|Finanza
22 maggio 2012, ore 10:44  |  Fonsai Unipol

Fondiaria Sai Unipol: le ragioni della Consob sull’esezione dell’Opa

L'authority esclude l'Opa obbligatoria, ma a determinate condizioni

Unipol ha reso note le comunicazioni della Consob, a proposito del quesito che la compagnia assicurativa bolognese aveva proposto all’authority lo scorso 20 febbraio, con riferimento alla possibilità di vedersi esentata dall’obbligo di lanciare un’Opa obbligatoria su Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni, a seguito del suo ingresso nel capitale della prima e della successiva operazione di fusione a quattro delle società.

La Consob ha risposto, escludendo l’obbligo di effettuare per Unipol un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle azioni rimanenti di Premafin e FonSai, mentre si è detta ancora non in grado di decidere su Milano Assicurazioni.

L’esclusione dell’obbligo di Opa si ha per le due società, sia successivamente alla fase di ingresso di Unipol nel capitale di Premafin, attraverso la ricapitalizzazione riservata, sia anche in dipendenza della fusione.

Con riguardo al primo punto, tuttavia, la Consob ritiene che l’esclusione sia subordinata a determinate condizioni. Anzitutto, devono essere rimosse le clausole con cui Unipol si è impegnata a non votare ed escludere qualsiasi responsabilità sociale dei vertici Unipol. Inoltre, l’authority si riserva il diritto a chiedere l’Opa obbligatoria su Premafin, nel caso in cui i soci dovessero avvalersi del diritto di recesso, successivamente alla fusione tra Premafin e FonSai.

 

Fusione Fondiaria Sai Unipol: La Consob chiama in causa l’Isvap

Relativamente, invece, dell’esclusione del dovere di lanciare un’Opa su Premafin e FonSai, dopo la fusione, la Consob ritiene che il giudizio dipenda dalle osservazioni dell’Isvap, qualora essa giudichi l’esenzione parte integrale delle richieste da essa formulate o meno. In sostanza, la Consob escluderebbe anche in questo caso l’Opa, ma a patto che l’altra autorità ritenga che l’operazione si configuri come un salvataggio.

La decisione era molto attesa e si rivela essere abbastanza in linea con le aspettative e i rumors delle scorse settimane. Rimarrebbe, quindi, lo scoglio di Milano Assicurazioni, perché come previsto non si può ancora escludere l’obbligo di Opa sulle sue azioni, anche in considerazione del suo stato positivo finanziario, che indurrebbe l’authority ad avere un occhio di riguardo verso i suoi soci di minoranza. Con un’Opa obbligatoria, essi avrebbero la possibilità di scegliere se accettare o meno il piano di Bologna, a garanzia della loro posizione.

Infine, la decisione di Vegas è legata in parte a quella dell’Isvap, perché solo se anche questa dovesse ritenere che il piano Unipol fosse un salvataggio della galassia dei Ligresti, allora si potrebbe dar vita all’operazione senza ulteriori vincoli. Ma ammesso che di salvataggio si tratti, sarebbe difficile considerare tale un’operazione di rilevazione anche di Milano Assicurazioni, che non ha affatto bisogno di essere salvata. Stando a quanto deciso dall’authority, quindi, ci permettiamo di prevedere che alla fine Unipol dovrà lanciare un’offerta solo su Milano.

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