Finanza

Privatizzazione Acea: 5 maggio 2012 manifestazione di protesta a Roma

maggio 4, 2012
Autore: Patrizia Del Pidio
4 Commenti

Il 5 maggio alle ore 15.00 tutti in piazza a Roma sotto il Campidoglio per partecipare alla grande manifestazione contro Gianni Alemanno e la sua decisione di vendere (o svendere a secondo dei punti di vista) la percentuale di Acea del Comune di Roma.

L’acqua non si tocca“  -  “No alla svendita di Acea

Questa mattina si doveva discutere proprio della creazione della Holding per la vendita del 21% delle azioni Acea, ma non si è potuto procedere per mancanza del numero legale dei consiglieri Comunali.

 

A cosa servono i profitti della vendita delle quote?

La svendita dell’azienda pubblica di Roma porterebbe nelle casse del comune ben 200 milioni di euro che il sindaco Alemanno e la sua Giunta hanno già destinato, ancora prima di averli in tasca.

Infatti di questi 200 milioni di euro 150 milioni saranno destinati alla linea della metropolitana C e altri 50 milioni alla manutenzione della città.

Ma vendere le azioni dell’Acea in questo momento sarebbe davvero un suicidio economico visto che le azioni hanno toccato il minimo storico arrivando a 4,4 euro, perdendo circa 2/3 del loro valore di quattro anni fa.

Lorenzo Parlati di Legambiente dice “Conti alla mano,  è ancora più pazzesco proporre di vendere Acea in sostanza per pagare la metro C. Non solo Alemanno vuole fare carta straccia del referendum e dell’espressione chiara di milioni di cittadini, ma contrapporre l’acqua con un’opera fondamentale del trasporto pubblico, che tre quarti dei proventi dell’alienazione Acea andrebbero a finire là”

 

Tutti contrari

Inoltre alcuni rappresentati del Comitato Acqua Pubblica  sono entrati nella sala Giulio Cesare per protestare contro l’interruzione dei lavori, occupando per circa venti minuti la sala.

Quindi la vendita delle azioni Acea del Comune di Roma viene vista dai cittadini come assolutamente non necessaria e soprattutto politicamente inopportuna.

Il patrimonio comunale verrebbe impoverito e soprattutto si andrebbe a toccare un bene che è di tutti, necessario : l’acqua appunto.

Anche gli stessi elettori di destra di Alemanno non sono d’accordo con lui su questa decisione, che dalla sua stessa maggioranza viene criticata e che c’è chi ha definito un vero e proprio suicidio politico.

La scelta di Alemanno, oltre che impopolare, va nettamente contro i risultati del referendum dello scorso anno, durante il quale i cittadini avevano espresso in maniera chiara di non voler vedere privatizzato l’acqua che è considerato un bene primario nel quale non dovrebbero entrare soggetti privati, poichè non può essere fonte di profitto per il Comune di Roma.

 

Le conseguenze della vendita

La privatizzazione del servizio porterebbe inevitabilmente a sfavorire gli interessi della popolazione, come è successo a Latina dove la privatizzazione del servizio ha portato ad aumenti considerevoli delle tariffe.

Giuseppe Celli oggi ha affermato  ”L’acqua è, e deve rimanere, un bene pubblico da tutelare, difendere e preservare. Così come l’Acea non può essere considerata come una terra di conquista per chi mira a guadagnare a scapito della collettività. Invece che in ardite operazioni sulle quali lucreranno i soliti noti, si pensi a tagliare gli sprechi per reperire fondi da investire nell’azienda. In primis per la ristrutturazione della rete idrica, il cui stato di degrado comporta una perdita idrica media su base regionale pari al 37% del totale immesso”; con queste parole si è espresso il Capogruppo della Lista Civica Cittadini/e alla Regione Lazio.

Domani quindi saranno molte le associazioni, le realtà e le persone che aderiranno alla manifestazione di domani pomeriggio, preceduta da un corteo che partirà da Piazza Vittorio e si snoderà per le vie di Roma fino a giungere davanti al Campidoglio.

Lorenzo Parlati di Legambiente ha affermato che bisogna ricordare ad Alemanno, con le voci forti di tutti i romani e in tutti i modi possibili, i risultati del referendum e precisa “È grave che il Sindaco provi a raccontarci frottole, non ci sono leggi che obbligano a vendere un altro pezzo dell’acqua di ACEA, anzi farlo andrebbe contro la volontà dei cittadini e i referendum.  In conclusione  si unisce la richiesta della rimozione degli ostacoli formali e la concessione al corteo di raggiungere come richiesto la piazza del Campidoglio”.

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4 Commenti

  1. [...] cavallette sono ancora in azione, in parlamento, nella rai, nelle municipalizzate come l’acea ecc … Cercano di difendersi dalla disinfestazione, con l’ostruzionismo sulla legge [...]

  2. roberto de falco scrive:

    la manifestazione si e’ svolta . era piena di gente. la stampa ha detto poco o nulla. io c’ero e come sempre la cosa che trovo piu’ vergognosa e’ il silenzio dei mezzi di informazioe (forse dovrei dire di disinformazione) di massa. hanno dato spazio alla manifestazione della cannabis e occultato quella dell’acqua pubblica.
    per fortuna che esiste internet.

  3. lupettoblu scrive:

    avete voglia a fare kasino… i referendum so’ carta straccia… sono intoccabili sono se gli pare a LORO… ma se loro non vogliono SONO NULLI

  4. Adriano scrive:

    Se i sinistri, personcine sfilate mediocri rancorose invidiose negative per loro stessa natura dicono no o sono contrari , significa che invece e’ cosa buona e giusta . Il che vale per qualsivoglia argomento

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