|Finanza
08 giugno 2012, ore 12:22  |  Fonsai Unipol

Fondiaria Sai Unipol: Sator e Palladio si rimettono in mezzo

La nuova proposta di Palladio Sator prevede un umento riservato capitale per 800 milioni.Intanto i Ligresti non rinunciano a manleva

Sator e Palladio Finanziaria hanno presentato al cda di Fondiaria Sai una nuova proposta per la ricapitalizzazione della compagnia assicurativa. La proposta di fatto potrebbe rappresentare una nube sulla strada della fusione Fondiaria Sai Unipol. Il nuovo piano Sator Palladio è una versione molto simile a quella scaduta lo scorso 18 maggio e la terza dai due fondi, da quando a febbraio si sono lanciati in una controffensiva, rispetto al piano Unipol. In sostanza, anziché essere diretta alla holding Premafin, l’offerta è solo verso FonSai e non prevede alcuna fusione nemmeno con la controllata Milano Assicurazioni.

Il piano prevede un aumento di capitale per complessivi 800 milioni, emesso da una Newco, controllata dai due fondi. La metà degli 800 milioni sarebbe riservata ai due investitori, mentre i restanti 400 milioni sarebbero offerti in opzione ai soci FonSai. Il prezzo di emissione delle nuove azioni sarebbe compreso tra 2,00 e 2,50 euro.

 

Il nuovo piano di Sator Palladio

Proprio questa sarebbe la differenza con la proposta precedente, quando, invece, le nuove azioni erano state offerte a un prezzo di emissione tra 1,50 e 2,00 euro. Il maggiore valore, rispetto ai prezzi attuali di mercato, andrebbe a diretto beneficio dei soci azionisti, non ci sarebbe un incremento di valore per la controllante Premafin.

E questa nuova offerta sarebbe molto allettante per gli azionisti, visto che ai prezzi attuali, le azioni FonSai quotano intorno a un euro.

Se entro i dieci giorni, FonSai risponde con un interessamento verso l’offerta, le sue condizioni saranno meglio presentate entro i successivi 15 giorni.

La notizia della nuova offensiva di Sator-Palladio giunge in contemporanea alla comunicazione da parte dei fratelli Ligresti, Jonella e Paolo, nonché di Giulia Maria, ad Premafin, di non essere disposti a rinunciare ai diritti di manleva, così come erano stati concessi da Unipol Gruppo Finanziario lo scorso 29 gennaio.

Al contempo, Jonella e Paolo hanno aggiunto che Hike Security e Limbo Invest non intendono assumere alcun impegno sull’esercizio del diritto di recesso riguardo alla previsione della fusione di Premafin in FonSai e ciò in considerazione delle continue modifiche intervenute nel piano Unipol e anche preso atto della richiesta con lettera inviata da Bologna alle società dei Ligresti di puntare a una decisa modifica dei concambi.

 

Fondiaria Sai e Unipol si allontanano di nuovo?

In sostanza, ben tre elementi vanno nella direzione di mettere in forse la strategia di Bologna. In primis, la persistenza di un piano alternativo di Sator-Palladio, con voci che danno da tempo Paolo Ligresti in contatto con i rappresentanti dei due fondi. Secondariamente, la volontà dei tre fratelli di non rinunciare ai diritti di manleva, condizione che Consob ha dichiarato essere necessaria per potere escludere con certezza l’obbligo per Unipol di lanciare un’Opa obbligatoria anche su FonSai. Terzo, il fatto che Hike Security e Limbo Invest abbiano deciso di non impegnarsi nell’escludere un loro esercizio del diritto di recesso (anch’essa condizione che l’authority riterrebbe necessaria per evitare l’Opa obbligatoria post-fusione) va nella direzione di accentuare lo scontro con Unipol e di ritardarne l’attuazione del piano di fusione, che ogni giorno che passa sembra diventare oggetto di prese di distanza e di riflessioni critiche, creando parecchie perplessità sui tempi e sulle ragionevoli probabilità di una sua buona riuscita.

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