Fondiaria Sai: i Ligresti rischiano dopo il fallimento di Imco-SinergiaL'impero dei Ligresti somiglia a un castello di carte. I giudici non hanno tolto la carta Premafin solo grazie alla presenza del piano UnipolSi aggrava il bilancio giudiziario a carico di Salvatore Ligresti, l’ingegnere siciliano a capo di Premafin e delle controllate Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni e resta appeso a un filo anche la tenuta del castello Ligresti che passa dalla fusione Fondiaria Sai Unipol. Il tribunale di Milano ha sancito il fallimento di Imco e Sinergia, le due holding, che controllano Premafin e le cui azioni sono da settimane sotto sequestro, da parte dei giudici milanesi (Fallimento Sinergia e Imco, nessuna ripercussione su Unipol Fonsai).
Cosa c’è dietro l’insolvenza delle due holdingI debiti ammontano a 400 milioni, superiori alla parte attiva. Pertanto, il presidente del tribunale fallimentare Filippo Lamanna aveva disposto un lasso di tempo di 41 giorni, per consentire alle due società di giungere a un accordo con le otto banche creditrici. Tuttavia, solo Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza ha aderito, per ammissione dello stesso giudice, il quale ha rilevato che trattasi di un creditore minore, tra quelli che non avevano nemmeno manifestato la propria disponibilità a un accordo. Secondo Lamanna, tale insuccesso sarebbe dovuto alla scarsa serietà dimostrata dai vertici delle due società, i quali non avrebbero provveduto a predisporre un piano semplificato, al fine di raggiungere l’accordo con i creditori. Male anche l’operazione Hines, che avrebbe dovuto essere il cuore pulsante dell’operazione di recupero di risorse per il soddisfacimento dei debiti. Dei 50 milioni che avrebbe dovuto raccogliere, le adesioni degli investitori istituzionali si sono fermate a 20 milioni, ossia inferiore alla soglia minima del 50%, necessaria per permettere il funzionamento del fondo.
Salvatore Ligresti indagato per bancarottaA carico Salvatore Ligresti, poi, il procuratore milanese Luigi Orsi ha inserito l’ipotesi di bancarotta, mentre anche la Guardia di Finanza indaga su una serie di operazioni realizzate tra FonSai e Milano Assicurazioni con le holding e che vengono ritenute sospette. In particolare, si ipotizza anche la possibilità di revocare gli accordi sottoscritti negli ultimi dodici mesi, qualora fossero stati finalizzati ad arricchire indebitamente alcuni soggetti, a discapito dell’interesse delle due compagnie. Non se la passano benissimo nemmeno le banche creditrici, le quali, oltre a rischiare le somme vantate, potrebbero incorrere nell’accusa di erogazione di credito abusivo, qualora fosse accertato che esse sapessero dello stato dissestato delle finanze di Imco e Sinergia. E, intanto, il tribunale fallimentare è già al lavoro per consentire ai creditori di soddisfarsi sull’attivo, nonostante lo stato finanziario disastroso dei debitori.
Fusione Unipol Fonsai con il fiato sul colloLa vicenda del fallimento s’inserisce all’interno della più complessa situazione del salvataggio delle società dei Ligresti, che Unipol ha messo a punto, tramite un piano di rilevazione e fusione. I board di Premafin, FonSai e di Milano Assicurazioni hanno dato parere favorevole al piano, così come anche l’assemblea dei soci della holding, nonostante venga lasciata aperta la porta alla controfferta di Sator-Palladio. In ogni caso, solo l’esistenza di un piano in essere di salvataggio da parte di soggetti privati ha indotto il pm Orsi a non richiedere istanza di fallimento anche per Premafin. Nel caso in cui, quindi, Unipol non dovesse procedere all’attuazione del piano, il castello finanziario dei Ligresti rischierebbe di essere interamente affidato nelle mani dei giudici milanesi.
ARGOMENTI TRATTATI:
fallimento di Imco e Sinergia , FonSai e Milano Assicurazioni , fusione Unipol Fonsai , operazione Hines , Salvatore Ligresti
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