20 luglio 2012, ore 18:43 | Borsa Milano
Venerdì nero a Milano e Madrid: la fine dell’Euro all’orizzonte?Rendimenti dei titoli spagnoli alle stelle, trema Madrid ma oramai è evidente che la posta in gioco è la sopravvivenza dell'Euro. A Piazza Affari i bancari finiscono nel tritacarneQuella che si è appena conclusa è stata una giornata di passione per la Borsa di Milano e per tutte le altre borse europee. Una giornata che apre scenari inquietanti sul destino dell’Euro. I dati di chiusura, del resto, parlano abbastanza chiaramente. L’Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 4,38% mentre l’indice spagnolo ha perso ben il 5,8%. Decisamente più contenute invece le perdite delle altre borse europee con il Cac parigino a -1,93% e il Dax tedesco a -1,6%. Il primo dato da cui partire per provare a capire cosa sia avvenuto in questo venerdì nero di Italia e Spagna è proprio questo: i mercati traballano soprattutto nei due paesi che da mesi sono indicati come le prossime vittime della crisi del debito. La tensione sui mercati italiani e spagnoli è il riflesso dello shock che oggi ha colpito i titoli di stato di questi due paesi. Anche in questo dominio i numeri parlano abbastanza chiaramente: lo spread Btp Bund è salito a 498 punti toccando il muro dei 500, con un rendimento del decennale al 6,15% e lo spread Bonos Bund è addirittura arrivato a 598 punti base (rendimento del bonos decennale al 7,15%), un vero e proprio record storico.
Tutto questo è avvenuto mentre l’Eurogruppo si riuniva virtualmente per dare il suo via libera al piano di aiuti alle banche spagnole. (Eurogruppo: via libera agli aiuti alla Spagna fino a 100 mld di euro). Una notizia che appena due mesi fa avrebbe provocato una certa euforia sui mercati ma che oggi invece è passata completamente inosservata. Vero è che la ratifica degli aiuti alle banche iberiche era considerata superscontata, ma comunque questo differente approccio dei mercati dinanzi a notizie come queste deve far riflettere. L’indifferenza dei mercati a questo “cerotto” potrebbe essere infatti la dimostrazione che oramai nessuno crede più ai provvedimenti europei. In fondo in un anno l’Europa è stata capace di parlare tantissimo, dividersi su tutto e adottare decisioni quando oramai era troppo tardi.
Fine dell’Euro?La perdita di fiducia verso la capacità di reagire del Vecchio Continente significa, in termini pratici, la perdita di fiducia verso l’Euro e quindi la crescita dei timori sulla capacità dell’Euro di poter resistere. Giustamente ha fatto notare Davide Biocchi in una intervista al Sole 24 Ore che il caos di oggi sui mercati non è più (solo) una questione di spread o di blocco da parte della Bce dei bond greci come collaterale (La Bce non accetta più bond della Grecia come collaterale) ma di ben altro. Secondo Biocchi infatti gli investitori esteri credono sempre di meno nel futuro dell’Euro. I numeri parlano abbastanza chiaramente: in 30 giorni l’Euro ha perso il 3,4% sulla sterlina, il 5,8% sul dollaro australiano, il 4% sul dollaro Usa e il 4,6% sul dollaro canadese. Segnali inequivocabili che indicano che la fiducia verso il progetto Euro da parte degli investitori esteri sta cadendo. Una situazione complessa che richiederebbe un intervento deciso da parte dell’Europa e non certo road map delle calende greche. Ma questo intervento non può venire da una entità, appunto l’Europa, che non è mai esistita.
Il calvario dell’Euro nelle strade di MadridLe immagini provenienti da Madrid fanno i brividi non solo per la gravità degli scontri ma anche perchè sono la conferma di chi, completamente inascoltato, appena un anno fa affermava che dopo Atene sarebbe stato il turno di Madrid. Gli spagnoli sono in piazza da due giorni per protestare contro le misure di austerità del governo spagnolo, tra le quali l’incremento dell’Iva e il blocco delle tredicesime (La Spagna rischia il default, rabbia a Madrid). Non ci vuole la sfera di cristallo per capire chetali provvedimenti finiranno con il massacrare ancora di più un’economia che ha un tasso di disoccupazione giovanile alle stelle. Eppure nonostante questo il governo del partito popolare va avanti (la prossima tappa come ha affermato il nostro blog di Geopolitica saranno le privatizzazioni selvagge: Spagna sull’orlo del baratro) ricorrendo al solito atteggiamento degli aut aut (“non ci sono soldi nella casse quindi l’austerità è indispensabile” ha lasciato intendere ieri il ministro del Bilancio). Brucia Madrid quindi e con la capitale spagnola iniziano bruciare anche le speranze per la tenuta di una moneta troppo debole, senza retroterra politico e senza coscienza comune per resistere alla tenaglia cino-americana.
Chiusura Borsa Milano: a picco i bancariIl crollo della Borsa di Milano è stato causato dalla forte pesantezza dei titoli del comparto bancario. Unicredit ha perso il 7,24%, Intesa Sanpaolo il 6,53%, Monte dei Paschi l’8,55%, Mediobanca il 7,18%. Il peggior bancario in assoluto è stato Bper che ha lasciato sul terreno oltre 10 punti. Malissimo anche gli assicurativi con Generali che ha chiuso a -8,82%. I rossi intensi hanno dominato anche tra i titoli del comparto industriale con Fiat in calo del 4%, Pirelli a -4,48% e Finmeccanica a -4,06%. Nel tritacarne anche Telecom Italia (Telecom Italia beffata dal Brasile. Cosa c’è dietro lo stop di Tim Brasil) e Mediaset che è arrivata a perdere il 4,93%. Acquisti si sono invece visti su Fondiaria Sai e su Unipol alle prese con l’aumento di capitale (Fondiaria Sai, vince Unipol e la fusione si avvicina).
ARGOMENTI TRATTATI:
Chiusura Borsa Milano , fine dell'euro
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