Silvio e Paolo Berlusconi: processo unico per vicenda UnipolIl processo per la questione Unipol vedrà i due fratelli Berlusconi giudicati in un unico processo.
Un passo indietroLa storia della vicenda Unipol, riguarda un’intercettazione telefonica tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, resa pubblica da “Il Giornale”, sette anni fa, di cui era editore Paolo Berlusconi. L’intercettazione telefonica sarebbe stata fornita al fratello da Silvio Berlusconi, che avrebbe incontrato, insieme al fratello Paolo, ad Arcore i due imprenditori Roberto Raffaeli e Fabrizio Favata, i quali avrebbero fatto ascoltare la conversazione registrata su una pen drive. L’incontro sarebbe avvenuto alla vigilia di Natale e Silvio Berlusconi definì quella registrazione come un regalo di Natale a cui avrebbe assicurato eterna gratitudine, visto che si stavano avvicinando le elezioni politiche, tenute poi la successiva primavera. Silvio Berlusconi ha sempre negato di essere stato a conoscenza di quella intercettazione.
I processi BerlusconiPaolo Berlusconi vedrà il suo processo, che doveva riprendere il 22 marzo, a causa dello sciopero degli avvocati, a cui i suoi legali Piero Longo e Federico Ceccon, aderiranno, mentre Silvio Berlusconi era già stato rinviato a giudizio il 7 febbraio scorso (vedi Berlusconi rinviato a giudizio per il caso Unipol BNL). Paolo Berlusconi e stato chiamato a processo lo scorso giugno con le accuse di ricettazione, rivelazione del segreto d’ufficio e millantato credito. Ieri il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, ha stabilito che i due fratelli Berlusconi saranno giudicati per la vicenda Unipol in un unico processo. Silvio Berlusconi, invece, nel processo sarà giudicato per stabilire se diede o meno il via libera alla pubblicazione del testo integrale dell’intercettazione telefonica in questione, che ha sempre negato di aver ascoltato.
Il giudice Oscar MagiSempre ieri, il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, ha rifiutato la richiesta del giudice Oscar Magi di astenersi dal giudizio. Oscar Magi aveva avanzato la richiesta poichè tempo fa aveva giudicato il cronista che aveva scritto sul quotidiano di Berlusconi l’articolo contenente la famosa frase di Fassino “Abbiamo una banca?”.
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