|Finanza
12 giugno 2012, ore 11:49  |  Fonsai Unipol

Fondiaria Sai Unipol: Unicredit e Mediobanca premono per accordo

Oggi sarà la volta dell'assemblea di Premafin. Quale sarà la posizione dei Ligresti?

Com’era ampiamente nelle attese, dopo una maratona notturna durata parecchie ore, il consiglio di amministrazione di Fondiaria Sai ha dato parere favorevole al piano di fusione con Unipol. Il cda si è così adeguato a quanto era stato stabilito dal cda della controllante Premafin il giorno precedente e al parere vincolante degli amministratori indipendenti, con questi ultimi divisi due a uno sul piano di fusione.

In conseguenza di ciò, il cda ha dato mandato all’ad Emanuele Erbetta e al dg Piergiorgio Peluso, affinché si attivino per dare vita all’aumento di capitale da 1,1 miliardi e per chiedere che venga discusso il tema dei diritti di manleva dei Ligresti. La Consob ha preteso che siano aboliti, se Unipol vorrà procedere alla fusione senza l’obbligo di lanciare un’offerta obbligatoria sulle azioni di minoranza in FonSai. I tre fratelli hanno chiarito con una missiva inviata a Bologna di non avere intenzione di rinunciare a tali diritti.

 

Mezzo occhio rivolto sempre verso Sator Palladio

Allo stesso tempo, però, il cda di FonSai si è detto disponibile a valutare anche la controfferta di Sator e Palladio Finanziaria, consentendo la nascita di una due diligence e chiarendo che il consorzio di garanzia proposto dai due fondi per la ricapitalizzazione nascerebbe solo in caso di esito positivo.

Successivamente al cda della compagnia è seguito anche il board della controllata Milano Assicurazioni. Anche in questo caso, in piena notte, è stato dato l’ok all’operazione con Unipol, sebbene il cda abbia chiesto che venga discussa con maggiore precisione la questione dei concambi, che vede i soci di minoranza della Milano ottenere il 10,7% del gruppo post-fusione.

 

Le quote della nuova società

Gli azionisti di FonSai diversi dai Ligresti otterrebbero il 27,45%, mentre Unipol si “accontenterebbe” del 61%, dopo avere proposto un iniziale controllo al 67% dell’intero gruppo nascituro. A Premafin resterebbe un misero 0,85%.

Ma oggi sarà la volta dell’assemblea dei soci Premafin, chiamata ad esprimersi sia sull’approvazione del bilancio 2011, sia sull’aumento di capitale riservato a Unipol per 400 milioni. Gli analisti si attendono un parere positivo al piano di integrazione, anche perché i Ligresti hanno la maggioranza dei voti in assemblea. Tuttavia, non si escludono del tutto colpi di scena, visto che gli stessi fratelli sono visibilmente insoddisfatti per la cancellazione dei diritti di manleva.

In ogni caso, il loro voto non sarà del tutto libero, bensì condizionato dalle minacce vere e proprie di Unicredit e Mediobanca, registi dell’operazione Unipol, ma al contempo creditrici verso la holding e le controllate. In particolare, Unicredit ha reso evidente che nel caso in cui il piano di fusione con Bologna non fosse oggi approvato in assemblea, essa sarebbe pronta a escutere le azioni in pegno in FonSai, che la banca detiene a garanzia dei suoi crediti verso le società dei fratelli.

Per questa ragione si andrà verso un ok molto probabile all’operazione, ma forse costellato da condizioni, che rischiano di ritardare l’attuazione del piano e di mettere a dura prova i nervi degli investitori, che non a caso ieri si sono dati alle vendite su tutti i titoli coinvolti. Oggi, al contrario, resta in calo solo Unipol, mentre avanzano gli altri, sulla scia dell’esito favorevole dei cda notturni di FonSai e Milano Assicurazioni.

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