|Finanza
24 luglio 2012, ore 19:26  |  Borsa Milano

Piazza Affari trema, appello di Passera all’Europa

Nuova seduta drammatica a Milano e Madrid. L'appello di Italia, Francia e Spagna all'Ue sullo scudo anti spread diventa un giallo. Nuovi guai per la Spagna con la ricca Catalogna praticamente senza soldi

Ancora una seduta da dimenticare per la Borsa di Milano che nonostante l’introduzione del blocco delle vendite allo scoperto e nonostante le attese per un rimbalzo tecnico, anche oggi ha vissuto ore drammatiche con l’Ftse Mib che è arrivato a perdere oltre 3 punti, prima di arginare e le perdite e chiudere con un comunque pesante -2,7% che pone la nostra borsa alle spalle della Piazza spagnola anche oggi trafitta dalle vendite. Milano e Madrid quindi si confermano come le porte più deboli di un’Europa che sembra priva di spunti e voglia di reagire. 

Il nuovo ribasso della Borsa di Milano è maturato lentamente nel corso della giornata e nonostante un avvio di contrattazioni moderatamente positivo. A trascinare giù i listini non è stata tanto la speculazione quanto quello che è il vero problema di Italia e Spagna ossia l’assenza di fiducia da parte degli investitori che anche oggi non hanno perso occasione per sbarazzarsi dei titoli di stato degli ultimi due PIIGS ancora in vita. Non a caso le tensioni sul fronte azionario sono state lo specchio di una giornata da brividi sul fronte obbligazionario con lo spread Btp Bund arrivato a 536 punti base e il rendimento del Btp decennale al 6,6%. Anche in questo caso a fare peggio dell’Italia è stata la Spagna con lo spread bonos bund praticamente fuori controllo. I timori del mercato sono quindi chiari: la Spagna, ben presto, non sarà più in grado di finanziare il suo debito e sarà quindi costretta a chiedere l’aiuto dell’Europa (La Spagna verso la richiesta di aiuti al fondo salva-Stati). Parallelamente anche l’Italia potrebbe essere trascinata in questo gioco al massacro con effetti facilmente immaginabili. 

 

Il giallo dell’appello di Italia, Francia e Spagna all’Europa

In questa situazione difficilissima quello che emerge è la grande assenza dell’Europa che dall’avvio del vertice di venerdì si è semplicemente limitata a diffondere i soliti comunicati stampa pieni di parole e privi di sostanza. Un’assenza di reazione che ha anche aperto un giallo. Nel primo pomeriggio infatti Madrid aveva comunicato che Italia, Spagna e Francia avevano chiesto all’Europa l’immediata applicazione delle regole sullo scudo anti spread, approvato a giugno e che da allora giace morto tra una dichiarazione pessimista della Finlandia e una mezza conferma da parte della Germania. L’annuncio di Madrid, pubblicato sul sito del governo iberico, è stato smentito da Parigi e Roma ed è poi scomparso dallo stesso sito istituzionale spagnolo. Una ulteriore nota di confusione che si va ad aggiungere ad un quadro di fondo in balia degli eventi. Ad ogni modo, nonostante questa retromarcia, l’appello di Passera all’Europa (“Un segnale lo deve dare l’Europa. Ed è ora che lo dia, sia per tranquillizare i mercati che per raffreddare lo spread“, è la prova che i nervi sono davvero tesi.  Sembra quindi chiaro che dopo la Spagna, proprio il nostro Paese possa essere la nuova vittima della crisi del debito.

 

Moody’s prosegue nel suo assedio all’Euro

Come dicevamo all’inizio, l’infinito crollo delle borse di Milano e Madrid è il risultato di una assenza totale di fiducia verso i due paesi periferici. Del resto quale fiducia può avere una Spagna alle prese con la crisi finanziaria delle Regioni che secondo alcuni analisti è destinata ad essere la vera spina nel fianco di Madrid? (Crisi Spagna: la Catalogna chiederà aiuto a Madrid). Quale fiducia può avere un paese che rischia allo stesso tempo un crack delle banche e un crack dei suoi enti locali? Prima che queste domande (retoriche) presentino il loro conto sarebbe necessario un intervento da parte dell’Europa.

Ma la domanda inevitabile è: l’Europa è in grado o ha la volontà di intervenire? Questa mattina Moody’s ha abbassato l’outlook sulla virtuosa Germania, mettendo in evidenza i rischi che la tripla A tedesca corre alla luce dell’impazzare della crisi nell’area Euro (Moody’s taglia l’outlook su Germania, Olanda e Lussemburgo). La Merkel è intanto sotto il fuoco delle critiche per l’assistenza ai paesi in difficoltà che molti tedeschi guardano con sempre maggiore ostilità anche perchè la situazione economica della Germania non è certamente rosea e priva di ombre. (Settore privato della Germania indebolito dalla crisi, Pmi in calo). Da più parti insomma si avvertono segnali di forti scricchiolii per la moneta unica.

 

Chiusura Borsa Milano: raffica di sospensioni nonostante il divieto di short selling

Il blocco delle vendite allo scoperto ha permesso a Piazza Affari di limitare i danni. Il quadro di fondo è comunque sconfortante. Una valanga di rossi si è presentata alle 17,30 su tutti gli indici. Tra i titoli peggiori segnaliamo A2A in calo del 7,22%, Intesa Sanpaolo in flessione del 4,51% e Mediobanca in calo del 7,67% (Mediobanca sospesa a Piazza Affari, titolo in forte calo). Malissimo anche tutti gli altri bancari con Popolare Emilia Romagna a -6,52%, Ubi Banca a -6,77% e Mediolanum -5%. In questo assedio di rossi spiccano ancora di più i pochi rossi di oggi con Pirelli a +5,66%, Saipem a +0,75% e Fiat Industrial +0,49%. 

 

 

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