|Finanza
09 luglio 2012, ore 11:06  |   Fonsai Unipol

Fondiaria Sai Unipol: la Consob innesca la tempesta, fusione lontana

Macigni sulla strada delle fusione Fonsai Unipol. Vi spieghiamo perchè la decisione della Consob porterà ad un settimana ad alta tensione

E’ andata in uno dei modi peggiori possibili per le compagnie Unipol e Fondiaria Sai, che ancor prima di ottenere il benestare della Consob sui prospetti informativi relativo all’ aumentio di capitale avevano comunicato al mercato i dettagli di tali operazioni, dimostrando forse un’assenza di responsabilità davvero eclatante.

E’ accaduto, infatti, che la Consob non ha dato il suo ok alla pubblicazione dei prospetti, con la conseguenza che adesso la Commissione ha chiesto alle due compagnie ulteriori informazioni, che non erano presenti nell’invio della prima documentazione. Ma ciò significa che i mercati avranno tutto il tempo per effettuare gli arbitraggi sui titoli, sulla base degli sconti previsti sul Terp e che ammontano al 27,2% e 27,57%, rispettivamente per le azioni Unipol ordinarie e privilegiate; del 24,7% e 24,9% delle azioni ordinarie e di risparmio FonSai.

Ciò lascia intravedere lo stesso quadro che si è presentato a inizio anno con Unicredit, quando per ragioni tecniche (le azioni sono quotate anche a Francoforte e Varsavia), Piazza Cordusio aveva dovuto comunicare gli sconti con tre sedute di anticipo sull’inizio dell’aumento di capitale, crollando il titolo in quattro sole sedute del 60%. Stessa sorte toccava ai diritti.

 

Montagne russe per cinque giorni

Qui, le sedute favorevoli agli arbitraggi sono quelle di tutta la settimana e ciò porterebbe a una sorta di passione in borsa dei titoli Unipol e Fondiaria Sai. Già lo scorso venerdì si è intravisto quanto potrebbe accadere su più larga scala questa settimana (Fondiaria Sai nel dramma: -17% e aumento capitale slittato).

 

Fusione Fondiaria Sai Unipol: tutti i nodi vengono al pettine

Ma andando alla sostanza, ieri la Consob ha spedito una raccomandata ai vertici di FonSai, sollecitandoli all’invio di ulteriori informazioni. In primis, l’authority intende conoscere il nome dell’advisor, che ha analizzato la congruità delle riserve sinistri per Unipol, FonSai e Liguria.

Si tratta di Price, malgrado essa non volesse che il suo nome fosse reso pubblico. La società ha effettuato i cosiddetti stress test, ossia ha valutato la congruità delle riserve tecniche nelle ipotesi di scenario peggiori, con la risultanza che per Unipol non ci sarebbero comunque problemi, ricadendo le sue riserve in un ambito di valore ancora accettabile, mentre per FonSai si arriverebbe fino a un massimo di 315 milioni di carenza di riserve.

Le conclusioni dell’analisi dell’Isvap erano state parecchio differenti, anche se complessivamente il risultato resta quasi uguale a quello di Price, tenendo conto che le compagnie sono destinate alla fusione. Per l’Isvap, tenendo in considerazione anche per gli anni futuri lo stesso ritmo di liquidazione dei sinistri, Unipol potrebbe incorrere fino a un massimo di 200 milioni di carenza di riserve e FonSai fino a 120 milioni. Ovviamente, sempre nello scenario peggiore.

Ma Bologna ha scartato questa valutazione dell’autorità assicurativa, in quanto la ritiene poco compatibile con la sua situazione effettiva, visto che la compagnia ha già mostrato un’accelerazione nei tempi di liquidazione dei sinistri, cosa che le consente di potere accantonare minori fondi a riserva. Analogo il discorso per FonSai.

 

I diritti di manleva e di recesso

Altra questione: i diritti di manleva e di recesso. Consob ha imposto a Unipol di sbianchettare questa parte del piano, che garantiva tutele legali in favore dei Ligresti e dei loro amministratori, al fine di godere dell’esenzione dell’Opa obbligatoria su FonSai. Unipol ha effettivamente stralciato queste previsioni originariamente siglate nell’accordo di gennaio con i tre fratelli, ma adesso la Commissione chiede che nei prospetti compaia non solo in modo evidente tale stralcio, ma che vengano anche segnalati i relativi rischi. Vale a dire: i Ligresti non se ne staranno con le mani in mano, potrebbero adire le vie legali contro tale mancata tutela; per questo, l’authority ritiene che bisogna indicare i rischi di contenzioso nei prospetti informativi.

E ancora: maggiori chiarimenti sul piano industriale stand-alone di FonSai, che non avrebbe più senso, dato che si da per scontato lo scenario dell’integrazione con Unipol. Infine, la Vigilanza chiede che si indichino nei prospetti le clausole del contratto di agenzia, che legano le compagnie al consorzio di garanzia, ossia alle banche coordinate da Mediobanca, che si occuperanno degli aumenti di capitale per complessivi 2,2 miliardi. La Consob chiede che vengano indicate le motivazioni che potrebbero portare alla rescissione del contratto, nonché i compensi accordati agli istituti per il lavoro che andranno a svolgere.

Alla riapertura di Piazza Affari, oggi, sia i titoli di Unipol che di FonSai sono stati sospesi immediatamente per eccesso di ribasso, senza riuscire neppure a fare prezzo (Fondiaria Sai e Unipol non fanno prezzo).

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20 Commenti

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  • # 11
    piccoli azionisti UNIPOL e FONDIARIA SAI iscrivetevi: AAA-Associazione Azionisti Attivi azionistiattivi@tiscali.it siamo su Facebook, gruppo : 'CLASS ACTION UNIPOL e FONDIARIA SAI'
  • # 12
    Sono un piccolo azionista che è rimasto con carta straccia in mano dopo l'aumento di capitale fatto da Unipol e Fondiaria SAI a luglio 2012. Tanti azionisti con questo ADC truffa hanno subìto l'esproprio completo delle proprie quote di partecipazione azionaria, che sono passate nelle mani del cosiddetto' consorzio di garanzia ' che ha silenziosamente rastrellato i diritti inoptati a prezzi stracciati. Questa manovra è all'attenzione della magistratura , ma occorre associarsi ed intervenire con bravi avvocati se vogliamo ottenere giustizia e risarcimento danni. Per questo motivo abbiamo da poco fondato una Associazione ed invitiamo tutti i truffati ad unirsi a noi per l'azione di tutela dei nostri portafogli. AAA-Associazione Azionisti Attivi azionistiattivi@tiscali.it
  • # 13
    Sono incazzatissimissimo con sti figli di putta...di unipol. Tutti ladri,ladri,ladri!
  • # 14
    In questa avventura avendo azioni di unipol e fondiaria ho perso come piccolo azionista migliaia e migliaia di euro. La SUPERTRUFFA è iniziata con il famoso split azionario di un'azioni ogni 100 possedute ed è culminata con questo DIABOLICO AUMENTO DI CAPITALE . Le mie azioni di queste due società non valgono più nulla. Personaggi come questi in altre Nazioni sarebbero gia stati fermati e rinchiusi dove sappiamo. In Italia sono osannati e rispettati perchè rispecchiano il nostro modo di vivere e pensare. Siamo alla farsa totale quando leggiamo che l'A.D. Carlo Cimbri dovrà lasciare anche se a malinquore una poltrona..... VERGOGNATEVI MILLE VOLTE VERGOGNATEVI!!!!!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
  • # 15
    Errata corrige l'indirizzo mail e' LLCOLLI4@GMAIL.COM
  • # 16
    L'unica strada percorribile e' quella di fare causa agli amministratori delle societa' impugnando le delibere e presentare un esposto alla procura della repubblica contro i presidenti di consob e isvap e obbligare la guardia di finanza a setacciare i bilanci palesemente falsi. Le associazioni dei consumatori non sono affidabili ne si avvalgono di professionisti competenti inoltre tengono i piedi in troppe scarpe. Occorre creare una associazione per suddividere le spese e incaricare degli avvocati competenti. A Torino mi sono gia' mosso per i primi contatti. I truffati sono tanti e possiamo schiacciare quei vermi corrotti figli del berlusconismo. Per contatti la mail e' LLCOLLI4@GMAIL.IT. Aderite, piu' siamo piu' sara' facile vincere.
  • # 17
    Rispondo a te ma mi rivolgo a tutti i piccoli azionisti come me che hanno perso gran parte dei propri risparmi in azioni UNIPOL. Che fare dunque? vendere i diritti che non valgono nulla, e tenere le vecchie azioni e non partecipare all'aumentop? AIUTO ..che Italia approssimativa e gestita da incapaci
  • # 18
    I cari compagni di via Stalingrado si sono inventati la bella furbata per impoverire i piccoli azionisti Unipol : con un titolo già ridotto al valore di pochi centesimi di euro e senza dividendi per due anni, prima si sono inventati l'ACCORPAMENTO ( una azione nuova ogni cento vecchie ) semplicemente per ridare dignità al valore del titolo nel listino , oggi quotato 14,5 euro circa, poi hanno pensato alla DILUIZIONE ( offrire con aumento di capitale da 1,1 miliardi ben 20 azioni nuove al prezzo stracciato di 2 euro l'una contro ogni azione posseduta. Il chè significa far scucire dalle tasche degli azionisti ben 40 euro ogni 14,5 di valore di carico, ossia per.es. 40.000 euro da chi ne possegga 1.000 con valore attuale 14.500. Oltre all'esborso impossibile, c'è da pensare che dopo l'aumento di capitale il titolo varrebbe appena 2 euro o poco più, con un crollo enorme dal valore attuale. Spero proprio che la CONSOB si metta dalla parte dei piccoli risparmiatori bloccando questo diabolico piano.
  • # 19
    Ricordo che due anni fa ho aderito all'aumento di capitale UNIPOL acquistando le azioni in offerta a 0,445 euro. Oggi quelle azioni valgono 0,15 euro, ( 15 euro quotazione attuale / 100 per accorpamento ) cioè un terzo del valore. Quindi i soldi dati due anni fa alla compagnia , oltre a non aver dato luogo a dividendi, hanno dimostrato di essere stati versati invano nelle mani di incapaci. Non vedo quindi con quale faccia la compagnia oggi si ripresenta ancora a batter cassa, spalleggiata dalle amiche banche.
  • # 20
    Ho un'auto assicurata UNIPOL ed un discreto pacchetto di azioni UNIPOL. E' mia intenzione disdire la polizza al termine dell'anno e non ho alcuna intenzione di dare altri euro sudati alla compagnia per l'ennesimo aumento di capitale. Il titolo continua a sprofondare e non vedo segnali incoraggianti, neppure un euro di dividendo , soltanto il profondo rosso e la continua sete di sangue dagli azionisti, per cui ben venga il rinvio o l'annullamento dell'aumento di capitale, basta con questa ennesima rapina con il beneplacito delle banche e degli organi di controllo.

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