Venerdì 31 Ottobre 2014 , Ore 16:04
 
 

Chiusura partita iva inattiva: novità su costi e sanzioni

Il decreto legge 98 2011 dà 90 giorni di tempo per chiudere la partita iva inattiva con applicazione di una sanzione ridotta

Cancellazione partita iva inattiva

Con il decreto legge  98 2011 che ben presto entrerà in vigore oltre che sugli aspetti del processo tributario si è tentato anche di dare un’ ordine alle numerose partite iva aperte ma non utilizzate.

Chiudere partita Iva costi

Recentemente infatti è  stato introdotta (dall’ articolo 23, comma 23 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 ) la possibilità per chi avesse dovuto chiudere la partita iva e non lo ha fatto, la possibilità di chiudere entro 90 giorni dall’ entrata in vigore del decreto 98/2011 ( 6 luglio) mediante pagamento della sanzione prevista dall’ art. 5 del decreto legislativo 471/1997 ridotta ad un quarto ( 129 euro). Tale norma di favore potrà essere applicata a condizione che non sia stato notificato al contribuente un atto con il quale veniva contestata la mancata chiusura della partita iva.

Chiusura d’ufficio partita iva

Inoltre il comma 22 dell’ art 23 del decreto legge 98/2011 prevede una chiusura d’ ufficio per le partite iva che sono inattive da oltre tre anni.

Partita iva inattiva chiusura – Pertanto vi sarà una revoca da parte dell’ ufficio delle entrate preposto qualora per tre anni consecutive non sia stata esercitata attività d’ impresa o esercizio di arti e professioni. Inoltre qualora il contribuente sia obbligato alla presentazione della dichiarazione annuale, e non si effettui tale adempimento , la partita iva verrà considerata inattiva e quindi da chiudere. Naturalmente sarà comunque possibile effettuare ricorso alla chiusura d’ ufficio presso la competente commissione tributaria, nel caso il contribuente abbia solo “dimenticato” di inviare la dichiarazione annuale Iva. Peraltro sono in molti che pur avendo partite iva attive e svolgendo attività non presentano la dichiarazione annuale iva ( ma anche irap). Se successivamente viene presentata la dichiarazione per annualità successive e vengono inseriti dei crediti , il sistema non riconosce tali crediti ( in quanto sarebbero dovuti essere segnalati all’ interno di dichiarazioni precedenti) ed in automatico parte un avviso ai sensi dell’ art. 36 bis del DPR 600/73, il quale reclama i crediti che si sono inseriti in dichiarazione ma sconosciuti al fisco. Niente paura , è possibile comunque consegnare, anche con anni di ritardo, la dichiarazione relativa all’ anno di imposta mancante. Il sistema annullerà tutte le procedure di errore. Naturalmente l’ amministrazione finanziaria si riserva comunque di effettuare controlli scrupolosi in modo da appurare se il credito sia realmente esistente o no.

Partita iva inattiva

Risoluzione agenzia entrate 73e – In tema di chiusure di partite iva la recentissima risoluzione dell’ agenzia delle entrate dell’ 11 luglio, la numero 72/E,  istituisce sin da subito il codice tributo che è necessario indicare all’ interno del’ F24 per pagare in modo spontaneo l’ importo di 129 euro che è stato stabilito, al fine di chiudere definitivamente la propria posizione Iva.

Dichiarazione cessazione attività – Il codice stabilito per tale pagamento è il numero 8110 e riguarda la “Sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione attività di cui all’articolo 35, comma 3, del Dpr 633/1972 – sanatoria di cui all’articolo 23, comma 23, decreto legge 98/2011”. L’ ultimo giorno utile per effettuare il pagamento è il 4 ottobre 2011, ed all’ interno dell’ f24 oltre al codice tributo ed all’ importo da pagare occorrerà inserire altri dati , quali:

  • Il codice fiscale del soggetto e tutti i dati anagrafici;
  • All’ interno ella sezione “erario ed altro” occorrerà inserire il valore “R” nel campo tipo;
  • Per quanto riguarda elementi identificativi è necessario inserire la partita iva che verrà chiusa definitivamente;
  • Nel campo anno di riferimento inserire l’ anno in cui verrà chiusa la partita iva.

Il provvedimento per chiusure partite iva d’ ufficio e quello inerente la possibilità di sanare la situazione in maniera agevolata mira a sfoltire le oltre sette milioni posizioni iva presenti visto che almeno un milione potrebbero essere considerate inattive e pertanto da chiudere.

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