|Finanza
02 luglio 2012, ore 17:19  |  Borsa Milano Intesa San Paolo

Sciopero Intesa Sanpaolo: scontro e polemiche sulle adesioni

La questione esodati è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Inedito picchetto dei bancari a Piazza San Carlo a Torino

Come era facilmente prevedibile lo sciopero di Intesa Sanpaolo, in programma oggi 2 luglio, ha costretto la stragrande maggioranza delle filiali della storica banca a chiudere i battenti. Le percentuali sull’adesione dei banchieri allo sciopero sono infatti bulgare. Secondo i sindacati di categoria oggi hanno incrociato le braccia oltre il 90% dei dipendenti Intesa Sanpaolo. Il dato sull’adesione, come sempre avviene in questi casi, è stato contestato dalla dirigenza che ha parlato di un dipendente su due a lavoro. Ad ogni modo l’impressione sul campo è che i lavoratori di Intesa Sanpaolo proprio non ci stiano a pagare sulla loro pelle (ossia sulle loro buste paga) il caos che si è venuto a creare sulle questione esodati.

 

Gli esodati Intesa Sanpaolo mandano in tilt i piani aziendali

Proprio la questione esodati è stata infatti alla bse dello sciopero di Intesa Sanpaolo. Il pasticcio del governo infatti ha costretto Intesa Sanapaolo a tornare sui suoi passi e a reintegrare quei 3000 esodati della banca che altrimenti sarebbero rimasti senza stipendio e s senza pensione. Il dietrofront di Intesa Sanpaolo, ricordiamolo compiuto unicamente per togliere da una situazione difficile gli esodati, ha di fatto vanificato gli sforzi che Intesa aveva compiuto per ridurre i costi. Il ricorso agli incentivi per il pensionamento infatti era stato individuato dalla banca come uno dei meccanismi per ridurre i costi. A questo punto, stretta tra la necessità di reintegrare i suoi ex dipendenti e l’obbligo di ridurre di 250 mln di euro i costi, la dirigenza ha pensato bene di procedere all’eliminazione di tutta una serie di befecit a favore dei bancari. E’ proprio su questa questione che si è venuto a creare uno scontro durissimo con le sigle sindacali. Le organizzazioni di categoria infatti, ferocemente contrarie a questa soluzione, hanno proposto il netto taglio delle consulenze esterno, vero e proprio flagello di enti pubblici, società e banche.

 

Le manifestazioni di oggi

Come avvenne nel caso di Monte dei Paschi, anche lo sciopero di Intesa Sanpaolo è diventato una sorta di evento. In fondo non capita tutti i giorni che i dipendenti di una banca debbano scendere in piazza a difesa di un posto di lavoro che, fino a poco tempo fa, era considerato sicurissimo. E così in piazza San Carlo, a Torino, si sono ritrovati i lavoratori iscritti a tutte le sigle sindacali da Dircredito, alla Fabi, dalla Fiba-Cisl alla Fisac-Cgil dal Sinfub all’Ugl credito e all’Uilca. Tra striscioni e bandiere è andata così in scena un’inedita protesta dei colletti bianchi, dimostrazione che la crisi economica colpisce ovunque. Durissimi le parole usate dai sindacalisti durante i loro interventi: “no alla riduzione dei costi scaraventata di nuovo sul personale, azzeranndo tutti gli accordi aziendali; no alla chiusura di mille filiali che sacrifica i dipendenti e nega il valore della riconquista del territorio; no all’annullamento dell’accordo del 29 luglio 2011, no al ricatto della banca“. I margini per trattare però sembrano davvero stretti.

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5 Commenti

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  • # 1
    l parola benefit è errata. Si pensi al ticket, che nella mia azienda del gruppo intesa sanpaolo, è di 5,29 euro. Avete mai visto i ticket dei ministeriali? perchè mangiano il doppio di un bancario ? Lui forse versa tasse per pagare il mio stipendio privato? Penso che i dipendenti di comuni, provincia, regione, Stato, enti pubblici, etc etc comincino a pensare seriamente a dare LORO un grande contributo....sarebbe ora. basterebbe guardare al rapporto presenze/malattia. Alla produttività pro-capite. tutto confrontato col grosso debito pubblico, che non sono certo io bancario dipendente privato a contribuire ad allargare, ma lui, il dipendente pubblico : si!
  • # 2
    dimenticavo. Si parla anche, se non riuscissero i vari tagli di LICENZIAMENTO
  • # 3
    1) MILLE FILIALI IN MENO (con relativi dipendenti) 2) Chiusura della fondo di solidarietà (cioè la cassa integrazione dei bancari) 3) Interventi pesanti su riduzione di orari non pagata, mobilità, ferie e straordinari. ed altre amenità del genere. Ovviamente i vari megadirigenti hanno avuto premi favolosi e gli azionisti anche. I dipendenti invece niente.
  • # 4
    Prima di fare commenti inutili prendi le dovute informazioni, e' assurdo sottoscrivere un accordo e poi annullarlo con conseguenze disastrose, qui non si parla di benefit ma di giocare sulla pelle dei lavoratori :mad: :mad:
  • # 5
    Tutti gli italiano stanno facendo dei sacrifici spaventosi. Che sarà mai rinunciare a dei benefit che tantissimi non sanno neppure cosa siano?

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