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05 aprile 2012, ore 14:12  |  Attualità Riforme Italia

Dall’Art. 18 all’apprendistato: tutte le novità della riforma sul lavoro

La riforma del lavoro presentata da Elsa Fornero e approvata da Giorgio Napolitano ora passerà al vaglio delle Camere.

Per Mario Monti la riforma del lavoro che sta per cambiare il mercato del lavoro, avrà una rilevanza storica per il nostro Paese, portando l’occupazione che tanto si agogna e la crescita economica, la riforma guarda all’interesse generale di tutta l’italia

Elsa Fornero fa sapere che i vantaggi che la riforma porterà non saranno solo per i lavoratori, ma anche per le imprese e che i vantaggi saranno molti più degli svantaggi per la collettività.

Le novità che la riforma sul mercato del lavoro porta sono molte ma la più attesa è sicuramente quella che riguarda l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

 

Articolo 18: passo indietro.

Non più come si era temuto un drastico cambiamento dell’Art. 18: il reintegro sul posto di lavoro dopo licenziamento senza giusta causa non è stato cancellato.

Infatti se il lavoratore è stato licenziato illegittimamente, il datore di lavoro è tenuto al reintegro, oppure a pagare un’indennità  che va dalle 12 alle 24 mensilità (che originariamente erano 15 e 27); ma la cosa importante è che i lavoratori si sentano tutelati dal passo indietro che si è fatto sui cambiamenti drastici previsti per l’Articolo 18.

 

3 anni di apprendistato

Il canale migliore per immettersi nel mondo del lavoro, il canale privilegiato, è l’apprendistato, con un contratto della durata minima di 6 mesi e una durata massima di 3 anni, al termine dei quali il contratto di apprendistato si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato, se il datore di lavoro decide di assumere l’apprendista.

Una delle novità dell’apprendistato è che il rapporto tra “maestro” e apprendista, che prima era di uno a uno,  allarga a tre apprendisti ogni due maestri (quindi un rapporto di 1 e mezzo ogni 1).

 

Partite Iva da regolarizzare

Le false Partite Iva vanno regolarizzate entro un anno dalle imprese che dovranno trasformarle in contratti per tutte le collaborazioni superiori ai 6 mesi nell’arco dell’anno, per i lavoratori per i quali i ricavi annuali siano di più del 75% delle entrate annue da quella collaborazione, e nel caso la postazione del lavoratore si trovi all’interno della sede di colui che richiede la prestazione d’opera.

Se si verificano due di questi tre casi il lavoro non è più considerato collaborazione occasionale ma coordinato e continuativo e quindi va contrattualizzato.

Per questo punto le imprese hanno richiesto, e ottenuto, il rinvio di un anno.

 

Novità sul contratto a termine

I rapporti a termine anche subiscono un cambiamento: se il primo contratto a termine con un datore di lavoro dura meno di sei mesi può essere chiuso senza indicazione del motivo;  comunque dopo 36 mesi di contratto a tempo determinato deve seguire l’assunzione definitiva.

Per far sì che i datori di lavoro siano incentivati all’assunzione definitiva  si è fatto in modo che il contratto a tempo determinato abbia costi più alti a livello di contributi.

 

Fondo sostegno per gli over 58

Per coloro che hanno compiuto 58 anni ci sarà un fondo di sostegno al reddito che avrà copertura aziendale; questo fondo si alimenterà con la parte di aliquota che verrà risparmiata sull’indennità di mobilità, che pian piano sarà abolita.

Questo fondo sostegno sarà destinato a coloro che perdono il lavoro dopo i 58 anni e dovrà aspettare i 66, 67 anni per accedere alla pensione.

 

Dimissioni in bianco sanzionate

Una nuova norma andrà a punire le dimissioni in bianco, spesso nei confronti delle donne e legate alla maternità.

Quindi in caso di dimissioni di una donna, ma anche nel caso di una risoluzione consensuale del contratto di lavoro, in maternità, e fino ai 3 anni di vita del bambino,  la risoluzione del contratto di lavoro dovrà essere convalidata dal servizizio di ispezione del Ministro del Lavoro.

Le sanzioni amministrative per questo tipo di dimissioni ammonteranno fino a 30 mila euro per l’azienda.

 

 

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