02 luglio 2012, ore 17:19 | Borsa Milano Intesa San Paolo
Sciopero Intesa Sanpaolo: scontro e polemiche sulle adesioniLa questione esodati è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Inedito picchetto dei bancari a Piazza San Carlo a Torino
Gli esodati Intesa Sanpaolo mandano in tilt i piani aziendaliProprio la questione esodati è stata infatti alla bse dello sciopero di Intesa Sanpaolo. Il pasticcio del governo infatti ha costretto Intesa Sanapaolo a tornare sui suoi passi e a reintegrare quei 3000 esodati della banca che altrimenti sarebbero rimasti senza stipendio e s senza pensione. Il dietrofront di Intesa Sanpaolo, ricordiamolo compiuto unicamente per togliere da una situazione difficile gli esodati, ha di fatto vanificato gli sforzi che Intesa aveva compiuto per ridurre i costi. Il ricorso agli incentivi per il pensionamento infatti era stato individuato dalla banca come uno dei meccanismi per ridurre i costi. A questo punto, stretta tra la necessità di reintegrare i suoi ex dipendenti e l’obbligo di ridurre di 250 mln di euro i costi, la dirigenza ha pensato bene di procedere all’eliminazione di tutta una serie di befecit a favore dei bancari. E’ proprio su questa questione che si è venuto a creare uno scontro durissimo con le sigle sindacali. Le organizzazioni di categoria infatti, ferocemente contrarie a questa soluzione, hanno proposto il netto taglio delle consulenze esterno, vero e proprio flagello di enti pubblici, società e banche.
Le manifestazioni di oggiCome avvenne nel caso di Monte dei Paschi, anche lo sciopero di Intesa Sanpaolo è diventato una sorta di evento. In fondo non capita tutti i giorni che i dipendenti di una banca debbano scendere in piazza a difesa di un posto di lavoro che, fino a poco tempo fa, era considerato sicurissimo. E così in piazza San Carlo, a Torino, si sono ritrovati i lavoratori iscritti a tutte le sigle sindacali da Dircredito, alla Fabi, dalla Fiba-Cisl alla Fisac-Cgil dal Sinfub all’Ugl credito e all’Uilca. Tra striscioni e bandiere è andata così in scena un’inedita protesta dei colletti bianchi, dimostrazione che la crisi economica colpisce ovunque. Durissimi le parole usate dai sindacalisti durante i loro interventi: “no alla riduzione dei costi scaraventata di nuovo sul personale, azzeranndo tutti gli accordi aziendali; no alla chiusura di mille filiali che sacrifica i dipendenti e nega il valore della riconquista del territorio; no all’annullamento dell’accordo del 29 luglio 2011, no al ricatto della banca“. I margini per trattare però sembrano davvero stretti.
ARGOMENTI TRATTATI:
esodati Intesa Sanpaolo , sciopero Intesa Sanpaolo , sciopero Intesa Sanpaolo 2 luglio
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