Venerdì 22 Agosto 2014 , Ore 23:35
 
 

Associazioni no profit: linea dura dell’Agenzia delle Entrate

La lente del fisco si rivolge verso le associazioni onlus, le associazioni sportive dilettantistiche e quelle senza scopo di lucro. Obiettivo stanare chi abusa dei vantaggi fiscali che la legge riconosce a questa tipologia di associazioni

La lotta all’evasione continua  ad essere particolarmente serrata e non vengono risparmiati neanche i settori  più delicati, come quello delle associazioni no profit.  Ed i risultati si vendono, visto che le fiamme gialle nei loro recenti controlli sono riusciti a stanare associazioni che apparentemente raccoglievano denaro per poveri bisognosi ma che poi inviavano il ricavato ad altre associazioni con sede legale negli Stati Uniti,  organizzazioni non profit che raccoglievano abiti usati per poi rivenderli in diversi mercatini italiani ed altro ancora.

Naturalmente tutti concordi nel potenziare i controlli da parte della guardia di finanza e dell’agenzia delle entrate in tale ambito, e per bocca del direttore dell’agenzia, Attilio Befera, arriva un’ impegno a proseguire sulla strada dei controlli visto che ora più che in passato le truffe in quest’ambito risultano particolarmente odiose.

Anche nel settore del no profit l’agenzia delle entrate ha affinato le armi, visto che insieme ai dati desunti dalle scritture contabili e dalla camera di commercio anche le comunicazioni fatte al database Eas  forniscono ulteriori elementi ai fini fiscali e non. Pertanto anche quest’anno, come nel 2011, l’agenzia si prepara ad inserire gli enti no profit all’interno del piano dei controlli. Nel 2011 le verifiche  sono state concentrate verso le associazioni iscritte nei registri regionali o provinciali, cooperative, associazioni che operano in campo agricolo, agriturismi.

 

STATUTO ASSOCIAZIONE ONLUS: CONTROLLI SERRATI A CACCIA DI CHI FA IL FURBO

In prima battuta i controlli si concentrano sul contenuto degli statuti, visto che solo statuti redatti in un particolare modo consentono all’associazione di iscriversi all’anagrafe delle Onlus e quindi di fruire dei benefici tributari. Inoltre ulteriori controlli vengono effettuati per stabilire quale sia l’attività principale dell’associazione, e se i ricavi per attività commerciali superano quelli relativa all’attività sociale. Inoltre sono frequenti anche gli scambi di dati con altre amministrazioni, come l’agenzia per il terzo settore. L’esperienza pregressa ha permesso di individuare diversi tipi di fattispecie di pratiche evasive. Come le associazioni create con il solo fine di organizzare eventi e spettacoli o gli enti che, a dispetto della democraticità prevista, accentrano in poche mani la gestione del circolo.

 

PALESTRE: SOCI O CLIENTI?

Per le palestre che formalmente sono delle associazioni senza scopo di lucro, la violazione più ricorrente è rappresentata dal fatto che l’associato viene trasformato in un vero e proprio cliente, che paga quote differenti in base alle attività che svolge. Per quanto riguarda invece il capitolo delle associazioni sportive dilettantistiche, particolarmente numerose in Italia, si registrano una concentrazione della gestione in poche mani, a dispetto della paventata economicità, e la creazione di schermi associativi che permettono di iscrivere i ricavi all’associazione ed i costi alla società ( ad esempio un contratto di ramo d’azienda fittizio che permette all’associazione di introitare i ricavi e fruire di una tassazione molto agevolata).

 

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