Giovedì 23 Ottobre 2014 , Ore 13:04
 
 

Aspi: in vigore dal 2013 la nuova indennità di disoccupazione

In vigore dal prossimo anno la nuova indenità di disoccupazione che si affiancherà alla cassa integrazione, senza sostituirla

Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego, nata con la riforma del lavoro del ministro Fornero entrerà in vigore dal 2013, ma sarà pienamente operativa solo dal 2017. Alcune considerazioni in merito alla nuova indennità di disoccupazioni sono d’obbligo.

Aspi: chi può goderne

A godere dell’Aspi che sostituirà in pieno l’indennità di disoccupazione saranno per lo più lavoratori che avranno perduto il  lavoro per disoccupazione involontaria. Tra questi lavoratori sono ricompresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperative. Ma non solo. A godere dell’Aspi possono essere anche  i lavoratori in caso di conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro, originata da un licenziamento per motivi oggettivi, la cd. risoluzione consensuale. Non si esclude nemmeno che possano fruire dell’Aspi anche i dimissionari per  giusta causa.

Non verrà sostituita la cassa integrazione

Per avere la nuova indennità di disoccupazione bisognerà in ogni caso che  il rapporto di lavoro sia definitivamente risolto.  La nuova indennità di disoccupazione però non sostituirà né la cassa integrazione ordinaria, né quella straordinaria, dove il presupposto non è la risoluzione del rapporto di lavoro, come per l’Aspi, bensì la sospensione dall’attività lavorativa per  ragioni di mercato  o motivi aziendali.

Aspi: i requisiti

Per ottenere la nuova indennità di disoccupazione, introdotta dalla riforma del lavoro 2012,  occorre avere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nei due anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione. L’Aspi viene calcolata sulla retribuzione media mensile degli ultimi due anni utile ai fini contributivi.  Proprio la retribuzione media settimanale si ottiene dividendo la retribuzione totale per il numero di settimane contributive maturate nel biennio, corrispondenti in genere al numero di settimane di prestazione lavorativa. Moltiplicando questo importo settimanale per 4,33, ossia per il numero medio di settimane in un mese (52/12),si ottiene la retribuzione media mensile, su cui si basa il calcolo dell’Aspi.

Calcolo Aspi

Fatti questi calcoli, se la retribuzione mensile non supera l’importo annualmente rivalutabile di 1.180 euro, l’Aspi è pari al 75% della retribuzione. Se invece la retribuzione base supera 1.180 euro, allora la nuova indenintà di disoccupazione sarà data dalla somma della stessa su 1.180 e del 25% di quanto eccede 1.180. In ogni caso, l’Aspi non può superare l’importo della indennità straordinaria di cassa integrazione, che per il 2012 è di 1.119,32 euro, importo anche questo rivalutabile. Questo trattamento iniziale della nuova indennità, secondo quanto disposto dall’articolo 2, comma 7 della legge di riforma del lavoro è soggetto a riduzione  del 15% dopo sei mesi e di un ulteriore 15% dopo ancora sei mesi.

 

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