno siglato accordi individuali o collettivi. Per questi ultimi  infatti l’istanza va presentata alla sede competente dove è stato firmato l’accordo.

 

Valutazione domanda

Dopo la presentazione delle domande queste saranno valutate da commissioni di esperti con il compito di valutare l’istanza e comunicarla in maniera tempestiva all’Inps. In caso di rigetto dell’istanza di accesso alla pensione secondo i requisiti precedenti, si può comunque presentare domanda di riesame alla stessa commissione entro al massimo 30 giorni.

 

Gli altri soggetti

A voler fare un pò di conti dei 65 mila esodati salvaguardati da tale decreto, in verità i numeri che ne escono fuori sono diversi: solo 7.900 persone circa rientrano nelle categorie per poter accedere al trattamento pensionistico secondo le nuove regole individuate dal Ministro Fornero. E tutti gli altri? Per i 25mila e oltre lavoratori in mobilità, 3400 in mobilità lunga e 10mila e oltre soggetti autorizzati al versamento volontario dei contributi, la procedura applicabile è quella ordinaria. In sostanza tali soggetti devono in primo luogo verificare di raggiungere i requisiti previsti che con il decreto interministeriale sono diventati più stringenti. Ora infatti i lavoratori in mobilità, anche quella lunga, dovranno dimostrare che l’attività sia cessata alla data del 4 dicembre 2011, mentre per i soggetti che resentano contributi volontari occorre che la decorrenza della pensione avvenga non oltre 24 mesi dalla data di entrata in vigore della manovra salva Italia, il 6 dicembre scrso e che non ci sia stata ripresa dell’attività lavorativa dopo l’autorizzazione e che ci sia almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011.  Dopo aver verificato questi requisiti occorre calcolare l’inizio  della decorrenza del trattamento, tenendo in considerazione anche eventuali finestre mobili. E’ circa 30 giorni prima della decorrenza che possono presentarsi le domande all’Inps e una volta presentate, lo stesso Istituto Nazionale di Previdenza sociale provvederà a verificare il possesso dei requisiti previsti. Se emerge che questi sono posseduti, la domanda viene accolta e si procede alla liquidazione della pensione, mentre se si verifica l’assenza di questi requisiti, la domanda viene respinta. E’ utile però ricordare come questa procedura non è stata ufficializzata con note o comunicati da parte del Ministero competente e come tale si attendono delucidazioni maggiori.

 

 

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15 Commenti

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  • # 1
    Mi domando, per i contributori volontari, cosa vuol dire "....che non ci sia stata ripresa dell’attività lavorativa dopo l’autorizzazione.." Se una persona ha chiesto l'autorizzazione durante il periodo di lavoro e ha iniziato a versare dopo aver terminato di lavorare, avendo questi in quel periodo un lavoro determinato, oggi dopo aver versato per due o tre anni per il raggiungimento dei 40 anni di contributi ha o non ha il diritto alla pensione ?
  • # 2
    Vorrei rappresentare il mio caso. Fino a 3 giorni fa mi sentivo salvaguardato, ora............? Sono nato nel 1952 e in data 31/5/2010, con 37 anni e 4 mesi di contributi, a seguito di un accordo con la mia Azienda(ferrovie dello stato) mi sono. Dimesso con una incentivazione. Con quota 97 alla data del 22/4/2012 (compimento 60 anni) avrei maturato il diritto alla pensione. Nonostante non fosse necessario, dopo opportuna domanda, in data 1/6/2010 ho ottenuto l'autorizzazione al proseguimento della contribuzione volontaria. Avendo quota 97, non ho mai pensato di effettuare alcun versamento contributivo volontario. All'approvazione della nuova Legge pensionistica, iniziano i mal di pancia. Leggendo pero' attentamente, mi trovavo ugualmente salvaguardato , avendo l'autorizzazione ai versamenti contributivi volontari. Bisognava attendere. Arriva il Milleproroghe e bisogna attendere. Nel frattempo nel novembre 2011,separandomi da mia moglie, al fine di poter mangiare, trovo un lavoro/collaborazione come telefonista addetto alle vendite con contratto mensile, rinnovato di mese in mese, co.co.pro. A questo punto arriva il DL di tre giorni fa ed e' buio pesto. Non ho diritto più a nulla. Mi resta solo la disperazione. Mi manca la fiducia nelle istituzioni ! Addirittura ho voluto che il contratto di operatore telefonico, fosse "in bianco", perché e' giusto pagare le tasse. E ora cosa faccio! Vorrei opinioni e consigli. Grazie
  • # 3
    Ma! Non so, ho 57 anni e 38 anni di contributi versati, disoccupato a reddito zero, ZERO se non si è ben capito, di trovare un lavoro neanche se ne parla. Sto versando i contributi volontari e vivendo con i risparmi di una vita,da quello che ho capito non rientro nella normativa per andare in pensione con le vecchie regole per pochi mesi, spero di essermi sbagliato. Se mi fanno andarere con i 42 anni sono finito, non ce la faccio a pagare. E ogni sera guardo il tg e mi domando chi cazzo sono quelli che vedo parlare pagati decine di migliaia di euro al mese o i pensionati d' oro che portano a casa 20-30 mila euro al mese, pagati anche da me, con le tasse versate onestamente per tutto l'arco dei 38 anni di lavoro. In giro vedo quelli della mia età, ex statali che sono andati in pensione ancora venti anni fa e che magari arrotondano con piccoli lavoretti e mi domando in che paese viviamo. L' ho detto ancora, datemi i soldi dei miei contributi versati,e io vado via da qua, riesco a vivere un' altra vita in Sudamerica o in qualche isola con quel monte di soldi. Tanta, tanta amarezza!
  • # 4
    Vorrei sapere se un cittadino disoccupato che ha fatto domanda di contribuzione e non ha pagato i contributi perchè nel frattempo ha trovato una occupazione precaria (partita IVA) quindi è rimasto di nuovo disoccupato e si è recato all'INPS per richiedere la riammissione dei contributi che ha pagato regolarmente è escluso dalla decreto anche se maturerà la decorrenza della pensione entro il 2013 e stava pagando i contributi alla data di emissione del decreto Salva Italia?
  • # 5
    Rivoluzione.Sono un ragazzo ho 21 anni,non oso illudermi per la pensione perchè forse la vedrò quando già sarò in tomba.Però a tutti voi chiedo oltre che all' amarezza di protestare in piazza,per il futuro vostro e dei ragazzi come me...RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA ITALIA DAI POLITICI CORROTTI.
  • # 6
    Non è così. Mi duole ma l'articolo genera una notevole confusione. Non tutte le categorie prese in esame dal Decreto infatti devono presentare istanza alle Direzioni Territoriali del Lavoro entro 120 gg dalla data di pubblicazione del Decreto. Sono esclusi quelli dei punti a) b) c) e d) dell'Art. 2 (per esempio coloro che alla data del 4 Dicembre son "titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore" e cioè proprio gli esodati che secondo l'articolo dovrebbero presentare istanza); mentre son tenuti coloro che rientrano nei punti e) f) g) e h) del citato Articolo.
    • # 7
      Originariamente inviato da Fabrizio
      Non è così. Mi duole ma l'articolo genera una notevole confusione. Non tutte le categorie prese in esame dal Decreto infatti devono presentare istanza alle Direzioni Territoriali del Lavoro entro 120 gg dalla data di pubblicazione del Decreto. Sono esclusi quelli dei punti a) b) c) e d) dell'Art. 2 (per esempio coloro che alla data del 4 Dicembre son "titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore" e cioè proprio gli esodati che secondo l'articolo dovrebbero presentare istanza); mentre son tenuti coloro che rientrano nei punti e) f) g) e h) del citato Articolo.
      Ringrazio Fabrizio per la sua precisazione. Appena ci sarà la pubblicazione in gazzetta ufficiale, immediatamente sarà elaborato un articolo dettagliato co tutti i punti e anche per completezza di informazione il link dove reperire il testo così che tutti possano prenderne visione. Saluti
  • # 8
    se chiamiamo gli esodati quelli che anno fatto il cambio con i figli vuol dire che non avete capito un bel niente(politici tecnici e non) dobbiamo risolvere i problemi a quelli che anno perso il posto di lavoro (cassi integrati a zero ore. mobilità da 59 anni di età a salire, e aumentare le pensioni basse.grazie e arrivederci
  • # 9
    sono nato nel 1958 o 39anni di contributi o ancora 3anni di mobilità la mia azienda a chiuso nel 2010 rientro nel sistema vecchio grazie
  • # 10
    L'art. 2 lettera g) recita " lavoratori di cui all'articolo 6, comma 2-ter del decreto legge 29 dicembre 2011 n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012 n. 14: risoluzione del rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410,411 e 412 del Codice di procedura civile senza successiva rioccupazione in qualsiasi altra attività lavorativa; " Ma chi come mè ha cessato a maggio del 2010 non avendo diritto a trattamenti a carico dello stato tipo cassa integrazione o simile come avrebbero potuto campare? Forse cercandosi un lavoro in nero? Be in questo caso avrei diritto ad andare in pensione. Avendo invece trovato un lavoro alternativo non dipendente ma comunque che comporta il pagamento di Contributi e Tasse allora no non ho diritto ad andare in pensione . Nonostante che ho maturerò quota 96 ad agosto 2012 essendo del 1952
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