Fondiaria Sai Unipol: la Consob innesca la tempesta, fusione lontanaMacigni sulla strada delle fusione Fonsai Unipol. Vi spieghiamo perchè la decisione della Consob porterà ad un settimana ad alta tensioneE’ andata in uno dei modi peggiori possibili per le compagnie Unipol e Fondiaria Sai, che ancor prima di ottenere il benestare della Consob sui prospetti informativi relativo all’ aumentio di capitale avevano comunicato al mercato i dettagli di tali operazioni, dimostrando forse un’assenza di responsabilità davvero eclatante.
E’ accaduto, infatti, che la Consob non ha dato il suo ok alla pubblicazione dei prospetti, con la conseguenza che adesso la Commissione ha chiesto alle due compagnie ulteriori informazioni, che non erano presenti nell’invio della prima documentazione. Ma ciò significa che i mercati avranno tutto il tempo per effettuare gli arbitraggi sui titoli, sulla base degli sconti previsti sul Terp e che ammontano al 27,2% e 27,57%, rispettivamente per le azioni Unipol ordinarie e privilegiate; del 24,7% e 24,9% delle azioni ordinarie e di risparmio FonSai. Ciò lascia intravedere lo stesso quadro che si è presentato a inizio anno con Unicredit, quando per ragioni tecniche (le azioni sono quotate anche a Francoforte e Varsavia), Piazza Cordusio aveva dovuto comunicare gli sconti con tre sedute di anticipo sull’inizio dell’aumento di capitale, crollando il titolo in quattro sole sedute del 60%. Stessa sorte toccava ai diritti.
Montagne russe per cinque giorniQui, le sedute favorevoli agli arbitraggi sono quelle di tutta la settimana e ciò porterebbe a una sorta di passione in borsa dei titoli Unipol e Fondiaria Sai. Già lo scorso venerdì si è intravisto quanto potrebbe accadere su più larga scala questa settimana (Fondiaria Sai nel dramma: -17% e aumento capitale slittato).
Fusione Fondiaria Sai Unipol: tutti i nodi vengono al pettineMa andando alla sostanza, ieri la Consob ha spedito una raccomandata ai vertici di FonSai, sollecitandoli all’invio di ulteriori informazioni. In primis, l’authority intende conoscere il nome dell’advisor, che ha analizzato la congruità delle riserve sinistri per Unipol, FonSai e Liguria. Si tratta di Price, malgrado essa non volesse che il suo nome fosse reso pubblico. La società ha effettuato i cosiddetti stress test, ossia ha valutato la congruità delle riserve tecniche nelle ipotesi di scenario peggiori, con la risultanza che per Unipol non ci sarebbero comunque problemi, ricadendo le sue riserve in un ambito di valore ancora accettabile, mentre per FonSai si arriverebbe fino a un massimo di 315 milioni di carenza di riserve. Le conclusioni dell’analisi dell’Isvap erano state parecchio differenti, anche se complessivamente il risultato resta quasi uguale a quello di Price, tenendo conto che le compagnie sono destinate alla fusione. Per l’Isvap, tenendo in considerazione anche per gli anni futuri lo stesso ritmo di liquidazione dei sinistri, Unipol potrebbe incorrere fino a un massimo di 200 milioni di carenza di riserve e FonSai fino a 120 milioni. Ovviamente, sempre nello scenario peggiore. Ma Bologna ha scartato questa valutazione dell’autorità assicurativa, in quanto la ritiene poco compatibile con la sua situazione effettiva, visto che la compagnia ha già mostrato un’accelerazione nei tempi di liquidazione dei sinistri, cosa che le consente di potere accantonare minori fondi a riserva. Analogo il discorso per FonSai.
I diritti di manleva e di recessoAltra questione: i diritti di manleva e di recesso. Consob ha imposto a Unipol di sbianchettare questa parte del piano, che garantiva tutele legali in favore dei Ligresti e dei loro amministratori, al fine di godere dell’esenzione dell’Opa obbligatoria su FonSai. Unipol ha effettivamente stralciato queste previsioni originariamente siglate nell’accordo di gennaio con i tre fratelli, ma adesso la Commissione chiede che nei prospetti compaia non solo in modo evidente tale stralcio, ma che vengano anche segnalati i relativi rischi. Vale a dire: i Ligresti non se ne staranno con le mani in mano, potrebbero adire le vie legali contro tale mancata tutela; per questo, l’authority ritiene che bisogna indicare i rischi di contenzioso nei prospetti informativi. E ancora: maggiori chiarimenti sul piano industriale stand-alone di FonSai, che non avrebbe più senso, dato che si da per scontato lo scenario dell’integrazione con Unipol. Infine, la Vigilanza chiede che si indichino nei prospetti le clausole del contratto di agenzia, che legano le compagnie al consorzio di garanzia, ossia alle banche coordinate da Mediobanca, che si occuperanno degli aumenti di capitale per complessivi 2,2 miliardi. La Consob chiede che vengano indicate le motivazioni che potrebbero portare alla rescissione del contratto, nonché i compensi accordati agli istituti per il lavoro che andranno a svolgere. Alla riapertura di Piazza Affari, oggi, sia i titoli di Unipol che di FonSai sono stati sospesi immediatamente per eccesso di ribasso, senza riuscire neppure a fare prezzo (Fondiaria Sai e Unipol non fanno prezzo).
ARGOMENTI TRATTATI:
Aumento capitale Fondiaria Sai , aumento capitale Unipol , fusione Fondiaria Sai Unipol
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