24 luglio 2012, ore 11:51 | Borsa Milano Fonsai Unipol
Fondiaria Sai Unipol: fusione in corso, si prova a voltare paginaUnicredit sottoscrive l'aumento di capitale di Fondiaria Sai mentre Cimbri ottiene le dimissioni di Emanuele Erbetta
Le dimissioni erano state sollecitate dall’ad Unipol, Carlo Cimbri, a conferma di una svolta gestionale, per quanto non fossero state pattuite formalmente nell’accordo. Ad ogni modo, il controllo delle società dei Ligresti è avvenuto nei fatti la scorsa settimana, quando Unipol ha sottoscritto l’aumento riservato di capitale della holding per 339 milioni, conquistando così l’81% delle azioni con diritto di voto in assemblea (Unipol prende il controllo del Gruppo Fondiaria Sai). Immediatamente dopo, questa liquidità è stata utilizzata da Premafin e dalla controllata Finadin per esercitare il diritto di opzione per l’aumento di FonSai, controllata Premafin al 35%. A cascata, poi, Unipol controlla già anche Milano Assicurazioni, a sua volta controllata FonSai. Anche Unicredit ha annunciato di avere esercitato i diritti relativi alla sua quota del 6,6% in FonSai, sottoscrivendo nuove azioni per un controvalore complessivo di poco più di 61 milioni di euro. Fonti finanziarie darebbero la quota inoptata a non oltre il 10-15%. Salvo sorprese, di fatto è già nato il secondo gruppo assicurativo italiano, dopo Generali, con 14 milioni di clienti, una raccolta premi di 17,6 miliardi e una rete di 4.600 agenzie. La sua quota di mercato sarebbe del 30%.
Proseguono le indagini su Salvatore LigrestiIntanto, proseguono a tutto campo le indagini del pm milanese Luigi Orsi, il quale ha interrogato giovedì scorso Salvatore Ligresti, presidente onorario di Premafin e FonSai. Come persona informata dei fatti sarebbe stata ascoltata anche la figlia Jonella. Tuttavia, pare che il magistrato non abbia rivolto domande all’ingegnere in merito alle accuse di reato per aggiotaggio e ostacolo alle attività di controllo, ma si sarebbe concentrato esclusivamente sui suoi rapporti con Unipol. Lo stesso Orsi ha anche inviato una missiva alla Consob, nella quale si richiedono maggiori informazioni sulla stabilità finanziaria di Bologna e su possibili accordi sottobanco con i Ligresti. L’interrogatorio dovrebbe, quindi, essere considerato un campanello d’allarme per Unipol, perché indicherebbe la volontà della Procura di Milano di fare luce sul piano di integrazione con le compagnie e la holding dei Ligresti. Al momento, dopo la sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte di Bologna, i magistrati controllano indirettamente Premafin per circa il 7,5%, tramite i due fondi caraibici sotto sequestro e il curatore fallimentare di Imco-Sinergia. Con tali percentuali sarebbero ormai ininfluenti, tranne il caso in cui fosse impedito a Unipol (81%) di votare alla prossima assemblea del 23 agosto, chiamata a riconsiderare il piano Unipol e l’aumento di capitale. Solo in assenza del nuovo socio di controllo, infatti, ci sarebbe una maggioranza teorica, composta dalle quote gestite dai giudici e da quella detenuta da Paolo Ligresti, in grado di ribaltare la delibera del 12 giugno. Pare difficile, tuttavia, che il piano d’integrazione possa essere fermato “ex post”, per quanto sia in pendenza ancora il giudizio del Consiglio di Stato sul ricorso Sator Palladio contro la decisione del Tar del Lazio di non accogliere l’impugnazione della delibera Isvap, che diede a giugno il via libera alla fusione.
ARGOMENTI TRATTATI:
Carlo Cimbri , Cosimo Rucellai , Emanuele Erbetta , fusione Unipol Fondiaria Sai , Paolo Ligresti , piano Unipol , ricorso Sator Palladio
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