|Finanza
26 luglio 2012, ore 09:19  |   Fonsai

Fondiaria Sai: la lettera a Mediobanca diventa un giallo

Alcune ipotesi su una strana lettera senza firma che conferma, in modo occulto, quanto già era stato stabilito alla luce del sole

E’ l’ipotesi di un patto segreto tra i Ligresti e Mediobanca l’argomento dell’ennesima puntata della saga della famiglia di Paternò. Proprio come in una saga infatti, la cronaca di questi mesi sulla fusione Unipol Fonsai, ha dimostrato che quando ci sono di mezzo i Ligresti non esiste una sola verità ma esistono molte verità. La stessa questione del patto segreto tra la famiglia dell’ingegnere è Piazzetta Cuccia non è così lineare come potrebbe apparire poichè la prova principale di questo patto ossia la lettera manca addirittura della firma (Premafin: i Pm sequestrano una presunta lettera di buonuscita dei Ligresti). 

 

Lettera Ligresti Mediobanca: Consob irrompe nel giallo

Ad ogni modo, proprio per non lasciare nulla al caso, la Consob ha chiesto di acquisire copia della misteriosa missiva. Intanto questa mattina MF ha pubblicato un interessante analisi in cui si cerca di fare il punto della situazione. Il quotidiano economico in particolare si chiede perchè i Ligresti avrebbero dovuto impegnarsi per iscritto com Mediobanca, Unicredit e Unipol per avere in cambio, e in modo occulto, ciò che il contratto siglato il 29 gennaio scorso tra Unipol e Premafin prevedeva apertamente e senza sotterfugi.

I 43 milioni di euro che Mediobanca avrebbe garantito ai Ligresti nella missiva segreta altro non sarebbero che la somma del diritto di recesso legato alla fusione tra Premafin, Fondiaria-Sai, Milano Assicurazioni e Unipol Assicurazioni. Un importo quindi che le società dei Ligresti potevano tranquillamente incassare senza papelli dei misteri.

Alla luce di queste considerazioni la domanda resta immutata: se tutte queste condizioni erano già previste da un accordo noto, perchè c’è stata la necessità di una seconda intesa sottobanco? L’impressione scrive MF è che il papello dei misteri contenesse si le condizioni già presenti nell’accordo di gennaio, ma accanto ad esse ce ne fossero altre di natura non monetaria, sulla cui entità indagherà ora la magistratura, nell’ennesima nuova puntata di una saga infinità in cui il bianco e il nero si sono da tempo confusi.

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6 Commenti

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  • # 1
  • # 2
  • # 3
    forse, invece, è il signor Beppe Vegas che dovrebbe spiegarci l'autorizzazione di consob a procedere con gli aumenti di capitale unipol/fonsai, vera truffa per i piccoli investitori. consob organismo di controllo? con il crick controllo loro l'organismo se li becco in giro!
  • # 5
    I Ligresti vogliono avvelenare i pozzi.Gente per "bene" reduce dalla galera alla quale,se fossimo un paese serio,dovrebbe ritornare.In galera pure i dirigenti tutti di mediobanca e unicredit.Per salvaguardare i loro interessi pilotano tutto sfacciatamente senza che nessun magistrato metta il naso.Un'affare simile in America avrebbe visto decine di camionette della polizia con arresti di massa.Unipol sarà un carrozzone rosso in sostituzione del carrozzone nero.
  • # 6
    Mi pare tutto chiaro no???? Si tratta dell'ennesima pagliacciata all'italiana. Tutti sapevano tutto (consob-isvap-etc), tutti tenevano la bocca chiusa poi, quando è scoppiato il bubbone tutti a pararsi il c..o. Solo cge qualcuno riesce sempre a pararselo meglio di altri ed a "lasciarci le penne" sono sempre i soliti (risparmiatori-dipendenti-azionisti-agenzie). Quando la GRANDE UNIPOL avrà visto la luce saremo nuovamente di fronte ad un matrimonio tra due zoppi con la conseguenza di avere un GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA. Altro che NUOVA ITALIA CHE RIPARTE...............

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