|Finanza
09 febbraio 2012, ore 18:21  |  Attualità Economia News

Guerra all’evasione fiscale: patto tra sei Paesi tra cui Italia e USA

Il Governo italiano ha aderito a un patto internazionale con Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti per la lotta all'evasione fiscale internazionale

Che il Governo Monti abbia dichiarato guerra all’evasione fiscale ormai è cosa nota a tutti, ma non lo ha fatto solo nel nostro Paese, dove sta cercando di combatterla con strumenti come spesometro e redditometro.

L’Italia, insieme ad altri 5 Paesi, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, vuol mettere in atto una nuova normativa, la FACTA, ovvero Foreing Account Tax Compilance Act, una normativa a livello internazionale con accordi bilaterali e doppie imposizioni.

Gli accordi bilaterali hanno la finalità di “favorire la compliance fiscale internazionale e facilitare l’applicazione della legislazione fiscale a beneficio di entrambe le parti”, quindi di entrambi i Paesi coinvolti.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato questo accordo tra i sei Paesi che vogliono aderire alla FACTA (che tra l’altro è una normativa vigente negli Stati Uniti fin dal 18 marzo 2010) per rendere più intensa ed efficacie la lotta all’evasione fiscale tramite una  “Dichiarazione Congiunta in merito ad un Approccio Intergovernativo finalizzato a migliorare la Compliance Fiscale Internazionale e ad applicare la normativa FATCA”.

 

La FACTA e il suo compito

Il Foreing Account Tax Compliance Act punta ad ottenere da parte delle istituzioni finanziarie estere, comunicazioni finanziarie .

Gli Stati Uniti hanno accettato di applicare la normativa FACTA a livello intergovernativo internazionale, avendo così uno scambio automatizzato con qualunque dei Paesi che aderiscono; lo scambio avverrebbe tra Stati Uniti e Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito in modo bilaterale in modo si essere sempre a conoscenza dei conti aperti dai cittadini in uno qualsiasi di questi stati.

I sei Paesi “si impegnano ad individuare gli strumenti internazionali e nazionali più idonei a realizzare uno scambio automatico di informazioni tra amministrazioni che possa consentire alle istituzioni finanziarie interessate dalle norme USA di evitare il ricorso ad accordi individuali di tipo contrattuale con l’amministrazione finanziaria americana” nella consapevolezza “della necessità di mantenere i costi di adempimento al livello più basso possibile per le istituzioni finanziarie e per gli altri soggetti interessati dall’applicazione della normativa FATCA», i 6 Paesi si «sono impegnati a collaborare nel lungo termine per raggiungere standard comuni in materia di obblighi dichiarativi e di due diligencerecita una nota del Ministero dell’Economia e  delle Finanze.

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