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12 luglio 2012, ore 11:40  |  Borsa Milano Fonsai Unipol

Fondiaria Sai Unipol: fusione più vicina, Tar stoppa Sator Palladio

Il Tar del Lazio respinge ricorso Sator-Palladio ma sullo sfondo resta l'incognita rappresentata dalla Procura di Milano. Gli aumenti di capitale, Consob permettendo, potrebbero partire lunedì

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da Sator e Palladio Finanziaria, che avevano impugnato la delibera dell’Isvap, con cui l’authority aveva concesso il suo benestare al piano di fusione tra Unipol e Fondiaria Sai. Fusione, che stando agli ultimi accadimenti, sarebbe adesso più vicina. Secondo i giudici amministrativi, l’Isvap avrebbe effettuato le valutazioni sulla solidità patrimoniale di Unipol e, pertanto, l’impugnazione dei due fondi apparirebbe infondata (Fondiaria Sai Unipol: la fusione nelle mani di Tar e Consob).

In più, non inficerebbe l’atto la mancanza della firma del responsabile Giovanni Cucinotta. Sator e Palladio hanno palesato l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato, nel tentativo estremo di bloccare l’operazione.

 

Aumento capitale Fondiaria Sai: si potrebbe partire lunedì

Mentre si attende a breve la decisione della Consob sui prospetti informativi, la cui pubblicazione era stata impedita una settimana fa, pare scontato, salvo ennesime sorprese, che gli aumenti di capitale saranno varati dal prossimo lunedì. Si tratta di 2,2 miliardi complessivi, equamente ripartiti tra Unipol e FonSai, per 1,1 miliardi ciascuna.

Ma insieme alle due maxi-ricapitalizzazioni c’è anche l’aumento riservato di capitale di Premafin, che ammonta a 400 milioni e che risulta indispensabile per l’aumento di capitale della controllata FonSai.

L’operazione prevede che i 400 milioni siano sottoscritti da Unipol, che così entrerà nel capitale della holding e in meno di una giornata ne assumerebbe il controllo, lasciando agli altri soci, Ligresti inclusi, solo fette di estrema minoranza nell’azionariato. Grazie a questa liquidità, Premafin potrebbe sottoscrivere pro-quota l’aumento di capitale di FonSai, che oggi controlla al 35% (Fondiaria Sai Unipol: possibile via libera della Consob a aumenti di capitale).

 

Il grande nemico si chiama tempo

La questione sarebbe semmai sui tempi. In teoria, questo terzo aumento di capitale potrebbe avvenire agli inizi della prossima settimana, in contemporanea al varo delle due ricapitalizzazioni di Unipol e FonSai. Ma se non dovesse avvenire entro il 20 luglio, data di scadenza dell’esclusiva tra Unipol e Premafin, ci sarebbe il rischio che le banche creditrici possano escutere i pegni sulle azioni della holding. Per questa ragione, il cda di Premafin potrebbe nelle prossime ore chiedere a Bologna una proroga della data per l’esclusiva, magari al 10 di ottobre.

Altro scenario tragicomico è poi quello inerente la fissazione da parte del cda Premafin della data per la prossima assemblea dei soci, chiamata ad esprimersi per la seconda volta sul piano Unipol e annessa ricapitalizzazione della holding, così come chiesto dal custode giudiziario delle azioni dei due trust caraibici, Alessandro Della Chà.

La convocazione dovrebbe essere per non prima della metà di agosto, con il paradosso che i soci dovranno esprimersi su un piano già attuato, visto che la ricapitalizzazione sarebbe già stata effettuata. Non solo. Unipol, a quel punto, sarebbe di gran lunga l’azionista di maggioranza, rendendo del tutto inutile il parere di tutti gli altri soci messi insieme.

 

Anche la Procura di Milano è oramai un fattore decisivo per la riuscita dell’operazione

Proprio per questo, non sono in pochi ad attendersi una qualche altra mossa della Procura di Milano, che ad oggi, tra le azioni sequestrate e quelle in mano al curatore fallimentare di Imco e Sinergia, detiene il 40% di Premafin. A ciò si deve aggiungere il 10,35% nelle mani di Paolo Ligresti, ultimamente contrario al piano Unipol.

Solo se i giudici saranno in grado di incidere prima della ricapitalizzazione, essi potranno ottenere un qualche risultato, anche se il rischio, a questo punto, sarebbe di fare saltare l’intera operazione e di consegnare anche FonSai nelle mani di un’amministrazione straordinaria.

Quanto ai prezzi di emissione delle nuove azioni, si parla di 1 euro per FonSai e di 2 euro per Unipol, anche se domani sera potrebbero subire variazioni. Infatti, l’ad FonSai, Emanuele Erbetta, ha chiarito l’intenzione delle due compagnie di mantenere inalterata l’entità degli sconti sul Terp, comunicati la scorsa settimana, quando gli aumenti erano ancora previsti per il 9 luglio. Questo significa che sarà determinante l’andamento dei corsi di questi giorni. Una loro variazione determinerebbe un nuovo prezzo di emissione dei nuovi titoli, a parità di sconto sul Terp.

Entro stasera, poi, dovrebbero essere chiariti tutti i dettagli sui due aumenti da parte del consorzio di garanzia. Trattasi di sette banche, più Morgan Stanley in bilico, ma che le indiscrezioni dell’ultim’ora darebbero in uscita dal pool. Mediobanca e Unicredit, registe dell’operazione, si accollerebbero da sole la metà del rischio, con il restante 50% in capo a Barclays, Credit Suisse, Deutsche Bank, Nomura e Ubs. Le loro quote saranno pari e non superiori a 120 milioni a carico di ciascun istituto.

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