14 marzo 2012, ore 11:34 | Attualità
Imu 2012: terreni agricoli e fabbricati rurali pesano oroLo scarso rispetto dei governi verso l'agricoltura è testimoniato anche da provvedimenti come questo. Del resto da professori e accademici illuminati non ci si poteva attendere altro che provvedimenti contro la terra
IMU FABBRICATI RURALI E ALIQUOTA ICI TERRENI AGRICOLI: UNA MAZZATA PER L’AGRICOLTURAInnanzitutto perché l’Ici escludeva dalla base imponibile i fabbricati strumentali all’attività agricola e quindi già tassati attraverso il reddito dominicale. E poi anche perché l’aliquota sui terreni passa dal 6,5 per mille al 7.6 per mille e sempre per i terreni non viene riconosciuto l’abbattimento dell’imponibile prevedendo sconti crescenti alle quote inferiori del reddito dominicale. Dai calcoli fatti dal Sole24ore un terreno di circa 86 ettari pagherà 5.965 euro di Imu rispetto ai 4.593 all’anno chiesti quando era in vigore l’ici. Gli aumenti più spropositati si hanno però per i terreni di ridotte dimensioni, visto che ad esempio per un terreno di 400 metri quadri si ha un aumento di circa il 1000 per cento (da 35 euro si passa a 368 euro di imposta). Tali aumenti, in alcuni casi spropositati, sono dovuti al cambio del metodo di calcolo per conoscere l’imposta da pagare. Al fine di determinare la base imponibile infatti occorrerà rivalutare innanzitutto il reddito dominicale di un 25 per cento, e successivamente moltiplicare per un coefficiente che và da 75 a 130 ( moltiplicatori raddoppiati rispetto all’ici). Il moltiplicatore è comunque ridotto a 110 per i coltivatori diretti e gli imprenditori iscritti alla previdenza agricola.
CALCOLO IMU TERRENI AGRICOLI: UN CAMBIAMENTO LETALECome detto i fabbricati rurali, prima non assoggettati all’imposta, sono ora soggetti all’imposizione, mentre i terreni situati in aree montane o di collina sono ancora esenti, così come erano esenti ai tempi dell’ici. Pertanto la gran parte di tali fabbricati sarà soggetta ad imposizione, determinando un aggravio di contribuzione per un settore che in molti casi è alla frutta. I dati Istat comunicati recentemente indicano infatti un aumento dei prezzi per quanto riguarda i prodotti agricoli venduti dagli agricoltori ( + 4,9 %, che dei costi produttivi ( + 4,7 %). L’aumento dei costi è dovuta in larga parte a energia e lubrificanti (+ 13,2 %), concimi ( quasi il 14 per cento in più), mangimi e sementi ( aumenti medi dell’8 %). Visti tali dati le associazioni di categoria lanciano allora l’allarme, per fare in modo che il fisco non metta in ginocchio le aziende. Infatti in molti casi nel 2011 i guadagni hanno appena coperto i costi, e un aggravio di tassazione rischia di portare al fallimento molte delle aziende agricole oggi esistenti.
IL RITORNO DELL’ICI IMU: UN SALASSO PER TUTTIImu e Irpef: nel 2012 sono dolori per le famiglie
ARGOMENTI TRATTATI:
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