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30 marzo 2012, ore 15:37  |  Economia

Inchiesta Crisi Eurozona /4 – INTERVISTA A PAOLO BARNARD: È IN CORSO UN COLPO DI STATO FINANZIARIO?

InvestireOggi.it ha rivolto al noto giornalista Paolo Barnard alcune domande sulla crisi dei debiti sovrani e, più in generale, sul ruolo ricoperto dalle élite di potere (i “rentiers”, gli esponenti del “Vero Potere”) all’interno del quadro politico-economico internazionale

Paolo Barnard durante il Summit MMT 2012

Stefano Fugazzi di InvestireOggi.it, ha rivolto al noto giornalista Paolo Barnard alcune domande sulla crisi dei debiti sovrani e, più in generale, sul ruolo ricoperto dalle élite di potere (i “rentiers”, gli esponenti del “Vero Potere”) all’interno del quadro politico-economico internazionale. 

 

Stefano FugazziIn data 24-26 febbraio si è tenuto a Rimini un convegno sulla Modern Money Theory intitolato “Questo è un colpo di Stato finanziario”. Ti sei impegnato in prima persona per portare in Italia un gruppo di economisti di fama internazionale. Quali erano gli obiettivi del convegno? 

Paolo Barnard – L’obiettivo del convegno di Rimini era di avvicinare il pubblico italiano alla Modern Money Theory (MMT) e quindi promuovere il ritorno dello Stato a moneta sovrana alle sue funzioni più alte, quelle messe in atto dal 1946 al 1956 dagli Stati Uniti del boom economico più possente della Storia dell’umanità. La MMT ci descrive la salvezza da un disegno distruttivo e iniquo che sta minando tutto ciò che noi conosciamo come crescita, benessere, democrazia: il Neoliberismo dei nuovi “rentiers” europei, il peggiore mai esistito.

 

Stefano Fugazzi – Micheal Hudson, uno dei relatori del convegno sulla MMT, ha fatto riferimento a “un colpo di Stato finanziario”.

Paolo Barnard – Ciò che sta accadendo all’Europa della crisi non è solo frutto di accidenti finanziari e dissesti di bilanci statali, né di una crisi sistemica delle bilance commerciali o altro. Vi sono forze al lavoro in Europa che mirano alla distruzione delle dinamiche del Capitalismo stesso. E non sono affatto forze marxiste, per carità. Al contrario, e peggio. Va compresa, qui, la differenza fra Europa e Stati Uniti. Negli Stati Uniti il Capitalismo si è sviluppato su una terra nuda, tragicamente ripulita della sua popolazione autoctona, ma nuda di ogni presenza delle forze dell’Ancien Régime europeo. Il Capitalismo americano è nato dinamico, pragmatico, e con un’istintiva connotazione verso la “Funzione del Consumo”, che oltre un secolo e mezzo più tardi verrà descritta dall’economista inglese John Maynard Keynes. Negli USA, il Potere maggiore fino ai primi anni ’90 ha sempre badato a mantenere in vita il fondamentale principio secondo cui è la Spesa che genera il Risparmio e dunque il successivo Investimento e i Consumi, da cui viene il profitto. Questa centralità della capacità di spendere valeva sia per lo Stato americano, che ha creato la maggiore ricchezza nella sua storia spendendo a deficit di bilancio fino al 25% del Pil, sia per il settore non-governativo, cioè il privato, dove l’elemento dei consumi (spesa) è sempre stato in primo piano. Ecco il Capitalismo all’Americana, almeno prima della recente mutazione nella folle sfera finanziaria speculativa.

 

Stefano Fugazzi – Il Capitalismo “a stelle e strisce” è poi sbarcato in Europa. 

Paolo Barnard – Precisamente. Questo Capitalismo è sbarcato in Europa dopo la seconda guerra mondiale, con un buon successo. Intendo dire un successo di pubblico, e con la partecipazione confusa e ignorante della classe politica. In Europa, tuttavia, i gangli del Potere tradizionale – quello che ereditò gli ideali dell’Ancien Régime, del Neomercantilismo tedesco e francese, che transitò trasversalmente nel nazismo, e che fu pregno di appoggi nelle sfere vaticane – ha sempre visto il Capitalismo americano come un’aberrazione. Non certo per le sue derive eccessivamente consumistiche, ma, al contrario, solo perché persino quel minimo di contenuto democratico che esso mantiene – cioè la necessità della presenza di una popolazione tutelata abbastanza affinché consumi – era visto come un’insidia inaccettabile nelle mire fondamentali di questo Potere tradizionale europeo. Queste mire erano, e sono tuttora, la distruzione di qualsiasi potere popolare e democratico, e l’imposizione, anzi, il ritorno in Europa di un nuovo ordine sociale di tipo para-feudale, con a capo quelli che già Adam Smith e David Ricardo definivano i “rentiers”.

 

Stefano Fugazzi – Chi erano i “rentiers” di allora?

Paolo Barnard – I “rentiers” erano, e rimangono nel presente, i rampolli delle nobiltà e delle tecnocrazie europee che ritengono loro diritto “divino” non solo governare i popoli ritenuti masse ignoranti, ma anche prelevare tutta la ricchezza possibile dal lavoro di altri. E questo salasso ha colpito e sta colpendo anche voi imprenditori proprio oggi. Non è necessario ricordare che per questo identico motivo in Francia nel 1789 scoppiò una rivoluzione. Quell’evento li marginalizzò per un periodo, ma poi i “rentiers” tornarono e oggi governano l’Unione Europea.

 

Stefano Fugazzi – Volendo fare qualche nome, chi sono gli esponenti contemporanei di questa élite di potere?

Paolo Barnard – I loro esecutori materiali nell’UE moderna sono (o sono stati) i potentissimi tecnocrati come Herman Van Rompuy, Olli Rehn, Jaques Attali, Jacques Delors, Lorenzo Bini Smaghi, Mario Draghi, Juncker e Weigel fra i tanti. Sono i decisori finali dei nostri destini, coloro che decidono nelle stanze chiuse di Francoforte o Bruxelles se lei avrà mercato o se invece soccomberà, alla lettera, coi loro Trattati vincolanti per ogni parlamento europeo. “Rentiers” sono divenuti i finti imprenditori (come Montezemolo o De Benedetti in Italia) che scommettono su rendite da “clienti prigionieri” dei servizi essenziali forzosamente privatizzati e riuniti in monopoli privati (la Captive Demand), violando ogni regola di libero mercato reale; i capitani Neomercantili delle multinazionali dell’acciaio, metalmeccaniche o dell’high-tech franco-tedesche, le cui strategie di profitto hanno abbandonato la virtuosità del libero mercato reale e si basano solo sulla deflazione dei redditi dei loro dipendenti cui succhiano la vita con pretese di produttività da collasso (in Germania i redditi crescono del 50% in meno rispetto alla media europea con una produttività del 35% superiore, e, infatti, i consumi interni sono crollati); “rentiers” sono i gestori degli Hedge Funds della City di Londra, gli speculatori che estraggono fortune inaudite proprio dall’attacco al tessuto economico di intere nazioni attraverso l’uso della scommessa finanziaria pura.

Questi sono i nuovi “rentiers”, odiano il Capitalismo dei consumi, sono tornati al timone dell’economia, e, come detto, hanno in comune particolarmente il desiderio di estrarre dal terreno produttivo di aziende e cittadini un profitto del tutto parassitario. Per riconquistare il potere perduto un secolo fa e al fine di attuare il loro programma, essi pensarono a un’intera struttura politico-economica, le cui forme larvali comparvero 75 anni fa, e la cui massima espressione è oggi l’Eurozona. Questo il pubblico non sa, voi non sapete. Questo è il vero colpo di Stato finanziario.

 

Stefano Fugazzi – Qual è il tuo punto di vista sul salvataggio “forzato” della Grecia? 

Paolo Barnard – È una delle tante tappe verso la distruzione del sud Europa per il profitto del Neomercantilismo tedesco. E, come fu per il golpe in Cile nel 1973, si tratta di un avvertimento agghiacciante a Italia e Spagna.

 

Stefano Fugazzi - Proviamo a disegnare uno scenario alternativo. La crisi – al pari di quella degli anni ’30 e ’40 – è in realtà una crisi programmata. Il Vero Potere sono le grandi banche d’affari che vorrebbero più semplicemente acquisire asset e penetrare nuovi mercati a fronte di un minore esborso.

Paolo Barnard – No, è molto più articolato di così. Come già detto, l’elemento che unisce Wall Street ai “rentiers” europei è il desiderio di estrarre immense fortune parassitarie, truffando, sfruttando, e senza assolutamente produrre alcuna reale economia.

 

Stefano Fugazzi – Quale sarà secondo te il prossimo “step evolutivo” dell’UE? Un nuovo trattato?

Paolo Barnard – Dopo il Fiscal Compact, probabilmente tenteranno di introdurre nuove modifiche ai Trattati nello stesso senso, cioè quello di prosciugare a sangue sia ogni residuo di sovranità statale, che le nostre economie produttive, così da veramente ridurre gran parte dell’Europa a masse di poveracci del tutto sottomessi alla Bruxelles dei “rentiers” e senza via d’uscita. Hanno ancora tanto da divorare: tutti i servizi pubblici residui, e soprattutto l’imposizione fiscale, che vorranno trasferita alla Commissione Europea in esclusiva, così da ammazzare veramente anche quel briciolo di politiche di spesa statale ancora rimasto.

 

Stefano Fugazzi – In passato hai lavorato per giornali e TV. Fino a che punto la visione della realtà è manipolata dal Vero Potere?

Paolo Barnard – Non c’è un punto. Se ci fosse avemmo speranza nei media. Neppure io mi ero reso conto del grado di controllo e intimidazione che il Vero Potere esercita nei media fino all’evento di Rimini. Incredibile, ben oltre Orwell. Immagina: cinque grandi economisti mondiali, il tema è da prima pagina, e ci sono 2.000 persone paganti per capire il Golpe Finanziario e come reagire. La notizia non è uscita neppure sui tabloid da supermercato, zero totale. Sappiamo di una troupe di una tv nazionale nota che è stata addirittura richiamata in sede mentre veniva a Rimini. Questo testimonia che il nostro messaggio è veramente l’unico che terrorizza il Vero Potere.

 

Stefano Fugazzi – Quali sono i tuoi prossimi progetti editoriali e culturali?

Paolo Barnard – Continuerò a battermi per la MMT e per l’instaurazione di uno Stato, a moneta sovrana, che spenda a deficit positivo per il benessere del 99% della popolazione. Questa è la vera democrazia. Un impegno per cui vale davvero battersi.

 

***

Paolo Barnard ha lavorato per innumerevoli testate nazionali fra quotidiani e periodici, come La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo di Genova, La Repubblica, La Voce di Montanelli e Oggi. Per la televisione in RAI con Samarcanda di Santoro durante la Guerra del Golfo (1991) e con Report per dieci anni, avendolo co-fondato (1994-2004). Per riviste di cultura come Micromega, Altrove, Golem del Sole 24 Ore, e per agenzie di stampa e testate online. Ha recentemente pubblicato un saggio “Il Più Grande Crimine” dove vengono approfondite in dettaglio molti degli argomenti trattati nell’intervista rilasciata a InvestireOggi.it.

Sito web: http://paolobarnard.info/

***

La Modern Money Theory (M.M.T.) è oggi, secondo alcuni, l’unico strumento esistente di scienza economica e sociale che sia in grado di interferire efficacemente con il processo di “finanziarizzazione dell’economia” e di contrastare la preminenza del sistema bancario, che sta sovrastando la politica e la democrazia. L’aspetto principale della Modern Money Theory (M.M.T.) è mettere al centro la capacità dello Stato sovrano di creare ricchezza emettendo moneta.

***

In data 24-26 febbraio si è tenuto a Rimini un summit sulla Money Market Theory intitolato “Questo è un colpo di Stato finanziario”. Hanno preso parte all’evento: Paolo Barnard (giornalista e scrittore), William Black (J.D., Ph.D., Associate Professor of Law and Economics at the University of Missouri-Kansas City), Michael Hudson (President of The Institute for the Study of Long-Term Economic Trends -ISLET-, a Wall Street Financial Analyst), Stephanie Kelton (Ph.D., Associate Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City), Marshall Auerback (expert in investment management) e Alain Parguez (Emeritus Professor of Economics Ist Class, Université de Franche-Comté at Besançon – France – Faculty of Law, Economics and Political Science).

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17 Commenti

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  • # 11
    PER MASSIMO____RIGUARDO A GRILLO_____La stampa non va contro Beppe Grillo. Mi sembra invece che ci sia, al contrario, una campagna di stampa in suo favore. Lui è continuamente citato e propagandato, viene presentato come un fenomeno nuovo che deve il suo successo soltanto alla inadeguatezza dei partiti. Ma se i partiti sono inadeguati,corrotti e cialtroni,la politica dovrebbe essere rinnovata, e non distrutta. Invece i poteri forti vogliono distruggerla per poter dominare senza benche minimo intralcio. Beppe Grillo serve a questo. Ora la direzione dell’antipolitica e' spianata. Sia i media che tanti intellettuali in bella mostra nei media, preparano il terreno culturale per una accettazione,passiva o convinta,della fine della politica come strumento ideale per il miglioramento delle condizioni di tutti i cittadini. Mentre pubblicamente sbraitano contro l’antipolitica dei vari nuovi fenomeni, in realtà stanno da anni preparando il terreno per la fine stessa di tale politica. E’ quello il loro obiettivo, e cioè estirpare le (seppur minime) infiltrazioni politiche che possono condizionare a volte le reazioni delle scelte delle classi dominanti. un esautoramento silenzioso e a consenso accresciuto graduale,grazie all'indignazione progressiva generale dell'opinione pubblica,totalmente rivolta verso scandali ad effetto...ma macronomicamente irrilevanti le istituzioni piu' vicine ai cittadini sono indubbiamente quelle che curiosamente si vuole eliminare ovvero le provincie (oltre ai comuni ovviamente), incontrare un consigliere provinciale o comunale e parlargli e' relativamente facile, incontrare un parlamentare italiano o europeo e' praticamente impossibile, inoltre e' un fatto che le istituzioni locali al di la' del loro orientamento politico devono dare conto ai cittadini delle loro decisioni, ci sono infiniti casi di politici locali di destra o di sinistra che hanno preso e prendono posizioni contrarie ai loro partiti di riferimento nazionali l'indignazione del finanz.pubblico sale ben accompagnato dalle stesse elite in tv,radio,giornali(grillo docent)..ma i media non son pilotati?allora perche tanta propaganda verso questo sacro ideale?perche tanto sacro non e'...l'obbiettivo e'proprio le campagne elettorali finanz.solo dal privato(leggasi miliardari speculatori)come in america(obama docent...milioni di finanziamenti..chissa che interessi segue)le elite gradualmente fomentano sempre piu l'indignazione generale verso lo stato,e non che lo stato attuale meriti tolleranza,i corrotti e malfattori ci son sempre stati,forse ora un po piu sfacciati.Il punto e'che di tali parassitismi e clientelismi a lor signori elite che comandano(dicasi speculatori finanziari privati di alto livello)non hanno mai scalfito la loro coscenza,anzi..se ne strafottono delle conseguenze criminose verso la gente...ma...seppur sempre in questo mare di merda politica,nel corso dei decenni alcuni(piccola percentuale)personaggi,oltre a fare i cazzacci loro,hanno anche fatto qualcosa per la gente..poca roba intendiamoci,esattamente quel modello di welfare europeo esempio di un briciolo di vera civilta.Ecco,anche se poco,le elite vogliono distruggere completamente il seppur minimo rischio che arrivi qualcuno con un po di coscenza.Abolendo il finanz.pubblico quella seppur remota possibilita sparira,dirigendo loro stessi quello stato minimo che e'in attuazione pianificata da qualche decennio...il peggio e'che lo faranno col benestare della gente completamente ingannata che festeggera tale abolizione,in buona fede,come festeggera in buona fede l'arrivo del pareggio di bilancio,credendo sia questa una legge santa dove lo stato non potra piu spendere oltre quello che guadagna,come un buon padre di famiglia...esultanti canteremo le lodi della nostra rovina,perche questo sara quel pareggio...togliere allo stato la sua ragion d'essere,cioe battere moneta per il bene comune.Tolto questo,non potremo mai piu avere neanche la speranza che sorgano brave persone a dirigere perche ormai senza piu i mezzi...insomma,il ritorno dell'assolutismo di gente autoeletta a comandare ed atta ad impoverirci tutti con il consenso,non piu con le baionette Shaka ha scritto il 21 aprile 2012 alle 12.33 Più ascolto Grillo, più mi rendo conto di quanto distolga le persone dai reali problemi...E lo fa dicendo cose che io stesso condivido. Però, in ogni suo arringa, non sfiora mai, nemmeno distrattamente, argomenti ben più importanti della solita (di questi tempi anche patetica) guerra alla politica. Oggi, forse, è più pericoloso un Beppe Grillo di un qualunque altro fantoccio militante tra le fila dei partiti: da quelli ci si riesce a "difendere", sono talmente asserviti e corrotti da non essere credibili neanche ai loro stessi occhi mentre si specchiano; ma Grillo no, lui si veste dei disagi e delle frustrazioni del popolo, dei suoi problemi, della sua stanchezza, lo attira a sé con una dialettica incalzante, andando "controcorrente", proponendo idee che facilmente fanno breccia in questi "cuori tanto stanchi". Ma alla fine della giostra...Il niente. Svela i falsi carnefici di un Sistema molto più complesso dello slogan "questa politica è morta e deve andarsene", denuncia mali minori senza mai arrivarne alla radice, decontestualizza avvenimenti storici (ad arte?) senza ricondurne mai alla "causa". Cambiano gli attori, cambiano i tempi, ma le logiche di controllo rimangono sempre immutate: creo un problema, lo faccio crescere fino a trasformarlo in un mostro indomabile, per poi darti la "soluzione" a quel problema; la soluzione che io voglio e che tu stesso, alla fine, invocherai____ CRITICA ALLA DIFFUSIONE DELLA MMT IN ITALIA DA ISTWINE____la cosa sta assumendo una veste patetica, come ogni cosa "salva-qualcosa". qua ogni stronzata che passa per il web diventa il sacro graal. non è l'approccio giusto, anzi, è totalmente scorretto ed è ovvio che pochi "prendono sul serio" un approccio così idiota, che diamine. è possibile che ogni cosa di questo tipo deve finire in mitismo o epica? ripeto, qua si perde totalmente di credibilità. ok, sarà marketing, non lo so, magari si attirano più persone, ma questo modo è deleterio in termini di credibilità. non voglio fare il classico commentatore anonimo che si lancia in critiche nulle, ma questo modo tende ad essere tipicamente web, tipicamente non professionale e tipicamente marketing. lo stesso che fa andare tanto le minchiate sul signoraggio e tante altre cose tipiche del web. ma quello che mi preoccupa sono gli utenti e soprattutto il pubblico che non riesce mai a distaccarsi dall'approccio religioso. sul carro MMT, stanno salendo tutta una serie di persone che è evidente non sappiano di cosa parlano e abbondano di slogan deleteri...ancora di nuovo in cerca di eroi e guru.
  • # 12
    PER ROMANO_____"Randall Wray _____Se fossero nel giusto i critici che sostengono che il governo che spende “premendo tasti” necessariamente conduce all'iperinflazione, allora le nazioni più sviluppate dovrebbero essere in perenne iperinflazione. Perchè tutti noi spendiamo “pigiando tasti”.Gli MMTers sono sempre stati d'accordo sull'idea che una strada per combattere l'alta inflazione è tagliare la spesa governativa o aumentare le tasse. Cio' che essi respingono è la credenza dei Monetaristi che la causa dell'inflazione sia semplicemente “troppa moneta”.Ma guardiamo allo Zimbabwe. Qui c'è un paese che stava viaggiando tra tremende tensioni socio politiche, con disoccupazione dell' 80% della forza lavoro e recessione del 40%. Questo in seguito a una controversa riforma fondiaria che aveva diviso le aziende agricole e condotto al collasso della produzione agroalimentare. Il Governo doveva fare affidamento sul cibo importato e prestiti del FMI – un altro caso di debito estero. Con scarsità di cibo e con i settori pubblico e privato in competizione su una offerta molto ridotta, i prezzi si impennarono. Questo fu un altro caso in cui il governo non poteva imporre tasse, per ragioni politiche e economiche. Di nuovo, etichettare questo come un semplice caso monetarista di “governo che stampa la moneta" davvero non aiuta a capire il problema dello Zimbabwe,studiando casi specifici di iperinflazione ci si rende conto che non è la semplice storiella di un governo che decide di adottare la moneta fiat e inizia a stampare così tanto da finire in iperinflazione. Ci sono probabilmente molte vie per arrivare all'iperinflazione, ma ci sono dei problemi comuni: tensioni politico sociali, guerra civile, collasso della capacità produttiva (che puo' essere dovuto alla guerra), governo debole, debito estero denominato in valuta estera o oro.La storia raccontata di solito riguardo a Weimar è che il governo inizio' a stampare liberamente una moneta fiat senza gold standard sottostante, senza riguardo per le conseguenze iperinflazionistiche.La realtà è più complessa.la maggior parte della sua capacità produttiva era stata distrutta o conquistata, e aveva ridottissime riserve auree. La capacità produttiva della nazione non era nemmeno sufficiente a soddisfare la domanda interna, e ancor meno a esportare per pagare i danni di guerra.Il Governo sapeva che era non solo economicamente, ma anche politicamente impossibile imporre tasse a un livello sufficiente per spostare risorse verso il settore pubblico e permettere all'export di realizzare i pagamenti dei debiti di guerra. Quindi invece faceva affidamento sulla spesa. Questo significa che il governo competeva con la domanda interna per una limitata offerta di beni, spingendo i prezzi verso l'alto. Al tempo stesso i produttori interni della Germania dovevano indebitarsi all'estero (in valuta estera) per comprare i beni d'importazione necessari. L'ascesa dei prezzi più l'indebitamento estero causo' una svalutazione della valuta nazionale, che incremento' le necessità di indebitamento Marshall Auerback_______Sì, una volta che l'economia raggiunge la piena occupazione, allora gli extra deficit spending del governo possono cominciare a far salire i prezzi. Ma quel che è successo nella Germania di Weimar era molto diverso. A quel tempo, il governo era stato costretto a pagare delle riparazioni di guerra estremamente esose in valuta estera che non aveva. Così ha dovuto vendere in modo aggressivo la propria moneta e acquistare la valuta estera nei mercati finanziari. Questa vendita implacabile e continua ha spinto in discesa il valore della moneta, provocando un aumento dei prezzi dei beni e servizi sempre più alto in quella che divenne una delle inflazioni più famose di tutti i tempi. Nel 1919, il deficit di bilancio tedesco era pari alla metà del PIL, e nel 1921, I risarcimenti di guerra rappresentavano un terzo della spesa pubblica. E indovinate cosa? Il giorno stesso che il governo smise di pagare le riparazioni di guerra e vendere la propria valuta per acquistare valuta estera, l'iperinflazione si è fermata. Felice Sardi______L’effetto inflazionistico della creazione di moneta dipende infatti, in modo cruciale, dal modo in cui la nuova moneta viene impiegata. Se la nuova moneta è canalizzata verso attività di consumo o verso attività di investimento finanziario si avrà rispettivamente inflazione sul mercato dei beni di consumo e inflazione sul mercato dei capitali (bolle finanziarie); ma se fosse canalizzata in investimenti che migliorano la produttività complessiva del sistema (infrastrutture, educazione, ricerca, etc) la maggiore quantità di moneta si distribuirebbe su un maggior numero di beni e servizi (o di maggior valore) evitando quindi l’insorgere di qualsiasi forma di inflazione (nell’equazione di Fisher PY=MV cioè, l’aumento di moneta M verrebbe compensato da un aumento del reddito Y e non del livello dei prezzi P). Paolo Barnard______non è affatto vero che la curva della creazione monetaria è pari alla curva crescente dell’inflazione; chi affermava questo era Milton Friedman,che è stato smentito ampiamente / L’inflazione è in effetti l’unico limite possibile alla spesa a deficit del governo a moneta sovrana, e vi aggiungo due parole ancora per tranquillizzare. Essa va tenuta d’occhio di sicuro, ma i limiti odierni imposti agli Stati sono assurdi, e causa di sofferenze enormi per la popolazione. Codesti limiti furono imposti con la precisa intenzione di bloccare la libera mano dei governi nella gestione della ricchezza pubblica / l’inflazione nasce dalla presenza di troppo denaro a fronte di troppi pochi prodotti, se chi li sforna è al massimo della produzione e di più non può, allora è meglio che lo Stato smetta di sfornare soldi, oppure che ne tolga dalla circolazione tassandoci, così da mantenere un giusto equilibrio fra la masse del denaro in giro e i prodotti che circolan / Se poi la spesa a deficit dello Stato è ben diretta, essa alzerà il PIL, che a sua volta aumenterà le entrate fiscali senza aumentare le tasse / inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena così l’allagamento di denaro per contenere l’inflazione / Le obiezioni gridano al pericolo inflazione, poiché le migliori condizioni economiche dei lavoratori li porteranno a spendere di più, immettendo molto denaro in giro;l’inflazione è l’unico limite vero alla spesa a deficit ma si controlla agevolmente con la nuova ricchezza prodotta dalla quella spesa, o tassando. Le obiezioni gridano anche che i Paesi meno ricchi dovranno indebitarsi in dollari poiché i lavoratori meglio pagati vorranno acquistare molti più prodotti stranieri (cellulari, pc, auto ecc.);in quel caso il Paese povero avrà l’opzione di vendere sui mercati la propria moneta sovrana,che emette a costo zero,in cambio di dollari. Troverà così i dollari necessari a finanziare l’aumento di spesa, indebitandosi solo con se stesso.non di rado i mercati di capitali sono interessati ad acquistare valute di nazioni meno ricche pagandole in dollari, al fine di diversificare gli investimenti o perché sono importatori di beni da quel Paese,oppure perché credono in un apprezzamento di quella moneta a breve. Il rischio della vendita della propria moneta per acquisire dollari è quello della svalutazione,ma di sicuro quel rischio è preferibile alla classica trappola del prestito di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale, che come è noto finirà per divenire di fatto il creditore/padrone di quello Stato, infliggendo sofferenza inaudite (vedi il terribile capitolo del Debito del Terzo Mondo) / Con la piena occupazione aumenta anche la produzione domestica che diminuirà non solo l’inflazione ma anche il bisogno di importare da fuori alcuni beni, per cui meno ‘allagamento’ di propria moneta sia all’interno che all’estero; poi, una forza lavoro più contenta e meglio formata attirerà gli investimenti in monete forti, che di nuovo diminuiranno il bisogno di usare la valuta di Stato per l’import. Tutto ciò manterrà una buona stibilità dei prezzi / L’ideologo sciagurato del principio secondo cui meglio avere lavoratori pagati da fame o addirittura disoccupati piuttosto che avere inflazione fu l’economista Milton Freedman negli anni ’60...In realtà la disoccupazione faceva il gioco di ben altri interessi che volutamente ignorarono le evidenze economiche e sociali più lampanti, come il fatto che le masse dei disoccupati in primo luogo abbassano il PIL del Paese, perché tutta quella gente se stesse lavorando produrrebbe ricchezza in più che così non c’è, e in secondo luogo portano alle piaghe dell’alcolismo, crimine, violenze di ogni tipo, danni alla salute, che poi costano alla collettività miliardi;disoccupati e disperati dovevano esistere perché faceva comodo a pochi, e non perché non se ne poteva fare a meno. / I teorici del neoliberismo,già dalla fine degli anni ’60 bombardavano il mondo economico internazionale con la falsa idea che gli Stati a moneta sovrana spendono come i cittadini, cioè che s’indebitano come i cittadini, Da qui il terrore del Debito pubblico come problema di Stato.Ma furono Milton Friedman e i suoi Chicago Boys a mettere il sigillo dell’autorevolezza a questo assurdo concetto, quando sostennero che la Phillip’s Curve era sbagliata.Essa è una teoria monetaria che sostiene che se aumenta l'occupazione,aumenta anche l’inflazione, perché se più persone ricevono uno stipendio,esse spendono di più e questo aumenta la quantità di denaro circolante. Se il denaro aumenta e non aumentano parallelamente anche i prodotti sul mercato,(il mercato offre troppi soldi per troppi pochi prodotti,)i prezzi possono salire un po,ma il beneficio per la collettività di avere meno disoccupati e lavoratori meglio pagati è assai superiore. / Bisogna tornare alla moneta sovrana ma non bisogna fare come gli americani e gli inglesi, che hanno moneta sovrana che spendono per le banche e non per i cittadini. Quindi tornare alla moneta sovrana e si spende finalmente per i cittadini.
  • # 13
    PER CIAO... Ludwig von MISES (1881-1973) «La metamorfosi delle tasse in armi di distruzione di massa è il carattere distintivo della finanza pubblica". «Tutta la nostra civiltà si fonda sul fatto che gli uomini sono sempre riusciti a respingere l'attacco dei redistributori».DA SERGIO R.......I primi a mistificare sono proprio gli austriaci, a cominciare dall'uso estensivo che fanno del termine socialismo (fin da Hayek) per indicare tutto ciò che ha anche minimamente a che fare con lo Stato.Il socialismo può piacere o non piacere, ma ha una sua connotazione storica e politica abbastanza precisa. Per gli austriaci, invece, la semplice presenza di uno Stato come entità sovraindividuale con autonomia impositiva è già di per sé un segnale di socialismo. Poco importa, poi, se all'atto pratico lo Stato non redistribuisce affatto il reddito, anzi, sistematicamente ruba ai poveri per pagare i lussi dei ricchi, come ci insegna il bailout del 2008 o come ci conferma la diversa aliquota alla quale sei soggetto negli USA se hai una normale attività produttiva rispetto a chi, invece, vive di rendite finanziarie. Per gli austriaci vale la formula Stato = socialismo. In realtà, questo uso estensivo del termine "socialista" risponde a una precisa e deliberata strategia di mistificazione. Bisogna tener conto, infatti, che negli Stati Uniti (dove il libertarismo si è diffuso inizialmente) il termine "socialista" provoca incubi anche al più radical e al più liberal (quelli che da noi si definiscono genericamente "di sinistra"). Si inventa, insomma, uno spauracchio (lo Stato totalitario socialista) per giustificare di fatto il laissez-faire, ossia per giustificare che chi è più ricco non è tenuto a pagare per chi è più povero. È il solito trucco: fai paura alla gente e la gente farà quello che vuoi. Devi far credere ai gonzi che lo Stato limita la libertà dell'individuo, così i gonzi accetteranno di buon grado di rinunciare allo stato sociale e a quel poco di diritti che ancora rimangono loro.Il manganello non sarà più quello della FED o dello sceriffo locale, sarà quello dell'agenzia di mercenari, ma il manganello privato è notoriamente più efficiente di quello pubblico e, soprattutto, non costa un cent alla collettività. Inoltre, non ci sarà coercizione. Ci sarà un libero contratto, per cui il manganellato accetterà preventivamente di farsi bastonare a piacimento. Hayek contesta che la maggioranza abbia diritto a prendere decisioni anche per la minoranza, mentre ritiene assolutamente naturale che una minoranza di non meglio definiti saggi, o eletti, "ispiri la maggioranza", di fatto decidendo per tutti. Ma certo che se uno non legge mai il testo può credere a quello che vuole e far dire a Hayek quello che vuole. Quello che impropriamente viene definito anarcocapitalismo è di fatto la giustificazione teorica del diritto del più forte a decidere anche per il più debole. Hayek non accetta che i pezzenti abbiano diritto di voto e, in tal modo, possano obbligare i più ricchi a cedere una parte della propria ricchezza a chi ha di meno. Il povero, per lui, è uno sfigato che è stato incapace di provvedere a se stesso, non merita alcuna assistenza se non quel minimo che lo renda innocuo e lo faccia desistere dal rubare al più ricco. Ma per non apparire elitarista, Hayek aggira abilmente il problema rovesciando i valori. Si inventa il concetto di "dittatura della maggioranza" creando una vittima della coercizione (la povera minoranza di più ricchi che deve sottostare alla volontà della maggioranza di poveri e scemi) per giustificare, di fatto, il diritto di quella stessa minoranza a sfruttare eternamente i meno fortunati.L'anti-statalismo degli austriaci, come non mi stancherò mai di ripetere, è solo fuffa, è solo una cortina fumogena dietro cui nascondere l'unico vero intento, eliminare lo stato sociale. Lo Stato esisterà sempre, non foss'altro per sancire il diritto (naturale e inviolabile per tutti gli austriaci) alla proprietà privata.
  • # 14
    "L’ECONOMIA DEVE ESSERE REALE E BASTA NON FATTA DI CARTA STRACCIA !" Giusto,e cosa deve nascere prima...l'economia reale o la carta straccia?se deve nascere prima IL LAVORO la gente lavora gratis?se facciamo nascere prima la carta straccia(regolamentata e progressivamente allo stimolo e aumento di beni e servizi scongiurando inflazione dei prezzi)...chi e' legittimato a farlo?il pubblico o il privato?...Solo spunti di rifflessione...sento il disagio legittimo che hai espresso
  • # 15
    qualcosa di grosso bolle in pentola , dopo dieci anni dall'avvento dell'euro , ci ritroviamo in italia e forse in tutta europa , davanti a uno scenario disastroso , abbiamo perso il potere d'acquisto , siamo diventati poveri chi più chi meno ,prima una famiglia semplice di operai faceva una vita dignitosa , ora???? si barcamena per arrivare a fine mese ! i piccoli imprenditori e artigiani che si potevano permettere di più arrivano a fine mese giusto per pagare le spese , metà dei pensionati che percepiscono meno di 1000 euro che vita fanno?! di stenti naturalmente . i giovani che non trovano lavoro o trovano un lavoro che non ti permette di essere indipendente dalla famiglia ! oggi con i prezzi alle stelle il minimo dello stipendio per avere lo stesso potere d'aquisto di 10 anni fa dovrebbe essere di 3000 euro, PENSATECI A COSA POTEVATE FARE CON 2 MILIONI DI LIRE NEL 2001 E QUELLO CHE VI POTETE PERMETTERE ORA CON 1000/1200 EURO! è ORA DI FINIRLA DI FARCI PRENDERE PER IL CULO ! L'EUROPA è SOLO SERVITA A RENDERCI DEI POVERACCI ! E SIAMO SOLO ALL'INIZIO SFIDO CHIUNQUE A DIRE CHE OGGI LA POPOLAZIONE STA MEGLIO DI 10 ANNI Fà!! IL PROGRESSO RESPONSABILE SERVE A MIGLIORARE LE COSE NON A FARLE PEGGIORARE ! LA CRISI ECONOMICA è UNA BALLA IMMENSA INVENTATA DA BANCHE E FINAZIERI , L'ECONOMIA DEVE ESSERE REALE E BASTA NON FATTA DI CARTA STRACCIA !
  • # 16
    IL PROF. MARIO MONTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, DEVE TRANQUILLIZZARCI DIFENDENDOSI DALL’ ACCUSA DI ESSERE UN “UN BUGIARDO ED UN CRIMINALE CHE LAVORA PER PORTARE ALLA ROVINA L’ ITALIA” LANCIATAGLI PUBBLICAMENTE DAL GIORNALISTA PAOLO BARNARD. Egregio prof. Mario Monti, Lei è stato pubblicamente definito un “bugiardo ed un criminale” nel programma “ L’ ultima parola” del 25/05/2012 trasmesso sulla rete di stato Rai 2 dal noto giornalista Paolo Barnard che ha poi affermato: “ (…) quello che le industrie italiane stanno vedendo oggi e’ un progetto di distruzione e di deflazione economica del sud-Europa.” E rivolgendosi a Lei ha detto: “(…) questo disgraziato ci sta rovinando con delle politiche studiate a tavolino per deflazionare l’ economia e mandare migliaia di famiglie e di aziende in rovina per un cartello di speculatori finanziari e di industrie speculative franco-tedesche a cui lui risponde.” Egregio prof. Mario Monti, in qualità di Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana ha il dovere istituzionale di tranquillizzarci difendendo la Sua onorabilità, dimostrando agli Italiani, nei Tribunali della Repubblica, che le accuse gravissime che Le sono state rivolte sono infondate. Le abbiamo ripetutamente espresso stima, certi che il Suo solenne giuramento di fedeltà alla Costituzione La vincolasse a lavorare per il bene dell’ Italia, difendendoci, grazie alle conoscenze da Lei acquisite nei circuiti della Bildenberg, della Trilaterale e della Goldman Sachc, da eventuali progetti della grande finanza dannosi per il nostro Paese, ed affinchè elaborasse e proponesse all’ Europa ed alle banche regole e metodi che favorissero la ripresa e lo sviluppo di cui il Suo Paese ha vitale ed urgente bisogno per rilanciare le industrie dalle variegate e geniali produzioni reali. Purtroppo annotiamo il costante prevalere di quella Germania che, in un recente passato, ha devastato l’Europa cavalcando il mito dell’ “arianità” e che oggi impone, con la cura delle “virtù contabili tedesche”, un’ austerità che ha dimostrato nei fatti di essere rovinosa, poiché non ha salvato ma scientificamente distrutto l’ economia greca, causato gravi sofferenze al popolo greco e crudeli patimenti agli innocenti bambini greci che, nel cuore della civile Europa, soffrono la fame e la denutrizione come documentato e denunciato dall ‘ Unicef. Contiamo sulla Sua consapevolezza e sulla Sua denuncia della perversità di questi itinerari imposti alla Grecia, non compatibili con la cultura europea ed il sentire dei popoli europei, ma frutto di prassi economico-bancarie palesemente ed innegabilmente distruttive, che debbono essere da subito condannate e avversate per impedirne l’ applicazione anche in Italia. Purtroppo i risultati concreti delle cure europee finora applicate sono i suicidi avvenuti in Italia che si sommano con quelli avvenuti in Grecia, la incertezza delle famiglie, la disperazione degli imprenditori che nelle banche non trovano accoglienza per finanziare i piani produttivi. Per questo sollecitiamo le immediate soluzioni fattibili a costo zero da prendersi per il bene comune, come previsto dalla Costituzione a cui Lei è vincolato da un giuramento di fedeltà. Proponga con urgenza la legge a costo zero per imporre alle banche di scegliere se essere ordinarie o speculative, classificazione socialmente utile ed indispensabile, peraltro in fase di elaborazione anche in America. La Cassa Depositi e Prestiti dispone di una liquidità inutilizzata di circa 180 miliardi di € con cui è possibile erogare da subito i 100 miliardi di lavori eseguiti per conto dello stato da migliaia di imprenditori che rischiano il fallimento. Il pagamento dei debiti, oltre a dare impulso ai consumi ed alla ripresa, non incide sul debito pubblico ed evita la perdita di migliaia di imprese che non riapriranno più se falliscono, nonché il suicidio di decine di imprenditori. La soluzione Passera non risolve le drammatiche situazioni dell’ immediato ed allunga l’ agonia di molte aziende. Siamo certi che difenderà il Suo onore, provando che lavora per il bene dell’ Italia e che il giornalista Paolo Barnard, benché organizzatore di un convegno a Rimini che ha visto la presenza di importanti premi Nobel per l’ economia, si sbaglia e danneggia la Sua immagine causando angoscianti apprensioni e diffondendo il sospetto che Lei lavora per portare alla rovina l ‘Italia e l’ Europa al servizio della speculazione finanziaria. Restiamo in attesa di seguire il processo e la fase dibattimentale della Sua difesa e distintamente La salutiamo. Francesco Miglino segretario del partito internettiano.
  • # 17
    in un libro intitolato:il giorno dopo domani, ho ricordato molte terribili analogie con la situazione odierna

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