Martedì 21 Ottobre 2014 , Ore 13:31
 
 

Bonus mobili, tutto quello che c’è da sapere per avere diritto alla detrazione

Chi ristruttura casa può detrarre il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di mobili: ma le condizioni da rispettare sono diverse e per una distrazione si rischia di perdere il beneficio

La proroga della detrazione Irpef del 50% per le ristrutturazioni casa fino al 31 dicembre 2013 e la previsione del bonus mobili per l’acquisto di nuovi arredi sono le maggiori novità del decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013. Entro il 4 agosto il decreto sarà convertito in legge ma nel frattempo molti sono i dubbi dei contribuenti che intendono comprare nuovi mobili e beneficiare del bonus al 50%.

La prima cosa da chiarire è che la detrazione riguarda mobili comprati in concomitanza di una ristrutturazione: il decreto parla chiaramente di interventi di manutenzione straordinaria quindi non da diritto al bonus l’acquisto di mobili per un appartamento nel quale siano stati svolti solamente lavori di ordinaria manutenzione, ad esempio la levigatura di un pavimento. Tuttavia nel caso in cui vengano ristrutturati solo alcuni vani della casa si possono verosimilmente portare in detrazione anche complementi d’arredo collocati in altre stanze. L’acquirente dei mobili, come risultante da bonifico, deve essere lo stesso che sostiene la spesa per la ristrutturazione.

 

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Bonus mobili: quanto si può detrarre

Il bonus mobili ha comunque sempre un tetto massimo di spesa di 10 mila euro ( da considerarsi in aggiunta al massimale di 96.000 per la ristrutturazione): la detrazione massima riconosciuta quindi è il corrispettivo del 50% della spesa, ovvero 5 mila euro (distribuite in rate di 500 euro per 10 anni). Se il ristrutturante è proprietario di più appartamenti e li ristruttura entrambi, ha diritto al bonus mobili per tutte le proprietà ristrutturate.

 

Bonus mobili, cosa vi rientra e cosa no

Secondo l’opinione dominante si estende anche a tavoli, divani e sedie e non solo a soluzioni “fisse” quali cucine, armadi a muro o simili. Tuttavia in merito a questo ultimo dubbio si attendono a breve delucidazioni del Ministero soprattutto in merito a complementi minori come lampade, tende ma anche elettrodomestici da incasso e porte da interno (a meno che queste non siano blindate). Rientrano nella normativa anche i mobili su misura. Sono esclusi invece dal bonus mobili accessori tecnologici.

 

Bonus mobili, le spese detraibili: data e modalità di pagamento

Sono detraibili tutte le spese sostenute e documentate dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2013, indipendentemente dalla data di inizio e fine lavori e quindi anche se i lavori di ristrutturazione sono terminati. Secondo l’opinione dominante, e in attesa di chiarimenti da parte del governo, vige il “criterio di cassa” quindi fa fede la data di pagamento e non quella di acquisto. E’ fondamentale che il pagamento avvenga tramite bonifico. In caso di credito al consumo si consiglia di richiedere un “Bonifico parlante“, cioè un bonifico postale o bancario che indichi il codice fiscale del soggetto che paga, il CF o la partita Iva del beneficiario, e la causale del versamento.
Nonostante la previsione del bonus, l’Iva sui mobili acquistati resta invariata (21% con possibile aumento al 22%).

 

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