Il governo tecnico chiama altri tecnici: Bondi, commissario straordinario alla revisione delle spese, dovrà, entro 15 giorni, senza toccare gli stipendi di parlamentari e le spese del Quirinale, presentare un programma dei tagli della spesa pubblica alla Presidenza del Consiglio.
Spending Review e suo obiettivo
Bondi, già commissario straordinario alla revisione delle spese in Parmalat, avrà ”il potere di definire, per voce di costo, il livello di spesa per acquisti di beni e servizi da parte delle amministrazioni pubbliche” e di “chiedere informazioni e documenti alle singole amministrazioni, nonché di disporre che vengano svolte ispezioni a cura del l’Ispettorato per la funzione pubblica e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato”.
L’obiettivo di questa spending review è di dare un taglio netto alla spesa della pubblica amministrazione di 4,2 miliardi di euro tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2012; ma sul sito del governo si informa che questa riduzione “non sarà lineare ma selettiva, e sarà realizzata potenziando la linea di risparmio seguita dal governo nei primi mesi di attività: ad esempio i risparmi, per oltre 20 milioni di euro, prodotti dalla Presidenza del Consiglio grazie alla diminuzione delle consulenze e ai tagli all’organico, la riduzione degli stipendi dei manager pubblici, i tagli sui voli di Stato e sulle auto blu, la soppressione di enti, o la riforma delle Province”.
La revisione delle spese è stata annunciata dal Presidente del Consiglio Mario Monti lo scorso lunedì e servirà a raggiungere gli obiettivi per la finanza pubblica che sono stati concordati con l’Unione Europea e “una più efficiente erogazione dei servizi; l’eliminazione degli sprechi, la definizione delle linee di attività ritenute prioritarie nell’attuale congiuntura, la realizzazione di economie di bilancio”.
Il tutto, secondo Monti dovrebbe scongiurare l’aumento dell’Iva nell’ultimo trimestre del 2012, che, secondo la manovra correttiva, a partire da ottobre del corrente anno dovrebbe aumentare di 2 punti percentuali, passando dal 21% al 23%.
I tagli riguarderanno quelli che vengono definiti “gli sprechi” della pubblica amministrazione, autorità indipendenti comprese, ma con l’esclusione del Quirinale, del Parlamento e della Corte Costituzionale, che essendo organi costituzionali sono esenti per la loro peculiarità di godere di autonomia anche economica.
Quindi i tagli riguarderanno soltanto quella parte di pubblica amministrazione che fornisce servizi ai cittadini che, per forza di cose, non avendo più i fondi necessari, peggioreranno nettamente.
Bondi avrà piena autonomia nei tagli, esaminando le singole amministrazioni, anche attraverso ispezioni, in modo da definire già entro la fine di maggio le riduzioni di spesa da attuare.
Dove si taglierà?
Nel mirino di Bondi, a quanto pare, ci saranno l’affitto di immobili, le sedi distaccate dei ministeri, le spesi di rappresentanza e i convegni; anche gli immobili pubblici subiranno l’intervento di Bondi, e quelli eccedenti il bisogno reale, torneranno a disposizione del Demanio pubblico.
I ministeri nell’occhio del mirino sono in particolare quello della Giustizia, dell’Istruzione, dei Trasporti e dell’Interno.
La scuola pubblica, già disastrata, dovrà provvedere entro il 2014 a dimezzare le spese per gli affitti passivi e ridurre i dirigenti dei plessi scolastici.
La scure di Bondi si abbatterà anche su Prefetture periferiche, vigili del fuoco e polizia di stato.
Da quanto si evince da queste informazioni ad essere toccati sono i servizi essenziali del cittadino: la scuola, la palestra dell’uomo del domani, subirà ancora tagli, diventando sempre meno efficiente e dando un servizio sempre più scarso nell’educare i nostri figli.
Ma attenzione, le cose fondamentali come la scuola e le forze dell’ordine, i trasporti e la sicurezza possono subire tagli, mentre il Quirinale e il Parlamento no, nonostante la maggior parte degli sprechi dell’amministrazione pubblica provengano proprio da queste istituzioni costituzionalmente intoccabili nella loro parte economica.
Quanto costa il Quirinale?
Il personale complessivo del Quirinale ammonta a 2181, i cui stipendi ammontano a una spesa annua di 241 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 20 mila euro mensili dello stipendio del Presidente della Repubblica, più la pensione da parlamentare che percepisce insieme a quella da senatore…
Degli stipendi dei parlamentari abbiamo già parlato abbondantemente negli articoli Stipendi parlamentari: l’impossibile semplicità della Commissione Giovannini, Stipendi parlamentari: la Commissione Giovannini ha fallito, WANTED: le schede con foto dei 26 che fanno ricorso ai tagli stipendi parlamentari, Stipendi Parlamentari Italiani: i più alti in Europa.
C’era stato anche chi si era lamentato dei possibili tagli agli stipendi stratosferici che i signori della politica percepiscono, chi aveva parlato, come Alessandra Mussolini, di finire addirittura sul lastrico con una riduzione dello stipendio.
E proprio ad Alessandra Mussolini aveva risposto, col cuore in mano il nostro blogger Verdemoneta nell’articolo Stipendi parlamentari: Sig.ra Mussolini i proiettili per suicidarsi li offro io.
Non si potrebbero effettuare qui i tagli, sui costi di un unica persona e dei suoi (inutili?) dipendenti?
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E’ triste dirlo, ma è d’obbligo: perchè si è giunti a questo punto? Perchè al potere oggi governano sempre gli stessi? Perchè chi occupa quelle poltrone, abusa del potere, e deruba coloro i quali hanno conferito loro, tale potere? Insomma, diciamolo, siamo un popolo senza palle! Scriviamo, sbraitiamo, ma quando dobbiamo agire, che facciamo? Non è forse ora di prendere il coraggio per il bavero e afferrare la costituzione? Dobbiamo cambiarla! Anche con la forza. Ma non con rivoluzioni alla francese. Anche senza violenza si può ottenere! Ghandi docet.
Domanda L’italia è veramente una Repubblica democratica?
Io ho la sensazione che il parlamento si nasconda dietro la democrazia x fare ipropri interessi.
Gli statali vivono con 900,00 euro al mese (mutuo,tasse,carburante ,ecc. ) tutte spese fisse.
Il governo tecnico chiama altri tecnici x fare altri tagli sul pubblico impiego, tranne quirinale e parlamento (l’ultimo dei parlamentari guadagna circa 350000,00 euro all’anno).
Dove volete arrivare, noi non arriviamo più alla seconda settimana de mese.