|Finanza
28 giugno 2012, ore 17:59  |  Borsa Milano Fiat

Marchionne e i salari cinesi: un modello per Fiat?

Un operaio del nuovo stabilimento cinese della Fiat guadagna un quinto di un suo collega italiano

Durante la conferenza stampa di presentazione dello stabilimento Fiat di Changsha, in Cina, l’ad del Lingotto Sergio Marchionne ha dimostrato di avere un’ottima consapevolezza su quelle che dovranno essere nel futuro le strategie di Fiat e una scarsissima conoscenza delle condizioni di lavoro dei suoi nuovi dipendenti. Incalzato da una domanda sui salari che saranno applicati ai lavoratori cinesi che produrranno la nuova Fiat Viaggio, Marchionne ha affermato di non conoscere, con precisione, quello che è il salario degli impiegati nello stabilimento di Changsha. Nonostante questa lacuna però l’ad di Fiat ha dimostrato di avere le idee abbastanza chiare sul rapporto tra il salario dei dipendenti Fiat in Italia e quello dei loro colleghi cinesi. “Posso dire che il salario di questi operai si piazza in un rapporto tra 1:5 e 1:4,5 rispetto allo stipendio dei lavoratori italiani” si è limitato a dire Marchionne. A fare i conti nei magri portafogli ci hanno però pensato alcune fonti interne allo stesso stesso stabilimento Fiat cinese. Secondo tali rumors il salario di un operaio cinese ammonta a non più di 275 euro, mentre la media degli stipendi non arriverebbe a 380 euro.

 

Guardando ai numeri quindi, la Cina a Fiat conviene sicuramente rispetto all’Italia. E’ per questo motivo che un Marchionne raggiante ha sostenuto che il mercato cinese è una delle scommesse del futuro del Lingotto. Riferendosi al passato l’ad della multinazionale di Torino ha riconosciuto il suo personale errore nell’essere sbarcato tardivamente in Cina. “E’ colpa mia: sono venuto qui nel 2004, ma abbiamo portato in Cina quella che considero una struttura antiquata, che produceva modelli non in linea con il mercato. Adesso abbiamo risolto, portando in Cina la struttura produttiva piu’ avanzata che abbiamo”.

Le nuove dichiarazioni di Marchionne non mancheranno di suscitare altre polemiche dopo quelle procate a seguito della presa di posizione contro la sentenza del Tribunale di Roma sul reintegro degli operai iscritti alla Fiom nello stabilimento di Pomigliano (Fiat Pomigliano: Marchionne contro la sentenza pro-Fiom).

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1 Commento

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  • # 1
    Il super manager Marchionne dovrebbe prima realizzare dei modelli vendibili e poi dare lezioni agli operari Italiana. Il gruppo Fiat possiede o meglio possedeva (visto che ha in produzioni un numero di modelli ridicoli) i marchi più blasonati dell'industria automobilisca ed anzichè sfruttare questa risorsa l'ha distrutta. Lancia polverizzata, Alfa distrutta, Fiat si regge su due modelli e poi il nostro super manager si attacca alla pausa dei 10 minuti per creare la massa critica dei 6 milioni di auto, dovrebbe ma mettere in produzione modelli concorrenziali da un punto di vista tecnico e stilistico. Marchionne dedicati ad altro è meglio.

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