|Finanza
07 agosto 2012, ore 10:15  |   Fonsai

Unipol – FonSai, possibile rinvio aste inoptati

RInviate probabilmente alla fine del mese, per non farle coincidere con la festività del ferragosto, le aste per i titoli inoptati Fonsai.

 Continua a tenere banco la vicenda dell’integrazione tra le compagnie assicurative Unipol e Fondiaria Sai. Le ultime indiscrezioni vorrebbero che le aste per la vendita dei titoli rimasti inoptati, cioè non venduti in fase di aumento di capitale, potrebbero essere rinviate.
 

Flop aste inoptati

Si sarebbero dovute tenere a partire da domani e fino al martedì di ferragosto, per complessive cinque sedute. Tuttavia, pare che lo slittamento possa essere di almeno un giorno. In quel caso, le sedute dovrebbero fare i conti con un calendario festivo, visto che le aste dovrebbero essere sospese per il mercoledì di ferragosto. Ecco, quindi, che l’ipotesi che si fa largo sarebbe di rinviare il tutto alla fine del mese, quando i mercati saranno più liquidi, per via del progressivo ritorno degli investitori dalle vacanze.
La tempistica non è l’aspetto determinante della vicenda. Bologna teme un nuovo flop, visto che in fase di ricapitalizzazione, su 2,2 miliardi di aumenti non sono state vendute azioni per un controvalore complessivo di 807 milioni di euro, pari esattamente al 40%. Una percentuale di gran lunga superiore alle previsioni, anche se l’ad Unicredit, Federico Ghizzoni, ha affermato che il dato sarebbe giustificato dal rischio-Paese, che tiene i mercati ben lontani dall’investire a Piazza Affari.
 

Inoptati titoli Fonsai per il 31,7%

In particolare, risultano inoptati titoli per il 31,7% delle azioni ordinarie FonSai, per un controvalore di 291 milioni; il 77,8% delle risparmio di categoria B di FonSai, per un controvalore di 141 milioni; il 27,13% delle ordinarie Unipol, per un controvalore di 229 milioni e il 56,9% delle privilegiate Unipol, per un controvalore di 146 milioni.
Gli analisti temono parte dei titoli possano rimanere invenduti anche successivamente alle aste, anche perché Mediobanca e Unicredit, registe dell’operazione, potrebbero essere indotte a cedere sul mercato i titoli in loro possesso, visto che altrimenti si ritroverebbero a detenere rispettivamente il 2,2% e il 4,1% del gruppo post-fusione.
 

Collocazione fuori mercato inoptati Fonsai

I vertici delle due compagnie non disperano e ritengono di potere collocare ancora fuori mercato buona parte dell’inoptato, magari ricorrendo all’appoggio del private banker Raffaele Mincione, che già in passato ha acquistato parte delle azioni non vendute di Bpm, in accordo con Andrea Bonomi e la stessa Piazzetta Cuccia.
I rischi non mancano, però, visto che alla crisi di fiducia sull’Italia si somma anche la sfiducia verso il nuovo corso di Unipol-FonSai, con le compagnie ancora soggette alle indagini di Consob e della Procura di Milano, che indagano per varie ipotesi di reato.
Intanto, domani l’ad Unipol, Carlo Cimbri, incontrerà i vertici della compagnia controllata, al fine di mostrare loro un calendario a tappe da qui alle prossime settimane, finalizzato al completamento della fusione. Si apprende che il manager chiederà che l’assemblea Premafin sia anticipata, in modo da eleggere prima il cda della finanziaria e poi passare all’assemblea FonSai, ottenendo un risultato più lineare e trasparente. Anche perché la compagnia milanese dovrà esprimersi in assemblea sui diritti di manleva degli amministratori, che Consob vuole siano eliminati, in cambio dell’esenzione dall’Opa obbligatoria per Bologna sulle azioni di minoranza in FonSai.
Nella vicenda s’inserisce anche il caso di Vincent Bolloré, prima azionista al 5% di Premafin, sceso all’1%, in seguito all’aumento riservato di capitale in favore di Unipol. L’uomo ha dichiarato di avere sempre agito in accordo con la Consob, comunicando prontamente il superamento del 2% e di non avere mai utilizzato derivati o altri strumenti speculativi. La precisazione arriva dopo che l’authority ha inviato alla Procura milanese un fascicolo sull’inchiesta riguardo alla presunta manipolazione del titolo.
Ennesimo capitolo giudiziario, che grava negativamente sul mood degli investitori verso il nuovo gruppo assicurativo.
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2 Commenti

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  • # 1
    Appartengo al gruppo dei piccoli azionisti Unipol truffati dall'aumento di capitale. Voglio commentare le affermazioni di Ghizzoni, circa il 40% di inoptato. Lui dice 'il dato sarebbe giustificato dal rischio-Paese, che tiene i mercati ben lontani dall’investire a Piazza Affari'. Chiamalo rischio-Paese, io direi rischio di mettere altri soldi in una borsetta dove operano indisturbati una serie di scippatori delinquenti che si fregiano del titolo di Alti finanzieri del salotto buono. Invito tutti i piccoli azionisti truffati a non mettere più un centesimo su Unipol e ad aderire ai gruppi su Facebook che si stanno muovendo per le azioni legali, atte a recuperare i risparmi fatti evaporare ad arte dall'adc.
    • # 2
      Originariamente inviato da Roberto46
      Appartengo al gruppo dei piccoli azionisti Unipol truffati dall'aumento di capitale. Voglio commentare le affermazioni di Ghizzoni, circa il 40% di inoptato. Lui dice 'il dato sarebbe giustificato dal rischio-Paese, che tiene i mercati ben lontani dall’investire a Piazza Affari'. Chiamalo rischio-Paese, io direi rischio di mettere altri soldi in una borsetta dove operano indisturbati una serie di scippatori delinquenti che si fregiano del titolo di Alti finanzieri del salotto buono. Invito tutti i piccoli azionisti truffati a non mettere più un centesimo su Unipol e ad aderire ai gruppi su Facebook che si stanno muovendo per le azioni legali, atte a recuperare i risparmi fatti evaporare ad arte dall'adc.
      Condivido quanto afferma Roberto46. http://www.facebook.com/groups/251617858275169/permalink/260257967411158/

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