28 maggio 2012, ore 15:56 | Settore bancario
Moody’s è contro l’Italia: critiche per l’arroganza dell’agenzia UsaMoody's mette becco anche dove non potrebbe: fino a questo punto si è oramai spinta l'arroganza di questi nuovi padreterni che puntano al ridimensionamento dell'EuropaAlla (esigua) stampa specialista italiana e a molti analisti la presa di posizione di Moody’s di questa mattina, sulla questione Banca d’Italia, non è proprio andata giù. Secondo alcuni pareri circolati in queste ore infatti i commenti di Moody’s in merito alle politiche di vigilanza adottate da Bankitalia sull’uso dei modelli interni per calcolare del rischio di credito da parte degli istituti bancari italiani, sono completamente fuori luogo. Per gli analisti, l’agenzia Usa non ha non ha neppure gli strumenti sufficienti per fare delle considerazioni puntuali su Ubi Banca e Banco Popolare. Sprezzante il commento del prestigioso Milano Finanza che titola espressamente “Altra pagliacciata di Moody’s“.
L’affondo odierno di Moody’s (Moody’s: Banco Popolare e Ubi Banca? Sono calcoli diversi, serve capitale) non va inteso come un atto estemporaneo, frutto semplicemente di un eccesso di arroganza da parte di istituti privati, a marca Usa, che fanno il bello e cattivo tempo in Europa. Da mesi infatti, Moody’s, sta portando avanti la sua personalissima strategia tesa a delegittimare i nostri istituti bancari. Come hanno rilevato alcuni accorti analisti infatti, Moody’s da tempo sembra avere nel suo mirino le banche italiane, nonostante quest’ultime abbiano fatto “sforzi sufficienti per mettere in ordine i criteri patrimoniali e gli indici di solvibilita’ in un contesto macroeconomico molto difficile“. Ma tutto questo evidentemente non ha alcuna importanza per agenzie come Moody’s che a causa del servilismo europeo sono oggi libere di lanciare le loro fatwe sul Vecchio Continente. Non si dimentichi infatti che la Vecchia Europa non ha mai fatto dei passi concreti verso la creazione di agenzie di rating europee, gettandosi in questo modo la zappa sui piedi. Chi è debole soccombe di solito.
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