Finanza

Equitalia si è dimenticata di pagare le tasse?

maggio 28, 2012
Autore: Alessandra M., redazione Investireoggi.it
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Riflettori costantemente accesi su Equitalia che stavolta  è stata protagonista di una storia quasi grottesca, visto che, all’ente che è chiamato ad attivare le procedure esecutive nei confronti dei contribuenti che non hanno pagato tutti i tributi dovuti, vengono richieste delle tasse arretrate in materia di rifiuti.

La notizia è apparsa sul quotidiano Libero, con l’eloquente titolo di “ Equitalia non paga le tasse”. In sostanza l’agente della riscossione non avrebbe versato quanto dovuto in materia di tassa sui rifiuti per ben due sedi ubicate sul territorio nazionale. Nel primo caso il versamento non è stato effettuato in quanto il cambio di sede effettuato e la conseguente dimenticanza di inviare disdetta all’ente preposto, avrebbero prodotto un disguido. In questo caso la società di raccolta rifiuti ha inviato al vecchio indirizzo il bollettino con l’importo del versamento dovuto. Tuttavia tale bollettino non è stato pagato visto che nella vecchia sede non era in servizio alcun dipendente.

 

Il caso di Equitalia sud

Questione più complessa è invece quella inerente una controllata del gruppo, Equitalia Sud. In questo caso l’Ama avrebbe dovuto chiedere ad Equitalia di attivare le procedure di riscossione, con la conseguenza che l’agente di riscossione avrebbe dovuto inviare una cartella di pagamento a se stessa!! Visto l’ingente importo ( si parla di 200 mila euro di tributi non versati) si è giunti ad una transazione per il pagamento di quanto dovuto in termini di imposta, sanzioni ed interessi.

 

La difesa di Equitalia

Sulle notizie è stato diramato un comunicato stampa chiarificatore da parte di Equitalia. Nel primo casola notizia è ritenuta destituita di fondamento, mentre nel secondo caso Equitalia dichiara di essere in regola con i pagamenti e quindi non vi è alcuna situazione di conflittualità con la società che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti. L’agente di riscossione ha dato inoltre mandato ai propri avvocati per tutelarsi in tutte le sedi ed eventualmente fare una richiesta di risarcimento in sede civile per i gravi danni arrecati.

 

Arrivano i centri di ascolto targati Equitalia

Meno “gossippare” invece le altre notizie sempre inerenti il “braccio armato” del fisco. L’ esecutivo ha infatti pensato di incentivare in maniera decisa il rapporto tra Equitalia e contribuenti, e pertanto, tra le varie iniziative, si è pensato di aprire dei centri di ascolto in modo tale da prevenire alcuni casi limite che riguardano la riscossione dei tributi. Il progetto ha avuto inizio il 5 aprile scorso in 10 città, dove sono stati attivati degli sportelli sperimentali Equitalia al fine di garantire un sostengo ai contribuenti con le situazioni più problematiche. Adesso il progetto verrà esteso ad altre 100 sedi Equitalia del territorio italiano. Si partirà con l’attivazione dal 28 maggio e gli operatori dei centri di ascolto avranno il compito di risolvere situazioni ritenute problematiche ( particolari difficoltà nell’adempimento di quanto richiesto, sopraggiunte difficoltà economiche, ecc.) oltre a chiarire quanto scritto all’interno delle comunicazioni inviate dall’agente di riscossione.

Sino ad oggi i risultati sperimentali hanno risolto oltre 2 mila casi contribuendo sensibilmente ad aumentare la cosiddetta “ tax compliance”, cioè l’adempimento spontaneo senza far ricorso al giudice. Tra i casi più di successo viene citato quella di una signora che ha visto mettere il proprio immobile in vendita tramite asta, a causa dei debiti accumulati. Il contribuente si è rivolto al centro di ascolto, che ha provveduto a trovare una soluzione. Gli operatori, infatti hanno studiato il problema e tramite un accordo con istituti di credito ed un piano di rateazione per versare quanto dovuto al fisco, hanno permesso alla signora di rientrare in pieno possesso della casa. Il messaggio, secondo i vertici di Equitalia, è quello che i problemi non sono quasi mai insormontabili ed un aumento del dialogo potrà favorire oltre che la risoluzione di molti problemi anche il raffreddamento degli animi.

 

Cartelle per tributi già pagati: la risposta è in una task force

I piani per l’aumento del dialogo tra fisco e cittadino non si fermano agli sportelli di ascolto. Nei giorni scorsi è stata infatti varata una task force consulenti del lavoro – Equitalia con il compito di analizzare le situazioni critiche segnalati dagli iscritti agli ordini provinciali dei consulenti del lavoro (oltre che di informare gli iscritti delle novità in campo tributario). I casi più frequenti riguardano l’invio di cartelle per tributi già pagati o che sono oggetto di sentenza favorevole da parte delle commissioni tributarie. Sul punto equitalia ha già anche ribadito che una circolare interna consente di chiedere ai cittadini la sospensione del pagamento della riscossione di cartelle che sono comunque non valide o errate, attraverso una apposita istanza corredata di tutta la documentazione occorrente.

 

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