|Finanza
13 aprile 2012, ore 13:14  |  Attualità

Le sconfitte del Governo Monti

Le tre grosse sconfitte del Governo Monti sono le liberalizzazioni, la riforma del lavoro e i mancati tagli delle spese.

Governo Monti. Le tre sconfitte

Roma, 12 Aprile 2012. Possiamo iniziare a tirare le somme dell’azione del governo Monti. Tre le sconfitte:
1. Liberalizzazioni.
2. Riforma del mercato del lavoro.
3. Mancati tagli della spesa.

Liberalizzazioni. Colpetti di tosse. Cosi’ potremmo definire il decreto liberalizzazioni, oggi legge. Lo slittamento a settembre del prossimo anno della separazione Snam-Eni e la concessione agli enti locali di 12 mesi per verificare la realizzabilità di una gestione liberalizzata e concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, da’ la misura del fallimento delle iniziative liberalizzatrici approvate dal Parlamento..
Riforma del mercato del lavoro. E’ in discussione al Parlamento ma la mediazione, gia’ attuata sul testo governativo, porta ad un irrigidimento della normativa di merito. Per il Governo sembra che il problema siano i contratti temporanei che si vogliono penalizzare; il risultato sara’ l’aumento del lavoro nero. Vedremo il testo finale ma i presupposti non sono positivi.
Mancati tagli della spesa. Il Governo parla di manutenzione della spesa pubblica. Significa entrare nella palude e non uscirne. Occorre divaricatore e bisturi per incidere selettivamente sul corpaccio della spesa pubblica.

La pressione fiscale italiana ha ormai superato il 53 per cento in termini reali sul prodotto interno lordo. Insopportabile. Nel frattempo i partiti sono impegnati a salvaguardare il proprio tesoretto e confermare il possesso della Rai.
E il cittadino? Chi e’ costui?

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Comunicato stampa dell’Aduc

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1 Commento

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  • # 1
    Quanto fatto sino ad ora dal governo Monti mi ricorda molto gli esercizi di fisica e termodinamica al Politecnico : tutto si svolgeva senza attriti ed in condizioni adiabatiche. Fuor di metafora par di vedere una esercitazione accademica di professori universitari ai quali forse sfugge che qualche scambio termico con la realtà ci deve pur essere. E la domanda che ci si pone è allora : chi mai sarà disposto ad investire in un paese dove si consuma sempre meno? In ogni caso tanti auguri al professor Monti l'Adiabatico.

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