18 maggio 2012, ore 14:27 | Attualità Inchiesta ESM
INCHIESTA ESM /5 – Chi pagherà la somma dovuta dall’Italia per partecipare all’ESM?L'Italia per entrare nel fondo salva stati dovrebbe pagare 125 miliardi di euro che non ha: chi pagherà al suo posto? Immunità dei capitali del fondo e i poteri del fondo stesso rischiano di andare a sostituire in qualche modo la Bce?
Chi pagherà i circa 125 miliardi di euro che l’Italia dovrebbe impegnare per partecipare al fondo “salva stati”/ESM?Ma soprattutto, l’Italia possiede le risorse finanziarie per far fronte a questo impegno? E se il bel paese non riuscisse a versare le rate, lo Stato di diritto sarebbe costretto a subire le “condizioni” imposte dall’ESM, il cui limite è praticamente inidentificabile? Si consideri che l’Italia, fra febbraio e marzo, deve inoltre far fronte a scadenze per oltre 91 miliardi di euro (56,2 miliardi di Btp, 12, 3 miliardi di CcT e 23 miliardi di CTz). Gli stranieri ne detengono almeno 30 miliardi. Visto l’ampio potere concesso dal trattato al consiglio di amministrazione e l’importanza che l’ESM intende assumere nella gestione della politica internazionale queste disposizioni si adattano più a storie di fantapolitica che alla realtà, specialmente se si considera che l’istituzione intergovernativa ed i membri dell’organizzazione, compresi quelli dello staff, sono immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. L’ESM appare come una potenza politica che, a tratti, sembra non essere in grado di tutelare nemmeno se stessa, se si tiene conto del fatto che questa tendenza al “libero arbitrio” si spinge fino al punto di autorizzare il direttore generale del consiglio dei governatori a revocare l’immunità di qualsiasi membro del personale dell’ESM eccetto se stesso.
“Burattinai occulti”?I privati, sostanzialmente grandi finanziatori come ad esempio la Cina che ha già mostrato interesse verso il fondo, sono ammessi, in qualità di osservatori, a partecipare alle riunioni (del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione) che hanno ad oggetto la valutazione della concessione del credito al paese richiedente nonché la definizione delle rigorose prescrizioni da imporre alla nazione “minacciata”. Questa ingerenza si traduce nel serio rischio che a dettare le disposizioni di politica economica da applicare nel territorio dello Stato debitore siano coloro che concedono i soldi al fondo. Capitali “scudati”? Un fondo autorizzato all’importazione?Il trattato stabilisce che i beni, le disponibilità e le proprietà del MES, ovunque si trovino e da chiunque siano detenute “godono dell’immunità da ogni forma di giurisdizione, salvo qualora il MES rinunci espressamente alla propria immunità in pendenza di determinati procedimenti o in forza dei termini contrattuali, compresa la documentazione inerente gli strumenti di debito” e “non possono essere oggetto di perquisizione, sequestro, confisca, esproprio e di qualsiasi altra forma di sequestro o pignoramento derivanti da azioni esecutive, giudiziarie, amministrative o normative”. In che termini ed entro quali limiti l’ESM è autorizzato a trattare patrimoni e ricchezze di varia natura? C’è una connessione con il colossale processo di privatizzazione che sta caratterizzando alcuni paesi, fra cui l’Italia? I poteri finanziari sostituiscono di fatto la BCE?Il ministro Mario Monti durante i lavori parlamentari del 14 gennaio 2011, oltre ad avere omesso una discussione chiarificatrice sul funzionamento dell’ESM ha fornito indicazioni imprecise circa il ruolo della BCE nel “rafforzamento della operatività del Fondo europeo di stabilizzazione finanziaria”. Il primo ministro, infatti, parla di affidamento alla BCE del compito di operare come agente del Fondo nella “collocazione delle sue emissioni sui mercati internazionali” ma, scorrendo il testo del Trattato, si nota come il ruolo dell’istituto europeo si riduce a quello di “osservatore” o per certi versi di “assistente” dell’organizzazione finanziaria visto che nell’ambito della procedura per la concessione dei finanziamenti la decisione spetta al consiglio dei governatori.
Le puntate precedenti:
INCHIESTA ESM/3 – Gli opinionisti della crisi e la dittatura economica INCHIESTA ESM /2 – Le scelte di Bruxelles, l’indebitamento BCE e il NO della Germania
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