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14 giugno 2012, ore 16:14  |  Lavoro e Contratti Pensioni e Contributi

Apprendistato 2012: sgravi contributivi solo sulla carta

La legge di stabilità 2012 ha previsto per l'assunzione di apprendisti dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 uno sgravio contributivo, per i primi 3 anni, del 100% ma in realtà l'agevolazione nei fatti non è partita

Dal 1° gennaio 2012 l’assunzione di apprendisti comporta uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni. Una novità introdotta dalla legge di stabilità 2012, ma che ancora oggi non è partita.

 

La crisi non lascia tregua e il Governo ha tentato di imboccare la via della ripresa intervenendo sul mercato del lavoro, modificando in modo particolare le forme contrattuali già esistenti. Prima ancora del Governo tecnico però, è stato il Governo Berlusconi ad intervenire sulla modifica del contratto di apprendistato.

 

Contratto di apprendistato: finalità

Il contratto di apprendistato, si ricorda, è rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni e consente di acquisire una qualifica professionale. Regola un rapporto di lavoro nel quale l’azienda si impegna ad addestrare l’apprendista, attraverso fasi di insegnamento pratico e tecnico-professionale. Il nuovo contratto di apprendistato, diversamente da quanto avveniva prima, ha l’obiettivo di formare i giovani, non per la singola attività lavorativa ma per il mercato del lavoro. Il datore di lavoro, quindi, oltre a versare un corrispettivo per l’attività svolta deve garantire all’apprendista una formazione professionale. ( Sulle novità del contratto di apprendistato nella riforma del lavoro Fornero si veda: Riforma del lavoro, partite Iva e contratti a progetto: da precari a disoccupati?)

 

Contratto di apprendistato: sgravio contributivo per i primi 3 anni

La legge di stabilità 2012, la n. 183/11 infatti ha previsto che al fine di promuovere l’occupazione giovanile, a decorrere dal 1º gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016, è riconosciuto ai datori di lavoro uno sgravio contributivo del 100 per cento, sempre che occupino alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o  inferiore a nove. Uno sgravio contributivo riconosciuto solo per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. In sostanza per  i datori di lavoro che assumono tramite il contratto di apprendistato dal 1° gennaio di quest’anno fino al 31 dicembre 2012, si riconosce uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni, che diventerà del 10% dal quarto anno contrattuale in poi, sempre per aziende con 9 addetti.

 

Operatività dal 1° gennaio 2012…

Nella legge di stabilità 2012 nessun rinvio è stato fatto a decreti o provvedimenti governativi per rendere definitiva la novità e come tale questa è partita dal 1° gennaio scorso. Ma in verità solo sulla carta.  Dal punto di vista tecnico, nel documento riguardante il flusso Uniemens relativo all’Inps, versione 1.2.5. del 25 gennaio 2012 è presente il codice tipo contribuzione J6, intitolato “Apprendista per cui spetta lo sgravio del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro (art. 22, comma 1, legge n. 183/11 – primo anno di sgravio (Circolare in corso di emanazione)”. Quindi anche tecnicamente qualcosa si è mosso, ma non è stato abbastanza.

 

… ma solo sulla carta

L’unica giustificazione ad oggi paventata in via ufficiosa sulla mancata attuazione della novità prevista dalla legge di stabilità 2012 è che la norma, così come concepita nella stessa leggen. 183/11, possa configurarsi come aiuto di Stato e come tale  sarebbe necessario un parere all’Unione europea. Ma perché lo sgravio contributivo previsto per l’assunzione di apprendisti può essere concepito come un aiuto di Stato? Fondamentalmente perché la norma della legge di stabilità in questione trasferisce i fondi statali e  ciò si traduce in un incentivo economico per l’azienda che ne usufruisce, in maniera selettiva che ha incidenza sugli scambi fra i paesi facenti parte dell’Unione europea. Non resta che attendere notizie ufficiali per sapere se dalla carta si passerà ai fatti.

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