02 dicembre 2011, ore 12:48 | Finmeccanica
Finmeccanica: dimissioni Guarguaglini da 5 milioniEx presidente si dice "preoccupato" per Finmeccanica, ma sereno su accuse appalti Enav
Se la moglie non ha ritenuto di dovere fare un passo indietro al cda di una decina di giorni fa, Guarguaglini, invece, le dimissioni le ha date, anche se ammette che avrebbe voluto lasciare già agli inizi di novembre. A pochissimi giorni dalla caduta del governo Berlusconi, il presidente uscente afferma di averne parlato con l’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, per chiarirgli che la suddivisione delle deleghe con l’ad, decisa in primavera dal governo (controllante il 34% delle azioni Finmeccanica), non gli consentiva di svolgere il proprio lavoro in modo ottimale. Poi, la crisi politica avrebbe ritardato tutto, con il suo addio all’azienda giunto solo dopo settimane di vera e propria bufera giudiziaria, che si è abbattuta sull’azienda. Quanto alla moglie, egli ritiene che sia fortissima e si dice “preoccupato” per Finmeccanica, ma sereno sulla sua posizione. Alla domanda di cosa pensi delle dichiarazioni di Borgogni, che avrebbe ammesso di avere ricevuto “mazzette” da aziende con cui Finmeccanica intratteneva rapporti, l’ex presidente non ha voluto sbilanciarsi, parlando di un chiarimento che al momento opportuno il suo (ex) braccio destro gli fornirà certamente, anche se ammette che se il valore delle sue dichiarazioni fosse quello che la stampa gli assegna, ci rimarrebbe molto male.
LIQUIDAZIONE GUARGUAGLINI: 5,1 MLN DI EURO TRA LE POLEMICHE – Polemica sulla liquidazione ultra-milionaria che Guarguaglini otterrà sin da subito. Sono 4,1 i milioni di euro di buona uscita per il suo operato, a cui si aggiungeranno altri 1,5 milioni tra un anno, portando complessivamente a 5,6 milioni la liquidazione totale. E già infuriano le polemiche, non solo per l’entità della somma, ma anche per il fatto che l’uomo lasci l’azienda in condizioni molto difficili, sia da un punto di vista contabile, che di credibilità, oggetto di vicende giudiziarie rumorose. Guarguaglini non si scompone e risponde a queste polemiche, affermando che la sua liquidazione non sarebbe poi così alta, se paragonata ai 40 milioni di bonus in favore di Alessandro Profumo, ex ad Unicredit.
IL CAPITOLO GIUDIZIARIO E LE ACCUSE DI FALSE FATTURE E CONTI ALL’ESTERO – Il titolo Finmeccanica si trova nella bufera per un coacervo di cattivi risultati di bilancio e di vicende giudiziarie molto gravi. Le accuse vanno dalla falsa fatturazione, alla corruzione e alla frode fiscale. L’ex responsabile alle comunicazioni esterne, Lorenzo Borgogni, braccio destro del Guarguaglini, avrebbe ammesso durante gli interrogatori di avere ricevuto denaro fuori dallo stipendio, da parte delle imprese alle quali Finmeccanica forniva appalti. In altre parole, si pensa che i vertici aziendali dirottassero gli appalti in favore delle imprese che pagavano loro tangenti e a tale proposito risulterebbe un conto all’estero per 7 milioni di euro. A queste inchieste, si aggiungono i risultati pessimi dei primi nove mesi dell’anno, che vedono un rosso per 321 milioni, contro un attivo dello stesso periodo del 2010 per 324 milioni. Anche i nuovi ordinativi sono in calo del 21% a quota 10,5 miliardi, mentre il risultato operativo adjusted risulta in rosso per 767 milioni. Per questo, l’azienda ha già presentato un piano, che prevede la dismissione di una serie di partecipazioni, al fine di dimezzare l’indebitamento netto a non oltre 2,5 miliardi entro la fine del 2012 e non sarà neppure distribuito l’utile relativo all’esercizio 2011, per il semplice fatto che non si dovrebbe vedere un attivo prima della fine del 2012, mentre l’utile distribuito sul 2010 aveva ammontato a 258 milioni. Il Tesoro possiede ancora una quota del 34% del capitale di Finmeccanica e solo questo ha dissuaso potenziali investitori dall’acquistare una quota di controllo, scalando un titolo ormai a buon mercato. E proprio per effetto dell’intreccio tra stato e azienda, le vicende giudiziarie in corso si arricchiscono di un capitolo interessante di presunte raccomandazioni di uomini politici trasversali agli schieramenti, per piazzare uomini loro vicini in posti interni all’azienda. Dai verbali delle dichiarazioni, che risalgono già allo scorso gennaio, pare che Borgogni abbia ammesso alcuni contatti con personaggi illustri della politica, ma il suo legale ha smentito che si sia trattato di raccomandazioni o di fatti illeciti, sostenendo che il suo assistito si sia limitato a mettere in contatto i vertici aziendali con quelli politici.
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