Monti a Wall Street: Obama ha fiducia nell’ItaliaGli incontro politico economici tenuti da Mario Monti negli Stati Uniti hanno portato il mondo della finanza americana a riconsiderare il ruolo dell'Italia
Questi giorni negli Stati Uniti per il nostro Primo Ministro sono stati davvero una maratona di incontri, tra il segretario di Stato Hilary Clinton, la leader democratica Nancy Pelosi, la visita che più premeva a Monti era quella a Wall Street che poteva assicurare al nostro Paese un aiuto più concreto. Monti con i molti incontri fatti in questi giorni voleva far passare un solo messaggio, il più importante per lui, ovvero che il sistema italiano è cambiato, è di nuovo affidabile e che gli investitori possono iniziare a scommettere di nuovo a nostro favore.
Monti a Wall StreetIeri sono stati due gli incontri principali in cui il Presidente del Consiglio italiano ha incontrato gli esponenti più importanti del mondo finanziario americano. Il primo incontro si è tenuto ieri mattina presso la sede di Bloomberg, l’agenzia economica, il secondo invece direttamente nella sede della borsa americana a Wall Street. Al termine del primo appuntamento Mario Monti ha commentato “C’è molto interesse per l’Italia e per il mercato italiano una volta che l’economia si consoliderà nel suo miglioramento, ma già oggi, a giudicare dall’andamento del mercato, qualcuno deve aver investito”. Per quanto riguarda la fiducia degli investitori, a chi gli ha chiesto se l’avesse ottenuta Monti ha risposto ironicamente che in questo campo non lo dicono seduta stante. Mario Monti ha rilasciato inoltre un’intervista al canale finanziario Cnbc in cui ha affermato che “l’impressione che gli Stati Uniti ci sosterranno, non certo finanziariamente, ma politicamente e anche nello sforzo americano di porre l’economica globale in una migliore posizione”.
Il giudizio di Monti sulla crisi italianaMario Monti durante l’intervista ha parlato a lungo di come intende risolvere la crisi italiana, specificando che intende riportare il budget italiano in pareggio entro il 2013, a differenza degli altri stati dell’Unione Europea che ci arriveranno soltanto due anni dopo, assicurando che la crisi dell’Eurozona è ormai quasi superata, facendo presente inoltre che non il default della Grecia non è affatto sicuro. Ad un’intervistatrice che gli ha chiesto se era possibile che l’Italia lasciasse l’euro Monti ha risposto in modo asciutto che la prospettiva è pura fantascienza e che notizie come queste servono soltanto a influenzare i mercati.
Monti e i media americaniDurante la mattinata di ieri Mario Monti si è dedicato a parlare con la dirigenza del New York Times; è stato subito chiaro a tutti che il viaggio di Monti negli Stati Uniti aveva un doppio intento: politico ed economico, intento che era sia nell’interesse dell’Italia che nell’interesse degli Stati Uniti. Ma la cosa importante per il Premier e per l’Italia, è che dagli Stati Uniti, finalmente, il nostro Paese è stato preso in considerazione come un interlocutore di serie A. La cosa che sicuramente ha aiutato molto Monti a riscuotere il successo che ha riscosso, a parte il suo impeccabile inglese, è la sua conoscenza del mondo finanziario internazionale. Infatti proprio per questo motivo gli investitori gli hanno consigliato e chiesto di continuare a percorrere la strada intrapresa fino ad ora, Monti ha commentato questa richiesta dicendo che il suo governo tecnico fa quello che sta facendo per gli italiani e non per gli investitori.
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